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Virus respiratorio sinciziale: tanti bambini in ospedale

bronchiolite
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Se abbiamo un bambino con meno di un anno e che frequenta il nido oppure ha un fratellino maggiore alla materna, dobbiamo fare molta attenzione, possono essere contagiati al Virus respiratorio sinciziale, un agente infettivo pericoloso soprattutto per i bambini di pochi mesi. Si sta verificando proprio in questi giorni una vera epidemia, con molti piccoli ammalati e ricoverati un po’ in tutta Italia, da Padova a Milano a Roma.

Perché quest’anno il virus sinciziale è così pericoloso

Il Virus respiratorio sinciziale è un agente virale comune, altamente contagioso e come dice la parola colpisce le vie respiratorie e rappresenta la causa più comune di bronchiolite e polmonite in bambini di età inferiore a un anno. Questo temuto virus compare praticamente ogni inverno, da dicembre a febbraio circa e la sua diffusione è favorita dal freddo, dall’inquinamento, e dal trascorrere molto tempo in ambienti poco aerati, proprio dove si concentrano i germi. I bambini di età inferiore all’anno sono a rischio perché hanno un sistema di difese naturali ancora poco attivo. Quest’anno, l’epidemia è più forte ed è arrivata in anticipo, probabilmente a causa delle restrizioni rese necessarie dal Covid-19. Lo stare distanziati ha fatto circolare meno il Virus nella scorsa stagione e i bambini non hanno avuto modo di incontrarlo e permettere al sistema immunitario di riconoscerlo. Le donne in attesa lo scorso inverno non ne sono entrate in contatto, quindi non hanno potuto passare al feto gli anticorpi. È dunque bene prestare attenzione, se il bambino mostra segni di raffreddamento e difficoltà respiratorie. Potrebbe essere bronchiolite causata dal Virus sinciziale ed è bene avvisare il pediatra.

Che cos’è la bronchiolite

La bronchiolite è un’infezione acuta, causata da diversi tipi di virus, colpisce le basse vie respiratorie, in particolare i bronchioli che si restringono causando difficoltà respiratoria. L’infezione colpisce i bambini piccoli, in particolare quelli tra i 3 e i 6 mesi, si trasmette per contatto diretto con le secrezioni nasali o tramite le goccioline trasportate dall’aria e si manifesta con febbricola, raffreddore e tosse. Nelle forme più̀ gravi possono comparire tosse secca insistente, difficoltà respiratoria, episodi di apnea, cianosi e difficoltà a mangiare.

La diagnosi di bronchiolite è essenzialmente clinica, basata sulla visita pediatrica. Il suggerimento per i genitori, nel caso in cui il pediatra disponga le cure a casa, è di offrire al bambino pasti piccoli e frequenti per garantire l’idratazione ed effettuare i lavaggi nasali per facilitare la respirazione. Infine, per ridurre il rischio di bronchiolite sono valide alcune semplici norme: evitare gli ambienti affollati e lavarsi spesso e bene le mani, prima e dopo aver accudito il bambino.

Lina Rossi

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