

Nei giorni scorsi si è verificato un episodio che ha suscitato molte polemiche. Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – MIUR – e il Ministero della Salute hanno diffuso un documento stampa congiunto nelle scuole, intitolato – Aspetti organizzativi e procedurali nella somministrazione dei farmaci per la continuità terapeutica e la gestione delle emergenze – Si tratta di un prontuario destinato agli insegnati finalizzato alla gestione delle malattie croniche.
Insegnanti che intervengono in modo volontario
Il documento prevede che gli interventi di soccorso per i bimbi con diabete, ma anche per quelli con asma ed epilessia, vengano espletati in modo volontario dal personale della scuola, dopo aver seguito un corso di formazione e non dalla ASL di competenza. Si tratta di un documento destinato a far discutere: infatti nel nostro paese sono almeno 12.000 i bambini che frequentano le scuole dell’obbligo colpiti da diabete, altrettanti hanno problemi di asma e sono molti anche coloro che soffrono di epilessia. La comunità medica e i genitori fanno di tutto per renderli autonomi della gestione del disturbo, ma si tratta di bambini che richiedono attenzioni particolari a scuola: nel caso del diabete, per fare un esempio, controllo della glicemia, somministrazione di insulina, alimentazione appropriata in mensa, attività fisica praticata in un certo modo. Inoltre è essenziale saper gestire le eventuali crisi ipoglicemiche, che possono avere conseguenza anche serie se non affrontate in modo corretto, possono infatti spaventare il bambino.
Non c’è più la vecchia infermeria
Secondo gli esperti, non è giusto che le capacità di un insegnante, per quanto dotato di buona volontà, possa sostituirsi alle competenze mediche. Il documento del ministero è essenziale perché è giusto responsabilizzare e coinvolgere di più gli insegnanti, ma l’intervento dei docenti non può e non deve sostituirsi a quello della Asl competente. Oltre a essere già carichi di ore e di responsabilità, le maestre non hanno le competenze mediche per affrontare situazioni che possono avere conseguenze anche drammatiche sul benessere di un bambino con una malattia cronica. Sarebbe quindi necessario individuare, all’interno del servizio sanitario territoriale, persone in grado di assumere la regia e la responsabilità del benessere dei bambini con diabete in ambito scolastico. Un po’ come succedeva nella generazione dei genitori e dei nonni, quando a scuola, ogni giorno, era presente una figura medica che si occupava un po’ di tutto, dallo screening per la tubercolosi all’individuazione dei pidocchi ed era sempre pronta a intervenire per misurare la febbre o disinfettare come si deve una ferita. Oggi tutto questo non esiste più e per anni agli insegnanti era negata l’autorizzazione a somministrare finanche uno sciroppo per la tosse ai bambini. Da questo a dover soccorrere per un attacco di asma o a una crisi ipoglicemica, il passo sembra davvero troppo grande.
Giorgia Andretti