In spiaggia o in un parco il bambino si può smarrire

carbonara
Il nostro menù del giorno 22_07_2019
22 Luglio 2019
frittata alla greca
Il nostro menù del giorno 23_07_2019
23 Luglio 2019

In spiaggia o in un parco il bambino si può smarrire

bambino si perde
Condividi sui social

Il piccolo Matteo aspetta papà e mamma al bar della spiaggia – è la frase antica e rassicurante del bimbo che sfugge al controllo dei genitori ma viene riportato in un luogo sicuro, in attesa del recupero. In effetti, perdere di vista il proprio bambino, può capitare anche ai genitori più attenti: è sufficiente un attimo di distrazione e il bambino curioso e pieno di vita può smarrirsi tra la folla che in questo periodo dell’anno popola spiagge, parchi e città turistiche. Il panico è immediato, seguito dal sollievo di ritrovare il proprio bambino sano e salvo. E va detto che i casi di bambini che spariscono sono per fortuna davvero pochi. Per essere sicuri che tutto finisca bene, poiché nessuno può dirsi immune da rischi, è bene insegnare ai propri bambini qualche regola di sicurezza.

 

Insegniamogli a dire il proprio nome e cognome

Non appena il bambino impara a muoversi in modo autonomo, quasi sempre sa anche parlare ed è quindi opportuno che impari a ripetere il proprio nome e cognome. Deve anche conoscere il nome dei genitori e il numero di telefono di almeno uno dei due. In questo modo potrà rivolgersi a qualche adulto per ritrovare la famiglia. La prima cosa da fare è insegnare alcune regole come ad esempio scegliere le persone più affidabili. E’ bene che il bambino impari a riconoscere le figure giuste: le commesse dei centri commerciali, i vigili, le guardie forestali, i bagnini. Se si è in vacanza al mare e il bambino non conosce bene lo stabilimento balneare o il tratto di spiaggia libera, la prima cosa da fare è indicare un punto di riferimento: il colore degli ombrelloni, le caratteristiche delle rocce o altri punti di riferimento ben visibili e riconoscibili. Se ci si trova in un parco, in un paese in montagna, nel centro storico di una cittadina d’arte è utile insegnare al bambino a rifugiarsi accanto a un punto prestabilito: per esempio la fontana al centro dello spiazzo erboso, la piazza, il negozio di giocattoli o qualcosa che per lui sia facile da ricordare.

 

Una fettuccia al polso con nome e telefono

Ci si augura ovviamente che tutte queste precauzioni non debbano servire, ma se per caso il bambino dovesse davvero smarrirsi, come comportarsi? Prima di ogni cosa prendiamo l’abitudine di legare al polso del bambino, anche se è in grado di dire il suo nome, una fettuccia bianca con scritto a penna nome e il numero di un telefono. Il momento in cui ci si rende conto di non vedere più il bambino è importante mantenere la calma, anche se è difficile: se si perde la testa, però, è più difficile ricordare particolari importanti, per esempio quale maglietta o costume indossava il piccolo, oppure se ci ha detto una frase particolare che può aiutare a scoprire dove si trova. Il consiglio è coinvolgere altre persone, perché in questi casi scatta una forma di solidarietà che spinge a dare una mano. Se si è in tanti si può cercare in più direzioni, sia in spiaggia sia nei prati o in città. Se poi c’è la possibilità di utilizzare un altoparlante, per esempio in spiaggia o in un parco, è bene farlo senza attendere troppo, in modo che il bambino non si allontani. Quando poi lo si ritrova, il sollievo è quasi sempre seguito dalla rabbia e dal tentativo di lasciarsi andare a una sgridata o addirittura a un ceffone.  Evitiamo: se dovesse succedere di nuovo il bambino potrebbe essere spaventato e quindi nascondersi, rendendo più difficili le ricerche.

 

Sahalima Giovannini

Registrati o Accedi

Lascia un commento