Una volta era un problema “stagionale”, ma le cose stanno peggiorando e a farne le spese sono i bambini
Assoluzione per il gatto di casa, condanna per il Ficus Beniamin. Sono alcune delle curiosità emerse nel corso del convegno che alcune settimane fa a Milano ha riunito gli esperti di allergie. Molti gli interventi, numerosi i temi al centro del dibattito, comune la conclusione: le allergie aumentano e a farne le spese sono soprattutto i bambini.
“In generale – ha spiegatoAttilio Boner, professore di Pediatria all’Università di Modena – non è più solo la primavera il periodo dei pollini e degli starnuti: ormai anche in Italia le allergie che cominciavano a manifestarsi a fine aprile, colpiscono quasi tutto l’anno”. E secondo l’OMS, il periodo di massima diffusione dei pollini in Europa si è allungato, negli ultimi 20 anni, di almeno 10 giorni.
Sotto accusa le piante esotiche
“All’origine di questo fenomeno – ha spiegato Boner – non vi sono solo il cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e dello smog e la scarsità delle piogge. A peggiorare la situazione si è aggiunta anche la diffusione, sia in parchi e giardini che in appartamento, di piante esotiche ornamentali d’ importazione, che hanno fasi di fioritura differenti, anche invernali”.
Una di queste, e fra le più allergizzanti, ha detto il pediatra – è proprio il Ficus Beniamin, una delle piante esotiche più diffuse. Questo sarebbe, per gli esperti, uno dei motivi di aumento di riniti, allergie e orticarie che – soprattutto nei bambini – sono balzate al terzo posto tra le malattie croniche più diffuse in Italia, con una media del 10% e punte del 30%. Secondo i dati forniti recentemente dall’Istat, soffre di queste malattie circa un bambino su 4, con gravi conseguenze psicologiche e sociali.
Allergie e conseguenze sulla vita familiare
Lo ha spiegato il pediatra Maurizio Miraglia Del Giudice (Università di Napoli), affermando che “la sensazione di diversità dovuta all’allergia è molto diffusa nell’adolescenza ed è legata soprattutto agli aspetti estetici e terapeutici”. Ma anche i genitori dei bambini allergici spesso non riescono ad accettare queste situazioni che “modificano necessariamente anche la loro vita”, secondo Alessandro Fiocchi, direttore del dipartimento materno-infantile dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. “Purtroppo – ha detto Fiocchi – alcuni conservano un acuto senso di sofferenza per la malattia del figlio, che recepisce questo segnale e sviluppa atteggiamenti negativi nei confronti della medicina e della malattia”. Nei bambini, ha spiegato Fernando Maria De Benedictis, direttore della Medicina Pediatrica dell’Ospedale Salesi di Ancona, il processo evolutivo della malattia, conosciuto col nome di “marcia allergica”, solitamente inizia con la dermatite atopica, per poi evolvere nella rinite allergica e nell’asma, “Negli ultimi anni invece – ha precisato il pediatra – si è osservato il prevalere dell’associazione contemporanea delle tre malattie allergiche, con sensibilizzazione a vari inalanti e alimenti. E’ in sostanza una sindrome poliallergica che si va sostituendo allo sviluppo e alla trasformazione progressiva delle tre malattie”.
Ecco perché il gatto di casa non ha colpe
Una cosa va ben precisata, secondo Boner: la credenza che i peli del gatto siano una delle maggiori cause di queste sindromi nei bambini. In particolare, ha detto lo specialista, “il bambino piccolo che abbia in casa un gatto, magari avendo anche la moquette sul pavimento, sarebbe in qualche modo protetto, perché più esposto da subito ad alte dosi di allergene. Non così i suoi amici o i suoi compagni di scuola i quali, entrando a contatto con le piccole dosi di allergene che il bimbo in questione porta con se a scuola, avrebbero un rischio altissimo di contrarre una malattia allergica”. ”Questo – ha avvertito Boner – vale per il gatto, non per il cane o, peggio, per gli acari della polvere che innalzano di ben sette volte il rischio di diventare asmatico”.
Matteo De Matteis