Agita mani e piedi, emette gorgoglii e vagiti, si rilassa quando è coccolato. Anche se ha pochi giorni di vita, un neonato trasmette le sue emozioni. Ecco come interpretare i segnali.
Vostro figlio è finalmente a casa. Il suo aspetto, le espressioni, i suoni, che avevate immaginato durante i nove mesi di attesa sono diventati realtà. Una realtà dolcissima, ma anche faticosa, perché il bimbo sembra un piccolo enigma. L’apprensione è in agguato: saprò interpretare i suoi bisogni? Riuscirò a capire che cosa prova, che cosa si aspetta da me? Niente paura: poco per volta, imparerete a conoscervi reciprocamente e tra voi si instaurerà un rapporto simbiotico, del tutto speciale. Nel frattempo, focalizzandosi su determinati atteggiamenti del viso o del corpo, vi sarà più facile capire che cosa il vostro bimbo si aspetta da voi.
Fa capire quando ha sonno
Ancora per qualche settimana, il neonato assume una posizione simile a quella che aveva nell’utero materno, soprattutto nel momento del sonno. Raggomitolato mentre dorme, in braccio a voi o adagiato nella culla, si mostrerà con le braccine e le gambe ripiegate e aderenti al corpo, le mani serrate a pugno e i piedi nella tradizionale posizione “a martello”. Quando, da sveglio, tende ad assumere questa posizione e magari si mostra inquieto o nervoso, significa che ha l’esigenza di dormire: assecondatelo, cullandolo un pochino (gli ricorderà quando dondolava al ritmo del vostro passo) e poi mettetelo nella sua culla. Nei pochi momenti in cui è sveglio, ma vi sembra particolarmente tranquillo e non assume la posizione fetale, può avere voglia di coccole. Un neonato infatti ama essere abbracciato, avvolto in una morbida copertina e “contenuto” tra le vostre braccia. Queste sensazioni lo riportano al periodo della gestazione, nella perfetta e morbida quiete del pancione materno. Si sentirà rassicurato e questo contribuirà al suo sviluppo psichico e cognitivo.
È già attento al mondo esterno
Anche se dorme per la maggior parte del tempo, il bebè riesce a capire quello che sta accadendo intorno a lui. Il suo linguaggio è ovviamente composto solo da gorgoglii, urletti e singhiozzi. Per i vocalizzi sarà necessario aspettare ancora qualche settimana, ma per il momento può succedere di sentirlo rispondere con originali gorgheggi a rumori improvvisi che richiamano la sua attenzione. Proprio i primi versi che produce sono il segno della capacità di reazione a quello che accade intorno a lui. Dotato di un udito già sufficientemente sensibile, il piccolo è in grado di riconoscere la voce materna, ascoltata lungo tutto il periodo di gestazione. Se volete provocare in lui una sensazione di intenso relax, recitategli una filastrocca, cantate una ninna nanna o fategli sentire una melodia rilassante. Raggiunto dalle vibrazioni della musica o della voce, il bambino si tranquillizzerà e forse muoverà il corpicino a “ritmo”. Potrete anche sorprenderlo mentre osserva con attenzione gli oggetti che gli passano davanti agli occhi, compresi i visi di chi si gli si avvicina. Il bimbo, nelle prime settimane di vita, è in grado di riconoscere oggetti e volti che si trovano nel raggio di 20-30 centimetri dal suo viso.
Uno speciale scambio di coccole
A soli sei giorni il bambino ha un olfatto abbastanza sviluppato e sa distinguere gli odori piacevoli e quelli sgradevoli. Proprio l’odorato gli permette di riconoscere la mamma dal profumo della sua pelle e lui impara a distinguere tra tante altre la persona che si prende cura di lui, lo nutre e lo coccola. Quando lo stringete a voi per allattarlo, insomma, lui sa perfettamente dove si trova e con chi e lo dimostra tranquillizzandosi e mostrando un’espressione rilassata. Se volete costruire con il piccolo un rapporto di scambi emotivi più profondi, approfittate della poppata, un momento ideale per approfondire la vostra intimità con il bimbo perché lui è solitamente calmo e attento al tempo stesso. L’attività sociale più importante in questo periodo è proprio lo scambio di sguardi che avviene con la madre durante l’allattamento. Mentre lo guardate negli occhi, potete parlargli e accarezzarlo, stimolando in lui i recettori nervosi cutanei che sono sensibilissimi e gli danno la sensazione della sicurezza e dell’affetto. Potete individuare questi istanti osservandolo attentamente: il piccolo ha gli occhi bene aperti, è quieto e si guarda attorno con interesse. Sarà un momento speciale per entrambi, perché il bambino si sentirà amato e gratificato e tutto questo non può che fargli bene, fin da ore, nel suo cammino di crescita e di scoperta del mondo.
Giorgia Andretti