Donne, diciamo no alla violenza, scegliamo di cambiare

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Donne, diciamo no alla violenza, scegliamo di cambiare

no alla violenza sulle donne
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8 marzo, giornata mondiale della donna.

Oggi tanti slogan gridano al dolore subito dalle donne: tante mimose gialle regalate, tante scarpette rosse indossate, tante mascherine bianche e rosse a coprire il volto. Tutti oggi sono schierati dalla parte delle donne senza distinzione di etnia o di religione, tutti anelano ad un cambiamento mettendo in pista leggi ad hoc! Tutti, però, ben sappiamo che il cambiamento non può avvenire solo per leggi più severe o perché qualcuno inizia a gridare: stop alla violenza sulle donne, stop ai femminicidi, stop alla discriminazione dei ruoli sul lavoro. Il cambiamento per una piena accettazione del ruolo delle donne nel mondo deve essere culturale e può avviarsi solo sostenendo le mamme di oggi ad educare i propri figli maschi, futuri uomini di domani, al rispetto incondizionato delle donne partendo dalla reale conoscenza dell’istinto aggressivo proprio del DNA di ogni singolo individuo. 

Aggressività un istinto da plasmare

La violenza sulle donne inizia dall’educazione ricevuta da piccoli: se un bambino maschio viene educato all’aggressività riprodurrà l’atteggiamento sulla partner. Diciamo no, quindi a giochi di guerra e armi. Ma è semplicistico dire così: si confonde aggressività con la violenza. L’aggressività è un istinto naturale insito nel nostro DNA, deve solo essere ben educato, inquadrato in un contesto e lasciato sfogare in modo sano, attraverso il gioco con la consapevolezza che deve restare tale. Del tutto diversa è la violenza, cioè la forza usata sull’altro, specialmente se è  donna,  più piccola o debole.

Se nostro figlio è violento e aggressivo in modo sbagliato, cosa fare?

Un bambino aggressivo è il piccolo che prende a calci gli oggetti, distrugge i giochi altrui, se la prende con la sorellina o la compagna di classe più piccola e tranquilla. Gli si deve far capire che non è l’atteggiamento corretto, il tutto deve essere evidenziato ma senza punire, si rafforzerebbe la convinzione che per farsi riconoscere ci vuole sempre la forza. Soprattutto devono essere evitate scene di aggressività ai danni delle madri, delle sorelle, delle zie o delle cugine evitando di diventare il modello da imitare. La disponibilità al dialogo deve essere sempre messa in campo per costituire un punto di riferimento affidabile e sereno.

Diciamo no alla violenza, facciamo leva sugli aspetti positivi

Per aiutare un bambino a incanalare in modo positivo la normale aggressività, trasformandola in personalità assertiva e cancellando sul nascere ogni forma di violenza, è essenziale valorizzare le sue doti. L’autostima va stimolata, evitando confronti con gli altri soprattutto se c’è il rischio che ne esca sconfitto: guarda il tuo compagno, lui è bravo, obbediente e studioso. Al contrario va favorito lo sport adatto per scaricare le energie permettendo però al bambino di scegliere attività secondo i suoi gusti personali, senza imporre la propria volontà. Insomma i bambini devono crescere nel rispetto dell’altro e senza assistere a soprusi ai danni delle donne, considerate la parte debole del sistema. Le bambine devono crescere amandosi perché solo così potranno, una volta adulte, farsi rispettare sempre e ovunque e soprattutto: dire NO alla violenza.

Creiamo insieme il movimento: Diciamo no alla violenza.  Fate una foto come ho fatto io e pubblicatela oggi sul nostro Forum o dove preferite, indicando #DiciamoNOallaviolenza

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico Guidagenitori.it

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