Ecco a cosa porre attenzione quando si pianifica l’arrivo di un bimbo

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Ecco a cosa porre attenzione quando si pianifica l’arrivo di un bimbo

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Alcune gravidanze si presentano a sorpresa: arrivano anche quando una donna non se lo aspetta, perché magari ha già uno o due bambini e non pensava ancora a un fratellino. Oppure perché si prova, così, quasi a sfidare il destino e ci si ritrova con il test di gravidanza positivo. Oggi, però, sono tantissime le donne pronte a pianificare l’arrivo di un figlio: lo possono fare, grazie alla procreazione consapevole ottenuta sia con l’utilizzo della pillola anticoncezionale sia grazie all’uso di particolari computer in grado di stabilire con certezza i giorni sì ed i giorni no. Se si è decise d diventare mamme, è il caso di darsi da fare per preparare al meglio il proprio organismo, il micro ambiente che ospiterà il piccolo per ben nove mesi.

Prima di tutto, il ginecologo
La visita ginecologica è la prima tappa obbligata quando si sta valutando l’idea di avere un bambino. Attraverso la semplice visita, lo specialista esamina le condizioni dell’utero e delle ovaie, per escludere problemi che potrebbero rendere difficoltosa la fecondazione. Ogni donna in età fertile sa di doversi sottoporre a visita ginecologica una volta ogni anno. Se però qualcuna è stata un po’ birichina e non ha rispettato tale scadenza, a maggior ragione è il caso di farla. Si possono così escludere la presenza di cisti ovariche o di altri problemi in grado di incidere sulla fertilità. Molti disturbi sono infatti risolvibili con una piccola cura proposta dallo specialista. Il ginecologo, oltre che effettuare la visita, prescrive alcuni esami del sangue di carattere generale: i più importanti sono quelli relativi all’emocromo e alla glicemia. L’emocromo infatti valuta la qualità e quantità di cellule del sangue, ossia i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine. Globuli bianchi il cui numero è regolare indicano un buono stato di salute generale e assenza di importanti infezioni. Se i globuli rossi sono in numero sufficiente, sono di grandezza regolare e contengono una quantità sufficiente di ferro, significa che una donna non ha problemi di anemia. Diversamente, il ginecologo prescriverà una cura a base di ferro. L’organismo deve infatti iniziare la gravidanza con buone scorte di questo prezioso elemento, ed inevitabilmente sottratto alla donna dall’organismo del bambino che cresce dentro di lei. Le piastrine sono le cellule del sangue responsabili della coagulazione: un fattore importante in vista di eventi come il parto, sia naturale che cesareo.

Ci deve essere il tempo per rimettersi in forma
La glicemia, dal canto suo, deve essere valutata perché il suo livello deve restare necessariamente all’interno dei valori standard: una glicemia elevata indica infatti la quantità di zuccheri nel sangue, il parametro tende a salire in gestazione. Il suo eccesso potrebbe far spazio al diabete gravidico, un disturbo non raro in gestazione, legato proprio allo scorretto metabolismo degli zuccheri tipico di molte gestanti. Il diabete gestazionale può causare un parto prima del tempo, nascita di un bimbo eccessivamente grosso con necessità di cesareo e aumentato rischio di accumulo di liquidi nei tessuti, con ipertensione arteriosa. A volte è sufficiente seguire una corretta dieta, suggerita dal ginecologo o da un nutrizionista, per rimettere in ordine il livello della glicemia. Se la corretta alimentazione non fosse sufficiente, sarà allora necessario un incontro con il diabetologo, per valutare altre possibilità compensative. Tutti questi passi possono essere compiuti con più facilità e meno timori se la gravidanza non ha ancora avuto inizio, perché eventuali farmaci – molti comunque sicuri anche per il feto – possono essere assunti con più tranquillità. Se il diabete è legato a un problema di peso in eccesso, la dieta eliminerà, almeno in parte, i chili di troppo. È infatti importante iniziare la gestazione il più vicino possibile al proprio peso forma.

Gli esami specifici da effettuare
Oltre a questi controlli utili ma piuttosto generici ve ne sono altri specifici per chi intende dare inizio a una gravidanza. Sono importantissimi perché aiutano a individuare il rischio di malattie che, se contratte in attesa, potrebbero causare danni allo sviluppo del feto. Il Toxo-test, per esempio, serve a scoprire se una donna è immunizzata contro la toxoplasmosi, una malattia, se contratta in gravidanza, espone al rischio di aborto o di serie lesioni congenite. Lo stesso discorso vale per l’esame per la rosolia, o Rubeo test: ammalarsi di rosolia in gravidanza espone il bambino a rischi seri come cecità, sordità e ritardo mentale. Inoltre si esegue il test per l’individuazione del citomegalovirus, un virus appartenente alla famiglia degli herpes, spesso causa di forme di epatiti e disturbi dell’encefalo nei neonati e a quello dell’herpes genitale producendo nel neonato danni simili al CMV. In tutti questi casi, il ginecologo può suggerire la profilassi adeguata eseguita con più tranquillità e sicurezza se la gestazione non è ancora iniziata. L’elettrocardiogramma, il test di funzionalità epatica e renale e soprattutto il test per l’HIV sono altrettanto importanti da controllare prima del concepimento.

Sahalima Giovannini

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