Grosseto Visitiamo insieme il parco fantastico creato a Capalbio dall’artista francese Niki de Saint Phalle
A Garavicchio, presso Capalbio, in provincia di Grosseto, esiste un “piccolo angolo di Paradiso, luogo di incontro tra l’uomo e la natura”, immerso nel verde. Così definiva il Giardino dei Tarocchi il suo architetto, l’artista francese Niki de Saint Phalle che l’ha realizzato nel corso di lunghi anni, tra il 1979 ed il 1996. I visitatori sono accolti da monumentali sculture che raffigurano gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, simboli divinatori fin dall’antichità, trasformati in gioco di carte nel Cinquecento. Qui potranno essere interpretati come elementi di un percorso iniziatico per gli adulti che desiderano coglierne ogni sfumatura e, al tempo stesso, come immagini accattivanti che simboleggiano sentimenti, attitudini e prove cui la vita ci sottopone dalle quali è possibile trarre numerosi spunti educativi da elaborare insieme ai bambini.
Un parco che nasce dall’arte
Piccoli e grandi, inoltre, saranno coinvolti da forme attraenti che rivelano il loro debito nei confronti di Matisse, di Mirò e del Surrealismo, oltre che, naturalmente, di Gaudì, l’architetto che con il Parco Guell di Barcellona ha affascinato Niki de Saint Phalle. Saranno catturati, infine, dal turbinio sfavillante di colori creato da un uso sapiente dei materiali, in particolare dalla duttilità e dalla policromia delle ceramiche colorate che quasi viene voglia di assaggiare, proprio come accadeva ad Hansel e Grethel, e della miriade di specchi che rivestono le sculture frammentando le nostre immagini e restituendo parte dell’ambiente circostante in una dimensione quasi magica.
Immagini e simboli da scoprire con i bambini
Legate tra loro ed in perfetta sintonia con l’ambiente svettano coloratissime tra le piante oppure si nascondono tra i cespugli intricati, la Papessa, la Ruota della fortuna, il Mago, l’Imperatore, la Torre, il Mondo, il Folle, Il Papa, La Giustizia, l’Eremita, l’Oracolo, gli Innamorati, La Torre di Babele e tante altre sculture. Tra le immagini che nel loro complesso rappresentano simbolicamente la vita dell’uomo, con il bene ed il male che ne fanno parte, alcune più di altre consentiranno ai bambini di coglierne gli aspetti più interessanti e divertenti. Si chiederanno, ad esempio: chi vincerà tra il grande e feroce drago e la piccola principessa? Riproposto ancora una volta, questo tema, così diffuso nell’iconografia delle fiabe e delle leggende religiose, sarà l’occasione per raccontare ai più piccoli che, come una principessa indifesa, senza armi, ma ricca solo della sua forza interiore può domare un essere così mostruoso, anche un bambino o un uomo coraggioso saprà affrontare le proprie paure e vincerle.
Una passeggiata tra maghi, diavoli e papesse
La Ruota della fortuna non rappresenta altro che il corso della vita stessa che propone momenti positivi ed altri negativi e questo scorrere è stato rappresentato grazie all’acqua della fontana che sgorga dalla bocca della Papessa. Quest’ultima invece simboleggia l’intuizione, qualità umana che aiuta a penetrare le cose in profondità, mentre il Mago rappresenta il creatore, che è anche energia e intelligenza. Imponente e maestoso come una divinità sudamericana è il Sole, forza vitale che l’artista rappresenta come un uccello, perché tra gli esseri viventi è quello che più si avvicina all’astro. Molti simboli hanno una duplice valenza, positiva e negativa contemporaneamente, così, la Morte, tutta dorata sul suo cavallo blu, non ci spaventerà se la consideriamo come una occasione di rinnovamento. Mentre l’orrendo Diavolo rappresenta qualcosa a cui noi permettiamo di prendere il sopravvento e che ci impedisce di agire in libertà. Anche l’Impiccato, appeso a testa in giù per un piede, immagine lugubre e drammatica, suggerisce un modo nuovo di vedere il mondo e, contemporaneamente, il sentimento della compassione.
Una sfinge come casa
Più di ogni altra scultura affascina l’Imperatrice, o la Singe, al suo interno, infatti, è racchiuso tutto il mondo interiore dell’artista che vi si è addirittura trasferita, abitandovi per molti anni, per essere totalmente immersa nel suo progetto. La definiva “una madre protettiva”, ma, se la nostra casa ci protegge, al tempo stesso, però, ci rappresenta: qui tutto è decorato con piccoli specchi persino la cucina il frigorifero, il bagno e la camera da letto. E, ancora oggi, che non è più abitata, è come se vivesse delle immagini catturate di tutti i visitatori che entrano e si soffermano un po’.
Informazioni utili
Ingresso gratuito il primo sabato di ogni mese da novembre a maggio dalle ore 9.00 alle 13.00. (Se festivo l’apertura sarà effettuata il sabato successivo)
Dal 1 novembre 2003-15 aprile 2004 il parco è aperto solo nei primi 15 giorni di ogni mese e solo per gruppi di min. 25 persone ingresso 6.00 (Chiuso: sabato, domenica e festivi)
Telefono: 0564/89.51.22
In Rete:
Il Giardino dei Tarocchi
Elena Paloscia