Femminicidio o mancata prevenzione della sanità psichica?
Cita da la redazione su 25 Agosto 2022, 11:25Femminicidio o mancata prevenzione della sanità psichica?
Già il problema è proprio nel risolvere il dilemma della sanità psichica. Alla base di un gesto violento, indipendentemente se sfoci in un omicidio o in violenze fisiche reiterate, abbiamo uno dei nostri istinti primordiali – la rabbia – a farla da padrone nelle risposte comportamentali. Questa risposta può essere determinata da alcuni fattori che ho ben illustrato nel mio libro – La rabbia. Analisi di cinque casi di violenza - edito dalla Meltemi https://www.guidagenitori.it/tempo-libero/libri/infanticidi-femminicidi-violenze-effetti-della-rabbia-non-gestita/ alcuni sono di tipo psico-biologico altri educazionali
Alfine di evitare di riempire le pagine di giornali o dar voce al termine femminicidio., iniziamo a lavorare sulla prevenzione a 360° .
- Insegniamo ai bambini a liquefare la rabbia in modi alternativi: il disegno, il gioco di ruolo, lo sport e soprattutto il rispetto dell’altro: la libertà di ogni singolo individuo termina dove inizia la libertà dell’altro; Questo concetto oltre che in famiglia deve essere insegnato ai bambini nella scuola primaria con dei programmi didattici specifici;
- Attivando una reale prevenzione della salute psichica nella fascia adolescenziale, epoca in cui fanno capolino i primi accenni del disagio psichico, questi se opportunamente riconosciuti e trattati al tempo dovuto possono far evitare i tanti casi di violenza più o men estrema. Possiamo anche ignorarlo ma nel mondo l’incidenza della malattia psichiatria è dell’1% .... valore da non sottovalutare, un esempio? In una città con due milioni di abitanti sono portatori del disagio 20.000= persone. Di questi soggetti molti possono sperimentare delle percezioni alterate del pensiero o sviluppare un pensiero paranoico di gelosia e quindi diventare dei potenziali aggressori. Uno screening psichiatrico a 14 e 16 anni sarebbe doveroso da parte di chi si occupa della salute in generale. Se nello screening tutto è nella norma nessun problema, ma se alcuni elementi lasciano pensare che il soggetto debba essere attenzionato, sarà bene fare dei controlli nel tempo.
Se Giovanni Padovani nella sua adolescenza e negli anni a seguire fosse stato attenzionato, oggi non staremo a piangere la perdita di Alessandra.
Non è vero come ho letto da qualche parte che nessun segnale di allarme era stato evidenziato, la società calcista dove giocava aveva intuito che non fosse un ragazzo sereno, era già stato denunciato per stalking dalla vittima, attivare una relazione con una persona di ben trenta anni più grande anche se avvenente non è proprio salutare ed ancora, il suo profilo social completamente auto referenziato ed esasperato a livello fisico con l’unico obiettivo di diventare uno degli influencer più accreditati.
Rosalba Trabalzini - Psicoterapeuta CBT - Psichiatra, Laurea in Psicologia Clinica e CTU per il Tribunale Penale di Roma
Femminicidio o mancata prevenzione della sanità psichica?
Già il problema è proprio nel risolvere il dilemma della sanità psichica. Alla base di un gesto violento, indipendentemente se sfoci in un omicidio o in violenze fisiche reiterate, abbiamo uno dei nostri istinti primordiali – la rabbia – a farla da padrone nelle risposte comportamentali. Questa risposta può essere determinata da alcuni fattori che ho ben illustrato nel mio libro – La rabbia. Analisi di cinque casi di violenza - edito dalla Meltemi https://www.guidagenitori.it/tempo-libero/libri/infanticidi-femminicidi-violenze-effetti-della-rabbia-non-gestita/ alcuni sono di tipo psico-biologico altri educazionali
Alfine di evitare di riempire le pagine di giornali o dar voce al termine femminicidio., iniziamo a lavorare sulla prevenzione a 360° .
- Insegniamo ai bambini a liquefare la rabbia in modi alternativi: il disegno, il gioco di ruolo, lo sport e soprattutto il rispetto dell’altro: la libertà di ogni singolo individuo termina dove inizia la libertà dell’altro; Questo concetto oltre che in famiglia deve essere insegnato ai bambini nella scuola primaria con dei programmi didattici specifici;
- Attivando una reale prevenzione della salute psichica nella fascia adolescenziale, epoca in cui fanno capolino i primi accenni del disagio psichico, questi se opportunamente riconosciuti e trattati al tempo dovuto possono far evitare i tanti casi di violenza più o men estrema. Possiamo anche ignorarlo ma nel mondo l’incidenza della malattia psichiatria è dell’1% .... valore da non sottovalutare, un esempio? In una città con due milioni di abitanti sono portatori del disagio 20.000= persone. Di questi soggetti molti possono sperimentare delle percezioni alterate del pensiero o sviluppare un pensiero paranoico di gelosia e quindi diventare dei potenziali aggressori. Uno screening psichiatrico a 14 e 16 anni sarebbe doveroso da parte di chi si occupa della salute in generale. Se nello screening tutto è nella norma nessun problema, ma se alcuni elementi lasciano pensare che il soggetto debba essere attenzionato, sarà bene fare dei controlli nel tempo.
Se Giovanni Padovani nella sua adolescenza e negli anni a seguire fosse stato attenzionato, oggi non staremo a piangere la perdita di Alessandra.
Non è vero come ho letto da qualche parte che nessun segnale di allarme era stato evidenziato, la società calcista dove giocava aveva intuito che non fosse un ragazzo sereno, era già stato denunciato per stalking dalla vittima, attivare una relazione con una persona di ben trenta anni più grande anche se avvenente non è proprio salutare ed ancora, il suo profilo social completamente auto referenziato ed esasperato a livello fisico con l’unico obiettivo di diventare uno degli influencer più accreditati.
Rosalba Trabalzini - Psicoterapeuta CBT - Psichiatra, Laurea in Psicologia Clinica e CTU per il Tribunale Penale di Roma
