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La favola della sera facilita il sonno

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Anche sulle pagine di Guidagenitori è stato affrontato spesso il problema della difficoltà che molti bambini hanno a prendere sonno. Secondo gli esperti, le famiglie impiegano almeno 164 ore all’anno, per far addormentare i propri bambini. Il periodo più difficile è proprio l’inizio dell’autunno, quando la ripresa della scuola o del nido dopo le vacanze induce nei bambini una leggera tensione che spinge a rimandare sempre di più il momento del lettino. Il racconto della favola si rivela sempre un buon metodo. Più della metà dei genitori infatti racconta una favola per far dormire i bambini e per molti di essi questo momento è il più piacevole e dolce della giornata. La favola prima della nanna non deve essere però un racconto qualsiasi, ma deve seguire regole, semplici ma precise. Non è una favola qualsiasi, ma un racconto con determinati personaggi e di durata non eccessiva. Può essere una favola classica oppure, se i genitori hanno sufficiente capacità inventiva, se ne può inventare una tutta nuova.

Draghi e principesse con il cellulare
L’utilità di una favola narrata in un certo modo è stata rivelata da Butlin’s, una compagnia anglosassone di campi estivi per bambini, che si avvale di esperti ai quali tocca far prendere sonno, lontano da casa, a tanti bambini. Ed ecco i segreti: in una favola rilassante, i protagonisti base devono essere i draghi e le principesse. Le principesse, personaggi positivi e rassicuranti, sono amate soprattutto dalle bambine che si identificano in esse e si addormentano più serene con questo modello ideale nella mente. Il drago, figura inesistente e quindi più simpatica che paurosa, è amata anche dai maschietti che lo vedono come l’elemento magico e un po’ pasticcione da affrontare per superare il pericolo. L’ambientazione è tradizionale: un castello, un bosco incantato, una casa di fate, ma oggi i bambini amano ascoltare le storie dei loro personaggi preferiti in azione con i dispositivi moderni come il cellulare o il computer anziché con simboli classici di magia come la bacchetta magica o il pentolone di intrugli. Questi elementi moderni, così famigliari per i bambini di oggi, aggiungono un tocco di comicità al racconto e lo riporta in una dimensione quotidiana e quindi rassicurante.

La favola ha sempre un fine educativo
La favola deve avere anche un valore didattico, facilmente comprensibile dai bambini. Per esempio, tra i personaggi si deve sviluppare una buona amicizia, grazie alla quale essi riescono a superare momenti difficili e a raggiungere il lieto fine, sconfiggendo il pericolo rappresentato dai cattivi. La trama deve essere semplice e, se i bambini sono molto piccoli, ogni favola deve esaurirsi in se stessa, senza rimandare la conclusione alla sera successiva: la suspence può intrigare i bimbi più grandicelli, ma nei piccoli può creare una forma di disagio che impedisce il sonno. Per la stessa ragione è bene non introdurre personaggi troppo paurosi o poco definiti, come un uomo senza faccia o un’ombra nascosta dietro un albero, sarebbero troppo inquietanti per i bambini. È meglio scegliere sempre dei cattivi simpatici e dare loro vita possibilmente leggendo ogni personaggio con una voce diversa. E attenzione alla lunghezza: secondo la ricerca, la favola ideale dura circa otto minuti. Più lunga, terrebbe eccessivamente desta l’attenzione.

Giorgia Andretti

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