
Nel mirino prodotti della Nestlè e della Milupa: contaminati da una sostanza utilizzata nella stampa delle confezioni
Latte per l’infanzia di nuovo sotto accusa. Stavolta, però, il problema non è quello del prezzo ma della qualità. Nel mirino sono finite milioni di confezioni di latte liquido prodotto dalla Nestlé e, in misura minore, dalla Milupa. Secondo quanto scoperto dall’Arpam, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Marche, nell’ambito di alcuni controlli sui prodotti alimentari, le confezione di latte sono risultate contaminate all’interno da “Isopropyl Thioxanthone” , un polimero utilizzato come fissatore nei processi di stampa delle confezioni. Non si conosce la tossicità della sostanza, ma non è, ovviamente, tra quelle ammesse in una confezione di latte.
Ecco i marchi
Alla luce delle analisi e della notizia di reato inviato dal Corpo Forestale dello Stato il procuratore capo di Ascoli Piceno Ponticelli ha firmato, l’8 novembre scorso, un primo decreto di sequestro di alcuni lotti di “Latte Mio” e “Nidina 2” prodotti dalla Nestlè. Lunedì 21 novembre, alla luce dei risultati di ulteriori analisi, il Procuratore capo di Ascoli ha firmato un secondo e più pesante decreto di sequestro, per un totale di 30 milioni di litri di latte. Gli uomini della Guardia Forestale sono stati, infatti, incaricati di sequestrare tutte le confezioni di “Latte Mio”, “Latte Mio Cereali” e “Nidina 2” con scadenza settembre 2006 e di “Nidina 1” con scadenza maggio 2006. Le confezioni con data di scadenza successiva, fanno sapere dalla Forestale, sono state realizzate con un diverso sistema di stampa ed il latte non risulta adulterato. E’ del 24 novembre invece la notizia che anche il latte per bambini Milupa, risulterebbe contaminato dalla stessa sostanza trovata nelle confezioni della Nestle’. Per Milupa, in particolare, sono tre i prodotti in cui sono state trovate tracce di ITX: “Aptamil2”, “Aptamil soia” e Babymil. Per il momento non è stata ancora resa nota la serie e i prodotti suddetti sono in possesso del Magistrato Franco Ponticelli, che dovrà decidere se disporre o meno il sequestro dei lotti contaminati, o il sequestro dell’intero prodotto. I controlli sono stati eseguiti anche sul latte Parmalat, Mellin e Plasmon, risultati però negativi alla presenza di Itx.
Indagini sulla tossicità del prodotto
Secondo quanto verificato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, che hanno condotto gli accertamenti, la contaminazione è avvenuta al momento della stampa del materiale con il quale vengono realizzate le confezioni di latte liquido. Al momento si ipotizza che non abbiano funzionato le lampade a raggi ultravioletti in uno dei processi per il fissaggio dell’inchiostro sulle confezioni. Tutta da accertare, invece, la tossicità dell’Isopropyl Thioxanthone: verifiche in questo senso sono state avviate dall’Istituto Superiore di Sanità su richiesta del Ministero della Salute e dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare su richiesta della Direzione Generale Salute e Protezione dei Consumatori dell’Unione Europea. Altroconsumo, tuttavia, invita, chi ha in casa prodotti con la scadenza interessata dal decreto di sequestro, a non consumare il latte e a recarsi presso il punto vendita dove li ha acquistati chiedendone la sostituzione.
I chiarimenti di Nestlé
Di fronte alla notizia la Nestlé fa chiarezza e, rassicura i consumatori. “Il problema riguarda esclusivamente il latte liquido e non il latte in polvere, confezionato con un altro processo e con materiali diversi da quelli utilizzati per l’involucro del latte liquido. Inoltre – ha dichiarato a GuidaGenitori.it Milena Campanella, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione di Nestlé – siamo certi che in base ai test e agli studi effettuati dai nostri esperti la sostanza non è assolutamente nociva all’organismo umano”. “In ogni caso assicura infine la Campanella – i lotti contaminati sono stati completamente sostituiti e la produzione di latte liquido è stata per il momento completamente sospesa.”
Matteo De Matteis