

Il primo test al mondo per diagnosticare il Papilloma virus umano disponibile in farmacia è made in Italy. Lo hanno messo a punto due specialisti laureati alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Bruna Marini e Rudy Ippodrino, hanno svolto il corso di perfezionamento in Biologia molecolare dal 2009 al 2015. Il test è stato approntato presso la startup Ulisse BioMed di Trieste. Il test è stato approvato clinicamente con istituti di eccellenza quali il Centro di riferimento oncologico di Aviano, l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste ed il Policlinico Universitario Campus Biomedico di Roma.
Per fare il test è necessario effettuare prelievo non invasivo, la donna lo può fare a casa propria ed è possibile rilevare il virus anche senza ulteriori procedure mediche, con un notevole abbattimento dei costi e dei tempi della diagnostica. Il materiale prelevato può essere inviato ad una struttura altamente qualificata e su una piattaforma digitale si riceve il risultato in tempi rapidi e molto più accurati, grazie alla genotipizzazione. Infatti il metodo è in grado di effettuare test di genotipizzazione su campioni di muco vaginale attraverso il prelievo non invasivo. Il test è contenuto in un kit costituito da un tampone sterile per l’auto-prelievo e si acquista sia in farmacia sia online. La donna quindi si registra su una piattaforma digitale e può spedire il proprio tampone al Campus Biomedico di Roma che con la chimica innovativa brevettata dal team di Ulisse BioMed con cui si genotipizza il virus, analizza il materiale spedito. L’analisi con i risultati poi viene caricata sulla piattaforma e ciascuna potrà consultarlo e portarlo a proprio medico.
La facilità di esecuzione del test permetterà a un ampio numero di donne di effettuarlo, risparmiando tempo e anche stress. Inoltre i dati rilevati potranno essere confrontati tra di essi, aiutando a individuare quali sono i ceppi più frequenti e tutto questo aprirà la strada a soluzioni sempre più efficaci, come quella già disponibile del vaccino. Il papilloma virus umano è responsabile, oltre che del carcinoma della cervice uterina, di quasi tutti i carcinomi dell’ano e di circa la metà di quelli del pene, di alcuni tumori di testa e collo, e della quasi totalità delle condilomatosi floride anogenitali. Solo vaccinazione e screening insieme sono in grado di sconfiggere il cancro del collo dell’utero e ridurre significativamente l’incidenza delle altre patologie extra-uterine connesse all’infezione da HPV. Questo è il messaggio da diffondere innanzitutto agli operatori sanitari e ai decisori in tema di salute pubblica. Senza la loro convinta e condivisa collaborazione, infatti, si corre il rischio di lasciare spazio alla disinformazione e ai falsi miti che viaggiano sulla Rete, a discapito della salute della popolazione, soprattutto dei più giovani. Ecco perché il test da fare in casa rappresenta una grande rivoluzione ma ancor di più la soluzione ottimale è la vaccinazione per l’ HPV.
Giorgia Andretti