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Pre-eclampsia un nuovo esame per la diagnosi

pre-eclampsia
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La gestosi o pre-eclampsia è una pericolosa complicanza della gravidanza, riguarda circa cinque gestanti su cento. Deve essere diagnosticata in tempo e curata in modo appropriato. Se questo non succede può comparire l’eclampsia vera e propria, una manifestazione seria con crisi convulsive, oltre a rischi per mamma e bambino. La diagnosi precoce fino a oggi era impossibile e l’unica speranza era il controllo dei sintomi e l’eventuale parto prematuro. facendo nascere il bambino. Alcuni ricercatori americani hanno messo a punto un’analisi dell’Rna libero nel plasma materno e potrà prevedere il rischio di pre-eclampsia mesi prima di una diagnosi.

Un test per diagnosticare la gestosi

Il nuovo esame è stato studiato dall’Harvard Medical School e dal Massachusetts General Hospital e i risultati della prima sperimentazione clinica sono stati pubblicati sulla rivista Nature. L’obiettivo era individuare marcatori che potessero dire con certezza l’inizio di questa complicanza, permettendo di intervenire in tempo con i farmacie appropriati ed un corretto stile di vita. I ricercatori hanno analizzato 1.840 gravidanze e 2.539 campioni di plasma presenti nella banca dati. È stato individuato un marcatore, il cfRna, con una sensibilità del 75%, quindi in grado di identificare tre quarti delle predisposizioni alla gestosi, con un valore predittivo positivo del 32,3%, superiore ad ogni altro metodo diagnostico attualmente disponibile. Oggi gli scienziati americani sostengono che il monitoraggio del cfRna nel plasma materno è in grado di identificare in modo affidabile le donne a rischio pre-eclampsia mesi prima che si manifesti con sintomi clinici. Questi risultati consentiranno lo sviluppo di valutazioni personalizzate per ogni gravidanza, insieme con altri fattori di rischio finora considerati, come la familiarità con l’ipertensione, l’età e il peso della donna.

In che cosa consiste la pre-eclampsia

La pre-eclampsia è una condizione caratterizzata da aumento della pressione arteriosa, presenza di proteine nelle urine e alterazioni nelle analisi del sangue. Le proteine nelle urine solitamente dovrebbero essere assenti o presenti in quantità minime. La proteinuria più elevata può dipendere per esempio da una cistite, abbastanza frequente in gravidanza. Se però questo disturbo viene escluso, è possibile che sia pre-eclampsia, quindi si deve parlare con il ginecologo. Si possono alterare alcuni parametri della analisi del sangue eseguite in gravidanza. Per esempio, si può verificare abbassamento delle piastrine e di altri fattori della coagulazione. Possono invece alzarsi gli enzimi del fegato come le transaminasi e l’Ldh, un enzima presente anche in altri tessuti e coinvolto nella produzione di energia.

Può comparire dolore epigastrico, ossia nella zona dello stomaco, o anche nausea e vomito, sintomi che coinvolgono il sistema nervoso centrale, come cefalea, disturbi della vista. Può comparire edema, ossia presenza di gonfiore particolarmente intenso alle gambe che in forme lievi è comune in gravidanza e si può verificare un rapido incremento di peso.

Come si può monitorare la pre-eclampsia

È possibile prevenire la pre-eclampsia tenendo sotto controllo il peso sia prima della gravidanza sia durante, evitando di assumere troppe calorie. Vanno preferiti alimenti sazianti come ortaggi, frutta, cereali integrali, carni magre, pesce. Si devono limitare o meglio ancora eliminare gli zuccheri i cibi grassi. In caso di difficoltà si può chiedere aiuto al medico oppure ascoltare i consigli sull’alimentazione di  Zia Vittoria

È bene effettuare attività fisica prima della gestazione, sempre per ridurre il peso. Se durante i nove mesi di gravidanza la donna sta bene, è opportuno praticare un po’ di moto, come passeggiate, cyclette, ginnastica dolce, nuoto per gestanti. È poi possibile diagnosticare una pre-eclampsia con la misurazione della pressione arteriosa, l’esame delle urine e altri esami del sangue mirati, rivolgendosi al ginecologo se ci sono alterazioni.

Le possibili cure della pre-eclampsia

In alcuni casi, è possibile curare la pre-eclampsia in modo da tenere sotto controllo la malattia fino alla nascita del bebè. Dopo la nascita del piccolo, le condizioni di salute della neomamma si stabilizzano. Può essere utile limitare l’apporto di sali nell’alimentazione e assumere diuretici per aumentare la quantità di urina emessa e favorire quindi l’eliminazione dei liquidi. Può essere necessario assumere farmaci per tenere la pressione arteriosa del sangue nei valori bassi. Se la pre-eclampsia non migliora adottando queste precauzioni, è preferibile il ricovero in ospedale per monitorare costantemente la gestante. I farmaci anti-ipertensivi vanno assunti dalla donna con ipertensione cronica già dalle prime settimane di gravidanza o prima della gravidanza. Si può utilizzare il solfato di magnesio per infusione come protezione per il neonato prematuro e per l’azione stabilizzante sulla pressione arteriosa della mamma che riduce il rischio di eventi convulsivi.

Giorgia Andretti

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