Lo psicologo Osvaldo Poli prova a spiegare ai genitori il valore della “fermezza educativa”
Dire “no” al proprio figlio │ probabilmente uno dei compiti pi difficili che si richiede ad un genitore. Si fa fatica a negargli qualcosa e ad imporgli delle regole, per paura di essere troppo severi o perch← ci si sente in colpa e, qualche volta, lasciare che faccia come vuole risulta essere molto pi “funzionale” alla propria tranquillit¢ quotidiana. Ma │ importante sapere che, invece, porre dei limiti ai desideri e ai capricci del bambino │ un modo per aiutarlo a crescere pi forte e sicuro: fargli accettare il “no” │ lo abitua a risolvere un problema in modo creativo e a scendere a patti con la realt¢, passo indispensabile per la formazione dell’identit¢ personale. Crescendo, infatti, il piccolo dovr¢ imparare a chiedere, senza pretendere e con molta pazienza. Per insegnare ai figli ad essere meno capricciosi non esistono vere e proprie regole, ma seguire alcuni piccoli consigli per diventare educatori efficaci, questo s↓, pu davvero essere “funzionale” alla propria tranquillit¢. Non a quella quotidiana forse ma sicuramente a quella futura di sapere di aver dato ai piccoli di oggi l’opportunit¢ di divenire gli adulti sereni di domani.
Obiettivo: fermezza educativa
Si intitola Non ho paura a dirti di no (San Paolo Edizioni, ? 12,50) e fa proprio al caso di chi riesce poco, o poco adeguatamente, ad esercitare quella che viene definita “fermezza educativa”. L’autore │ Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta che si occupa principalmente della formazione dei genitori e che, collaborando con istituzioni e riviste, si propone di sostenere la capacit¢ educativa degli stessi. Proprio come attraverso questo libro che rappresenta un aiuto diretto ad allevare i piccoli con la fermezza necessaria a costruire un atteggiamento educativo efficace.
In un linguaggio chiaro e comprensibile l’autore ci spiega cos’│ la fermezza educativa, come lavorare sul proprio carattere per riuscire ad esercitarla, perch← │ cos↓ indispensabile nell’educazione dei bambini e quali siano le conseguenze pi immediate ed inevitabili delle “debolezze” dei genitori nella crescita dei propri figli.
I virus da sconfiggere
Ma il Poli non tralascia di tenere in considerazione le difficolt¢ emotive che mamma e pap¢ incontrano nell’esercitare la fermezza educativa. E’ necessario che superino il naturale istinto di vedere il proprio figlio felice sempre e comunque ma │ anche indispensabile che possano reagire allo smarrimento di sentirsi inadeguati o incerti sulla validit¢ delle proprie convinzioni e dei propri valori. Alle paure e alle debolezze affettive │ dedicato un intero capitolo in cui vengono presentati quelli che l’autore definisce i “virus che rendono difficile la fermezza educativa”: dall’esperienza dell’emotivit¢ nel vietare o nell’imporre, sino ai “virus” culturali e a quelli morali che fanno dubitare della propria capacit¢ di essere in linea con i tempi o di saper distinguere con certezza il bene dal male.
Condivisione e vere virt
L’analisi non si esaurisce con la risoluzione dei propri dubbi ma richiede un’attenta visione globale di ci che la famiglia, nel suo insieme, │ in grado di comunicare. La necessit¢ della sintonia e della coerenza nella coppia e il bisogno per il figlio di ritrovare nei genitori sicurezza e conforto, impone delle scelte ben ragionate quando si parla di divorzi e separazioni e, soprattutto, invita ad un atteggiamento “adulto” e condiviso da entrambi i coniugi che non possono dimenticare il proprio impegno di educatori prima ancora che i propri contrasti di coppia. La fermezza educativa │ dunque indispensabile ma, come ci ricorda l’autore, attenzione a non lasciarsi ingannare dalle sue dannose e pericolose “imitazioni”, quando si parla di genitori autoritari, intransigenti, retrogradi, rigidi, inflessibili e persino violenti e, pi in generale, di tutti quegli atteggiamenti che, troppo spesso, vengono erroneamente scambiati per la sana e costruttiva “virt” della fermezza.
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Paola Ladogana