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Anemia: attenzione alle malattie croniche

Anemia
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La gravidanza è un momento magico per la donna, ma può capitare di avere disturbi legati proprio alle mutate condizioni dell’organismo: uno di questi è l’anemia, disturbo di cui soffre oltre il 50% delle donne che aspettano un bimbo. Si definisce anemica una persona quando nel suo sangue diminuiscono i globuli rossi e l’emoglobina, gli elementi con il compito di trasportare l’ossigeno a tutto l’organismo. La condizione di anemica può essere causata da una mancanza di ferro o di acido folico, indispensabili per la produzione dei globuli rossi. Questa carenza ha effetti su tutti gli organi del corpo con la necessità di un buon apporto di ossigeno, in gravidanza si ha la necessità di un maggior apporto di ossigeno.  Di solito il problema si manifesta verso il quinto-sesto mese di gravidanza, infatti, l’organismo della donna deve produrre globuli rossi sia per se stessa sia per il bambino.

 

I sintomi dell’anemia in gravidanza

Durante la gestazione, ci sono particolari sintomi che possono far sospettare la presenza di un’anemia. Stanchezza e nervosismo eccessivamente presenti devono far sospettare la presenza di una mancanza di ferro. Anche il colorito pallido di pelle e mucose è il segno tipico dell’anemia ed è dovuto alla scarsa irrorazione sanguigna in queste zone dell’organismo. Infine, compare tachicardia, l’aumentata frequenza dei battiti cardiaci. Dal momento che il sangue trasporta meno quantità di ossigeno, il cuore è costretto a pompare più in fretta per garantire una quantità sufficiente di sangue ai tessuti.

 

Le cause dell’anemia

In gestazione, è lo sviluppo del feto a sottrarre alla madre ferro e acido folico, per formare il proprio sangue, per questo è necessario che una donna giunga alla gravidanza in piena forma, senza problemi di pregressa anemia. Secondo gli esperti, una anemia nella donna fertile può essere spiegata dal flusso mestruale, ma è importante indagare anche in altre direzioni. Questa situazione è infatti stata messa in relazione con la presenza di malattie croniche sotto diagnosticate, che possono causare una perdita occulta oppure un malassorbimento di ferro da parte dell’intestino. Le emorroidi ad esempio possono causare perdite di sangue, ma oggi l’attenzione è focalizzata su disturbi cronici come la celiachia, la forma di sensibilità al glutine che altera le capacità di assorbire tra gli altri nutrienti, anche il ferro. Attenzione anche alle forme di coliti da stress o alla malattia di Crohn, alterano la salute della mucosa intestinale alla quale è affidato l’assorbimento del ferro.

 

Tutti gli esami per scoprire l’anemia in gravidanza

È quindi importante effettuare gli esami per la diagnosi di anemia: l’emocromo: è un esame che valuta al microscopio la forma, le dimensioni e la quantità di tutti componenti del sangue emoglobina compresa. E’ necessario effettuare la sideremia, rivela la quantità di ferro presente nel sangue; i valori normali sono compresi tra 37 e 147 microgrammi per 100 millilitri di sangue. La transferrinemia verifica la concentrazione nel sangue di transferrina, una proteina a cui il ferro si unisce per essere trasportato alle cellule. I valori corretti devono attestarsi tra 200 e 370 milligrammi per 100 millilitri di sangue. Infine, la ferritinemia è un esame che indica la quantità di ferro di riserva di cui l’organismo dispone; i valori nella norma sono compresi tra 11 e 280 milionesimi di milligrammo per millilitro di sangue. Potrebbe essere necessario procedere ad altri controlli come esami specifici per la malattia celiaca, con la ricerca degli anticorpi diretti contro il glutine, oppure biopsie intestinali.

 

La dieta giusta e i farmaci per tamponare l’anemia

Per risolvere il problema dell’anemia è necessario prima di tutto seguire una dieta ricca di nutrienti: ferro e acido folico, oppure, nei casi più seri, assumere degli integratori specifici. È necessario inerire nella dieta quotidiana: carne, uova, pesce, ostriche, frutta secca e cioccolato, tutti nutrienti ricchi di ferro. Anche i vegetali a foglia verde: spinaci e broccoli contengono ferro, ma in una forma che l’organismo riesce ad assimilare solo in parte. Si presenta l’opportunità di assumere farmaci solo quando non è possibile compensare la carenza di ferro con la sola alimentazione. In tal caso, il medico può prescrivere un integratore contenente ferro in compresse o in fiale. Se l’anemia richiede acido folico, è allora necessario introdurre nella dieta alimenti ricchi di questa sostanza, come carne di pollo, lievito di birra, fegato, rognone, pesce, latticini, verdure a foglia larga, cereali e agrumi. Come al solito i consigli di Zia Vittoria sono utili per stabilire il menù alimentare più adatto alla condizione di anemia.

 

Sahalima Giovannini

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