Indagini Istat ed Eurispes: sempre più tecnologici, sempre più figli unici, sempre più bisognosi di ascolto
Quarantotto ore di dati e percentuali per conoscere, capire ed interpretare il mondo dei bambini e degli adolescenti. E’ quanto accaduto alla fine della scorsa settimana, quando sui tavoli delle redazioni sono arrivate le sintesi di due indagini diverse e concorrenti: giovedì l’Istat ha presentato “La vita dei bambini nel 2005”, realizzata in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e l’Istituto degli Innocenti di Firenze; venerdì l’Eurispes ha diffuso il “Sesto Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza” realizzato insieme al Telefono Azzurro sulla base di oltre 4500 questionari raccolti nelle scuole italiane tra i giovani dai 7 a 19 anni. Non ci sono grandi contraddizioni tra le due indagini e l’identikit comune è quello di un bambino diviso tra nuove possibilità e vecchi bisogni.
Niente fratelli, genitori al lavoro, nonni presenti
L’Istat, ad esempio, conferma la crescita di figli unici. Mettendo a confronto i dati del 1994 con quelli del 2005 si scopre che sono sempre più numerosi i figli unici (24,4%) e i bambini che hanno un solo fratello (52,9%), che rappresentano ormai il caso più frequente, mentre diminuiscono i bambini che hanno 2 fratelli o più (22,7%). In crescita anche il numero dei bambini e dei ragazzi che hanno entrambi i genitori occupati: erano 36,3% nel 1994, sono al 43,4% nel 2005. Ed in tutte le fasce d’età ormai prevalgono i bambini che hanno ambedue i genitori occupati rispetto a quelli che hanno la madre casalinga. In questo contesto sono i nonni ad occuparsi dei bambini. Soprattutto se i bambini sono piccoli, il loro sostegno si rivela importante: l’80,3% dei bambini tra 0 e 2 anni e l’80 % di quelli tra 3 e 5 anni sono affidati ai nonni tutti i giorni o almeno qualche volta a settimana.
Mamma e papà: ruoli diversi, giochi diversi
Protagonista del tempo libero e dei giochi dei bambini rimane la mamma. Secondo l’Istat i tipi di gioco che vengono svolti in prevalenza con la madre sono in numero superiore a quelli che vedono più spesso coinvolto il padre. I figli, quindi, non solo giocano più frequentemente con la madre, ma si intrattengono con lei in attività più variegate (in media 2,3 attività con il papà contro le 3 con la mamma). E’ la mamma la principale lettrice di fiabe e racconti (80,4% fra i 3-5 anni; 50% fra 6-10) mentre i padri sono al di sotto di ben 30 punti percentuale. Anche per quanto riguarda le storie inventate o raccontate piuttosto che lette, le differenze permangono: i bambini le ascoltano nel 52,1% dei casi dalla mamma e nel 34,9% dal papà. Vale pero la pena registrare un dato raccolto sullo stesso argomento dall’Eurispes: un quarto dei bambini intervistati ha dichiarato di non aver mai ascoltato favole raccontate dai genitori ed il 39,3% ha affermato di aver partecipato a questo rito familiare solo qualche volta. tronando ai dati Istat, anche le attività che hanno a che fare con la musica vedono più spesso protagonista la mamma. Il 54,6% dei bambini canta, balla o suona con lei e il 63,3% ascolta insieme a lei la musica; fa le stesse cose con i padri rispettivamente il 34,6% e il 45,4% dei bambini. Agli spettacoli sportivi i figli si recano invece più spesso con i padri (13,1% rispetto al 10,4% di quelli che si recano con la madre) e sono soprattutto i maschi (18,6 % rispetto all’11,7% della madre).
Bambini e adolescenti tra Tv, Pc, Dvd, Mpe e Sms
Il rapporto dell’Eurispes ha invece concentrato l’attenzione sulla gestione che i bambini ed i ragazzi fanno del proprio tempo libero. La Tv resta tra gli interessi principali. La segue da una a 3 ore al giorno il 32,6% dei bambini, mentre il 7,6% del campione afferma di guardare quotidianamente la Tv dalle 3 alle 5 ore ed un preoccupante 8,4% afferma di guardarla addirittura per più di 5 ore. Conforta invece il dato secondo il quale più della metà dei bambini (54,7%) non guarda mai trasmissioni con il bollino rosso. E cosa guardano i bambini in Tv? Soprattutto wrestling: ben il 49,6% dei piccoli dichiara di seguirlo e di apprezzarlo. Ed è preoccupante la conseguenza: al 31,6% dei bambini è capitato di lottare contro qualcuno come nel wrestling.
