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La parola ai bambini

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Non li ascoltiamo, a volte perch← non ci conviene: le loro idee mettono in discussione i nostri criteri

Quanto conta l’opinione dei bambini? Come dar loro voce? Quali le potenzialit¢ che offrono con le loro proposte? Le risposte a queste domande costituiscono il nucleo del libro di Francesco Tonucci
Se i bambini dicono: adesso basta! (Laterza, € 14,00). L’autore, ricercatore dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, si rivolge non solo ai genitori e agli insegnanti, ma a tutti gli adulti che nei confronti dei bambini hanno importanti responsabilit¢.

Questo libro, che nasce dall’esperienza fatta nell’ambito del Progetto “La citt¢ dei bambini”, │, infatti, carico di suggerimenti, non unicamente di tipo contenutistico, relativamente ai diritti dei bambini, ma, soprattutto, su come renderli attuabili ponendosi in una posizione di ascolto. Disponibilit¢ non sempre facile, soprattutto se si considera la profonda differenza nelle modalit¢ di comunicazione di un bambino e di un adulto. E’ proprio questo l’aspetto pi interessante che si aggiunge ai molti spunti che si possono cogliere nelle esperienze relazionate nel libro: l’autore suggerisce, infatti, agli adulti alcune chiavi di lettura per accedere ai codici comportamentali dei bambini, presupposto indispensabile per elaborare strategie che a lungo termine creeranno un beneficio per tutti.

Per prima cosa si chiede a chi convenga dare la parola ai bambini, in secondo luogo, quali responsabilit¢ questo comporti, come stimolarli a farlo, quale sia in modo corretto per ascoltarli, ed infine sottolinea l’importanza di non “disattendere le promesse fatte”. Solo partendo da queste premesse i grandi saranno in grado di entrare in relazione vera con i bambini.
Innanzitutto │ necessario “comprendere il loro particolare punto di vista e accettare il fatto che sono in grado di fornire opinioni”, poi bisogna conoscere alcuni particolari meccanismi che spingono il bambino a mettere alla prova la disponibilit¢ dell’adulto attraverso domande apparentemente banali; secondo questa logica il bambino che chiedendo poco ottiene solo lo stretto indispensabile, deduce che l’adulto che ha di fronte non │ preparato a assisterlo per ci￲ che concerne questioni pi approfondite e complesse .

Leggendo questo libro poi, gli adulti, verranno a conoscenza di alcuni desideri dei bambini come ad esempio: non dover pagare per giocare, avere del tempo libero oltre la scuola, poter essere autonomi, andando a scuola da soli o a giocare nella piazza del quartiere, avere dei fratelli e non rimanere figli unici per condividere le esperienze ed il tempo, avere dei genitori felici e soprattutto vivere in citt¢ che non siano ostili. Questo comporta tante possibili soluzioni, delle quali Tonucci si │ fatto interprete e mediatore nei paragrafi che ha inserito a seguito di ognuna delle problematiche esposte intitolandoli proprio “Cosa si potrebbe fare ascoltando i bambini?”.

Emergono soluzioni tanto ovvie, quanto complesse da attuare, poich← necessitano di un’inversione del punto di vista da quello dei grandi a quello dei piccoli . Cos↓ le proposte, anche polemicamente, ricordano che i bambini sono i primi a non voler essere ghettizzati in spazi dedicati a loro, e che sono proprio questi ultimi a proporre soluzioni alernative adatte anche agli adulti come, spazi sportivi polifunzionali , cartelli esplicativi posti a terra invece che in alto, campi bocce per i nonni che li accompagnano a giocare.
Gli adulti saranno poi indotti a riflettere sul fatto che la mancanza di autonomia imposta da un certo tipo di citt¢ e di ambiente, costituisce un handicap per i piccoli , o che la miglior cura per un bambino gravemente ammalato │ costituita dal coinvolgimento diretto e non mediato dal genitore nella terapia stessa.

La potenzialit¢ maggiore dei consigli che vengono dai bambini , soprattutto dai pi piccoli, │ quella di fornire un punto di vista il pi lontano possibile da quello degli adulti mettendo i grandi nella condizione di recuperare il contatto con la dimensione infantile completamente rimossa.
Solo cos↓, quindi, si potranno considerare i bambini non unicamente come figli e come scolari, ma come cittadini, considerandoli non solo gli adulti di domani , ma, soprattutto, i bambini di oggi.

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Elena Paloscia

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