

Quando si parla di difterite si pensa a una malattia antica, una di quelle di tanti anni fa e che oggi dovrebbe essere debellata. Dovrebbe, appunto: se fosse stata eradicata, come è successo con il vaiolo, conservata la tossina in vitro e custodita in un luogo sicuro. Invece la difterite circola ancora e, se non si è immunizzati, il rischio di ammalarsi è altissimo e le conseguenze sono molto serie. La difterite è una malattia seria: a provocarla è la tossina Corynebacterium diphtheriae, va a localizzarsi nelle mucose delle vie aeree, provocando soffocamento, ma può causare anche paralisi muscolare, danni al cuore ed alle reni. Il decesso può essere un’evenienza nel 10% dei casi.
Bimbo ammalato perché non vaccinato
Nel marzo 2015, un articolo pubblicato sul Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità rilevava che la difterite, sebbene debellata nella maggior parte dei Paesi industrializzati, è una malattia da sorvegliare poiché è ancora endemica in diverse aree geografiche, emergendo talvolta come caso sporadico o piccola epidemia. A distanza di pochi mesi, le preoccupazioni dell’Istituto Superiore della Sanità sono state avvalorate dalla recentissima notizia di un nuovo caso di difterite in Spagna, paese in cui l’ultima segnalazione risaliva al 1986: si tratta di un bambino di sei anni non vaccinato residente ad Olot, nella provincia di Girona, risultato positivo per una difterite tossico genica all’analisi molecolare PCR e al test di Elek. Al momento della diagnosi, la Spagna ha inviato all’Organizzazione Mondiale di Sanità e agli Stati membri dell’Unione Europea una richiesta urgente di antitossina difterica – DAT. Purtroppo, i lotti di antitossina disponibili in alcuni Stati Europei sono risultati scaduti, è stato quindi richiesto un vaccino proveniente da un Paese extra-europeo. Il bambino, trasferito in un ospedale specializzato a Barcellona, è ora in gravi condizioni. Il popolo del – No vaccini – è fermamente convinto della pericolosità dei vaccini e questo non solo nel nostro paese ma in tutti i paesi europei. Sta di fatto che in Spagna un bambino di soli sei anni si è ammalato di difterite e sta rischiando la vita.
Una malattia oggi poco nota
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS – sottolinea come questo recente fatto di cronaca abbia fatto emergere i rischi del rifiuto della vaccinazione da parte dei genitori, oltre ai rischi derivanti dalla riduzione dei casi di difterite. La rarità dei casi può ritardare la diagnosi clinica della malattia oltre alle limitazioni nelle capacità diagnostiche di laboratorio. Inoltre, la mancanza dell’antitossina – DAT – immediatamente disponibile può ritardare l’inizio della cura. Per queste ragioni sarebbe essenziale in primo luogo rendere disponibile sempre l’antitossina difterica, rientra infatti nella lista dei Farmaci Essenziali dell’OMS. Al pari degli altri Paesi dell’Unione Europea, anche l’Italia non possiede scorte di antitossina difterica. Per evitare situazioni come quella che si è verificata in Catalogna, è indispensabile che le nostre Autorità, insieme con quelle europee, battano ogni strada per assicurare a tutti i paesi dell’Unione Europea le scorte necessarie per ogni evenienza. In seconda battuta, i pediatri dovrebbero essere maggiormente istruiti al riconoscimento dei sintomi della malattia, che, è bene ricordarlo, va combattuta e prevenuta essenzialmente con il vaccino. Gli esperti della SIPPS ribadiscono che, nell’attesa del reperimento di fonti sicure di approvvigionamento e dello sviluppo di farmaci alternativi, è quanto mai indispensabile incrementare la copertura vaccinale. Va rafforzata la convinzione nei genitori che normalmente già vaccinano i propri figli e persuadendo il popolo dei –NO vaccini – sull’importanza della vaccinazione a protezione della salute di tutti i bambini, soprattutto di quelli con problemi immunologici per i quali non è possibile procedere alla vaccinazione ma che non possono neanche correre il rischio di ammalarsi.
Giorgia Andretti