Dopo la televisione è il computer la tecnologia alla quale giovani e giovanissimi affidano il proprio tempo libero: è utilizzato dal’82,1% degli intervistati dall’Eurispes. E sebbene giocare con i videogiochi e scaricare musica, film, video rimanga l’attività preferita dal 61,7% del campione c’è da dire che un confortante 61,2% dei piccoli utilizza Internet anche per cercare informazioni di proprio interesse, mentre il 48,7% naviga anche per ricercare materiale utile allo studio. Non va però sottovalutato il dato relativo alla ricerca di cose proibite sul web, praticata da oltre un bambino su dieci (11%). Il cellulare è già una conquista per il 50% dei giovanissimi intervistati dall’Eurispes ed il 45,9% di essi utilizza forme di abbreviazione nella scrittura di sms. Il rapporto con la tecnologia è ancora più svilippato tra gli adolescenti. La diffusione e l’utilizzo del computer fra i ragazzi si attesta invece all’89,4% con una percentuale di navigatori, però, dell’81,1%. Davvero senza confronti l’uso del telefonino che per gli adolescenti si assesta ad una percentuale di utilizzo del 96,4%. Tecnologici anche i passatempi: il lettore dvd è l’apparecchio più diffuso, lo possiede infatti ben l’86,7% dei ragazzi intervistati. Molto diffuso anche il masterizzatore (69,9%) ed il lettore mp3 ( 56,3%).
Successo, consumi e solidarietà
I soldi conquistano nel complesso il 52,3% del campione intervistato dall’Eurispes, mentre sul tema del successo c’è una frammentazione: il 21,5% non attribuisce alcuna importanza, il 28,4% l’assegna ma in misura marginale, il 24% si dichiara abbastanza interessato e il 16,6% le attribuisce molta importanza. Nonostante questo il 76,7% dei ragazzi assume nei confronti del consumo un atteggiamento coscienzioso: un prodotto si acquista principalmente perché serve o perché il prezzo lo permette. Tuttavia la forma estetica ha la sua importanza tra i giovani ed i giovanissimi. Ben il 57,8% delle ragazze si trucca spesso (30,8%) o sempre (27%) e il 25,7%, tra ragazzi e ragazze ha dichiarato di essersi fatto almeno un piercing. La ragione? La maggior parte (40,6%), ritiene che si tratti di una moda, per il 10,6% è invece una forma di trasgressione. E quando non si è perfetti, meglio ricorrere alla chirurgia estetica: il 2% dei ragazzi sostiene di averlo fatto. D’altra parte, l’aspetto fisico è ritenuto complessivamente importante da quasi otto ragazzi su dieci
Nuove possibilità, antichi bisogni
Quello che emerge dal Rapporto dell’Eurispes è la visione di una generazione incamminata lungo una strada ricca di opportunità ma anche piena di rischi conessi alle stesse opportunità “Rischi a cui i giovani ha sottolinearo il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – sono sempre più esposti”. I ragazzi di quella che nel corso della presentazione è stata definita la e-generation “hanno tutto e accesso a tutto, ai massimi livelli”. la tecnologia ha sottolineato il Presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo permette loro di esplorare mondi prima sconosciuti e di rapportarsi al mondo in maniera immediata. Al di là, delle nuove tecnologie, dei nuovi linguaggi, delle nuove modalità relazionali, che richiedono nuove competenze e maggiore attenzione anche da parte degli adulti, continua il Presidente di Telefono Azzurro, restano però i bisogni di sempre: quelli di essere ascoltati e tutelati di fronte alle situazioni nelle quali si profilano rischi per la loro salute. Come rispondere? Sono necessari adulti, genitori, insegnanti, educatori, capaci di parlare e comprendere il loro linguaggio, sensibili alle novità, ai cambiamenti e alle nuove problematiche”. Per questo Telefono Azzurro continua a mettere a disposizione dei giovani la propria esperienza e nuovi strumenti di ascolto e intervento. Ultimo il 114 Emergenza Infanzia: il numero di emergenza che accoglie le segnalazioni di problematiche o situazioni di pericolo specifiche dell’infanzia e dell’adolescenza. Pericoli reali e virtuali.
In Rete:
Il sito dell’Istat
Il sito di Eurispes
Il sito di Telefono Azzurro
Paola Ladogana