

Chi ha bambini dell’età della scuola dell’infanzia sa bene di cosa stiamo parlando. A volte, si tratta semplicemente di un raffreddore, altre di tosse insistente, altre ancora del mal di gola o semplicemente di febbre. Fanno quindi parte del corollario dell’asilite tutte le infiammazioni delle vie aeree ad andamento virale.
Mal di gola, febbre, mal d’orecchio
Il British Medical Journal ha analizzato gli studi esistenti su tutti disturbi delle vie aeree correlandoli successivamente con le assenze dei bambini dal nido o dall’asilo. Dal lavoro di ricerca è emerso con precisione quanti giorni di scuola perdono i bambini nel corso dell’anno per ogni singola malattia.
Il risultato mostra i seguenti valori:
Se la famiglia è ben seguita dal pediatra di riferimento, la malattia dovrebbe essere contenuta nell’ambito de giorni sopra indicati. Una volta che il bambino si sente meglio, è opportuno che riprenda la scuola: per lui, la socializzazione con i compagni, il coinvolgimento proposto dalle educatrici e gli stimoli che riceve in aula sono fondamentali per l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo. Restare troppi giorni a casa fa perdere al bambino occasioni preziose inducendolo a restare leggermente indietro con i programmi. È quindi inutile tenerlo tra le mura domestiche ancora due o tre giorni per sicurezza, se sono trascorse le giornate indicate dal pediatra per ciascuna malattia, il piccolo deve tornare all’asilo.
Cure casalinghe, quali sono efficaci
D’altra parte non è nemmeno corretto far riprendere al bambino la scuola quando non si è ancora ripreso perfettamente. Questo, infatti, esporrebbe gli altri bambini al rischio di un contagio e lui stesso, indebolito dall’infezione non del tutto superata, può diventare facile preda delle malattie che caratterizzano l’asilite. Quindi, se i genitori non possono stare in casa dal lavoro, dovrebbero organizzarsi con una baby sitter o una nonna, che può tenere compagnia al bambino per qualche giorno. Mamma e papà, in ogni caso, per legge hanno diritto ad alcuni giorni di congedo per assistere i figli, in caso di malattia. A casa i piccoli possono ricevere le cure che occorrono per sentirsi meglio. Gli antipiretici o antinfiammatori andrebbero presi solo se realmente necessari, ossia se il piccolo ha febbre alta e dolore alle orecchie o senso di malessere. Gli antibiotici vanno somministrati solo ed esclusivamente dietro prescrizione del pediatra e d’altra parte, per le infezioni virali sono totalmente inefficaci, questa categoria di farmaci trovano la loro utilità sono nelle infezioni di tipo batterico come ad esempio nel caso della bronchiolite, nelle bronchiti o nelle otiti. Non vanno sottovalutati rimedi casalinghi: una tazza di tè deteinato tiepido con un cucchiaio di miele, dà sollievo a mal di gola e raffreddore, oltre che aiutare a riposare bene ma, attenzione, il miele non va somministrato ai bambini sotto i ventiquattro mesi. Per favorire la liberazione dal muco, i lavaggi nasali con acqua e sale è il sistema migliore per tenere pulito il naso ed evitare che il muco ristagni nelle vie aeree, infiammando le orecchie. E per finire… tanto riposo, magari con qualche libro da sfogliare invece della solita televisione.
Giorgia Andretti