

Una giornata per la meningite affinché una malattia tanto temuta non venga mai dimenticata. Una giornata per informare, conoscere e prevenire perché oggi, contro la meningite si può fare molto. Per raggiungere questo obiettivo da anni il Comitato Nazionale contro la Meningite, un’associazione di esperti ma soprattutto di genitori che sono passati attraverso la sofferenza di avere un bambino malato di meningite è impegnato nell’informare a tutto campo. E oggi, 24 aprile, si celebra la Giornata Mondiale contro la Meningite: perché si sappia cosa fare in caso di malattia e si sia liberi di scegliere le armi per contrastarla.
La campagna PUOI!
PUOI, è un invito alla fiducia e l’acronimo ci insegna quale sono le azioni da fare per salvare una vita. P sta per Prevenzione: ci sono vaccini efficaci e sicuri per contrastare la meningite. Non tutti i genitori lo sanno, per questo è bene chiedere al medico tutte le informazioni. U sta per Uniti: un invito a unirsi al Comitato Nazionale Contro la Meningite, l’unico gruppo in grado di tutelare le persone malate ed i loro familiari. O significa Osserva: osservando attentamente il proprio figlio e i familiari è possibile identificare subito segni e sintomi legati alla meningite. I è un invito ad Informarsi: sapere quali sono i rischi correlati, le categorie più colpite, ed i diversi tipi di meningite. In Italia ogni anno sono più di 1000 persone si ammalano di meningite, malattia subdola perché i sintomi non sono sempre direttamente riconducibili alla malattia, ma sono piuttosto simili a quelli di una comune influenza. I vaccini finora disponibili verso la meningite meningococcica (batterica) proteggevano contro i gruppi A, C, Y e W135, ma non contro il meningococco B, responsabile di molti casi. Quest’ultimo ceppo, se non diagnosticato correttamente, può causare il decesso nel giro di 24 ore o causare disabilità permanenti: un malato su dieci perde la vita e uno su cinque sono coloro che sopravvivono purtroppo con danni danni cerebrali e fisici.
Nell’attesa del vaccino, attenzione ai sintomi
La meningite più seria è quella dovuta al meningococco. Colpisce soprattutto i bambini piccoli e gli adolescenti, in quest’ultimo caso soprattutto per lo scambio di bicchieri, posate e altri oggetti, come avviene nei luoghi di ritrovo giovanile. La meningite meningococcica ha un’evoluzione rapidissima, ma con sintomi iniziali che talvolta possono essere confusi con quelli di una forma influenzale. È soprattutto questo a causare un intervento tardivo. In Italia era già disponibile un vaccino per il ceppo C, ma mancava, fino ad oggi, quello per il ceppo B, il più diffuso in Italia. Lo scorso 22 gennaio l’EMA – Agenzia Europea del Farmaco – ha autorizzato l’immissione in commercio del primo vaccino contro il meningococco B. Le persone che hanno vissuto il dramma della meningite e gli associati al Comitato Nazionale contro la Meningite auspicano che le istituzioni italiane autorizzino il prima possibile l’immissione in commercio di questo vaccino anche nel nostro paese e che sia celermente inserito nei piani di prevenzione vaccinale. Nell’attesa, saper riconoscere i sintomi può aiutare a far sì che la diagnosi avvenga tempestivamente e che si possa intervenire per tempo. In presenza di irrigidimento della parte posteriore del collo – rigidità nucale; vomito o nausea; alterazione del livello di coscienza; convulsioni; sensibilità alla luce, è bene contattare subito il pediatra o recarsi al pronto soccorso.
L’importanza del vaccino, non solo per la meningite
I vaccini sono insomma importanti e non solo per la meningite. Ogni anno nel mondo muoiono un milione e mezzo di bambini per cause prevenibili con una semplice vaccinazione e solo in Europa quasi 700mila persone non hanno accesso alle immunizzazioni di base, che invece salvano almeno tre milioni di soggetti annualmente. Lo ricorda la sezione europea dell’Organizzazione mondiale della Sanità – OMS, che in questi giorni celebra l’ottava edizione della European Immunization Week – Settimana europea per le vaccinazioni – in contemporanea con il resto del mondo. Quasi il 40% dei decessi infantili prevenibili nel mondo, afferma il sito dell’agenzia, è dovuto al morbillo, seguito, tra le cause, dall’hemofilus influentiae 27%, dalla pertosse 20% e dal tetano neonatale. Proprio il morbillo, avrebbe dovuto essere eradicato nel 2015 dall’Europa, sta invece tornando a far parlare di sé proprio a causa di un rallentamento sul fronte delle vaccinazioni: se tra il 1997 e il 2009 i casi si sono ridotti del 96,5%, tra il 2009 e il 2011 sono risaliti del 455%, tornando da 7mila a 37mila. L’Italia in questo campo é fra i peggiori in Europa, con 682 casi nel 2012. Gruppi non immunizzati persistono in tutti i paesi europei e poiché le malattie sono tenute sotto controllo dai vaccini genitori e medici non ne hanno più paura. Inoltre, in un momento di revisione delle spese sanitarie, l’impegno delle istituzioni sta diminuendo.
Sahalima Giovannini