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Tutti i rischi dei piercing e dei tatuaggi: infezioni, allergie e cicatrici

aprile 6, 2012 9:31 am

Sempre più di moda tra gli adolescenti ed incuranti dei rischi a cui possono andare incontro, oggi un ragazzo su tre sfoggia un piercing ed uno su quattro un tatuaggio. Sanguinamenti ed infezioni tra i rischi più importanti.

Fiori, angeli o un’immagine tribale sono tra i tatuaggi più ricercati tra gli adolescenti mentre il piercing preferito è l’arcata sopraciliare o la doppia pallina sulla lingua. Fino a qualche anno fa, piercing e tatuaggi erano era una moda riservata solo a pochi eletti, ma oggi sono sempre di più gli adolescenti che ricorrono ai buchi e disegni su ogni parte del corpo.

Un piercing su quattro sviluppa infezione
Per essere al pari con la moda sono moltissimi i ragazzi che ricorrono al buco self service, ovvero con spilloni non sterili e privi di qualsiasi forma di igiene, si provocano da soli dei fori inserendovi un qualsiasi oggetto metallico. Ecco allora spuntare un anellino nell’arcata sopraccigliare, uno nel naso, uno sulle labbra, nell’orecchio cartilagineo o ancora nell’ombelico. Peccato che un piercing su quattro esiti con gravissime infezioni dovute alla scarsa igiene soprattutto in quelle zone a maggior vascolarizzazione con conseguenti sanguinamenti. I piercing sulla lingua e nell’ombelico sono decisamente i punti a maggior rischio di infezione tardiva ed imprevedibile. Quanto descritto è il frutto di alcuni ricercatori dell’Health Protection Agency di concerto con la London School e pubblicato sull’Indipendent.

I rischi per la salute
Un tatuaggio, invece, rischia di essere uno sfizio che può costare caro, per tanti motivi. Prima di tutto, se vogliamo partire dalla ragione meno seria, un tatuaggio resta per tutta la vita. Il laser riesce a eliminare la parte superficiale, ma resta sempre una traccia di colore indelebile. E questa ci sarà sempre, anche quando la pelle non sarà più liscia e tonica ma rilassata e piena di grinze, con un risultato veramente patetico. Il rischio più importante è che, se non eseguito a dovere, in ambiente sterile e con strumenti perfettamente igienizzati, il procedimento può esporre a rischi seri come quello di contrarre un’epatite B e C. Fare un tatuaggio in modo non adeguato può esporre anche al rischio di contrarre l’HIV, il virus dell’Aids. Inoltre, le reazioni le reazioni locali cutanee, come la formazione di tessuto cicatriziale e di granulomi, ossia cordoni di pelle indurita e inspessita per la proliferazione delle cellule cutanee nel punto del tatuaggio possono comparire più spesso di quanto si possa credere. Di solito queste reazioni sono causate dall’utilizzo del pigmento di colore rosso, a base di mercurio, verde che contiene cromo e blu, ottenuto con il cobalto.

Possono causare reazioni allergiche
Anche quando i tatuaggi ed i piercing vengono effettuati da persone appositamente preparate, possono esporre a rischi: il principale è la reazione allergica ai pigmenti utilizzati ed ai metalli con cui sono realizzati i vari anellini e palline. I pigmenti che più frequentemente causano reazione allergica sono quelli di colore giallo che contengono solfuro di cadmio e rosso, che contengono il cadmio utilizzato come schiarente. Esistono anche le reazioni cutanee al nero, al verde e al blu. Tuttavia anche i pigmenti di colore rosso possono dare questo tipo di reazione, in quanto possono contenere cadmio per effetto schiarente e comunque contiene solfuro di mercurio. Meno frequente l’allergia ai colori verde, blu e il nero. Le reazioni che compaiono sono dermatiti di tipo eczematoso, che causano prurito ed eruzioni cutanee. Inoltre possono comparire anche disturbi più seri e sistemici, come il lichen eritematoso e la psoriasi. L’altro lato negativo è che sottoporsi a un test di reattività cutanea utilizzando questi pigmenti è inutile, perché spesso gli esami risultano negativi e quindi la persona si sottopone comunque al tatuaggio. Le allergie cutanee ai tatuaggi sono sempre più frequenti, per stessa ammissione dei dermatologi e degli allergologi. Peccato che, oltre oceano, i medici non la pensino come gli esperti italiani. L’American Academy of Dermatology (Aad) ha infatti pubblicato una serie di regole per mantenerli sempre come nuovi. Un paradosso, che sembra invitare ancora di più alla pericolosa pratica di farsi tatuare la pelle.

Sahalima Giovannini

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