Anche i bambini possono avere il fegato grasso: è di origine genetica

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Anche i bambini possono avere il fegato grasso: è di origine genetica

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La steatosi epatica, più nota come – fegato grasso – è un problema che può riguardare purtroppo anche i bambini. La possibilità di esserne portatori sono scritte nel DNA, quindi un bambino è predestinato alla nascita ad avere questo problema. Saperlo per tempo, però, permette di seguire l’alimentazione giusta per non stimolare l’eventuale malattia cirrotica in età adulta.

Fegato grasso già da piccoli
Ad affermarlo è uno studio coordinato dai ricercatori dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma pubblicato dalla rivista Genes & Nutrition. Lo studio è stato condotto su un gruppo di 200 bambini e adolescenti italiani tra i 10 e i 13 anni, di cui 113 femmine. La totalità dei bambini sono stati in cura presso il centro dell’Ospedale con la diagnosi di fegato grasso nel periodo tra gennaio e giugno del 2013. La patologia, nelle sue varie forme: leggera, media e seria, è presente nel 15% dei bambini. Il fattore determinante della steatosi epatica è la mutazione di un gene chiamato PNPLA3, riscontrato nel 60% dei soggetti studiati. A parere degli esperti, l’effetto del gene può essere però contrastato evitando le bevande zuccherate e praticando regolarmente attività fisica. Secondo gli esperti dell’ospedale pediatrico romano, alla luce di quanto è emerso dallo studio, sarebbe opportuno monitorare i bambini e i ragazzi in sovrappeso per identificare i piccoli che possiedono la mutazione oggetto dello studio. In questo modo sarà possibile aumentare il livello di attività fisica ed evitare il consumo di bevande zuccherate, di modo da tenere sotto controllo l’impatto che la mutazione ha sull’evoluzione della steatosi epatica in età adulta.

In che cosa consiste la steatosi epatica
La steatosi consiste in un accumulo di grasso nelle cellule del fegato. In genere, negli adulti può essere dovuta a un eccesso di grassi o di zuccheri all’interno dell’organismo, generalmente si riscontra nei soggetti diabetici, con ipercolesterolo e nelle persone obese. Anche l’eccessiva assunzione di alcol può causare fegato grasso perché le molecole di alcol si trasformano in zuccheri accumulandosi nel fegato. Altro fattore di malattia è appunto il gene mutato presente già nell’infanzia. Le molecole di grasso si depositano nel fegato, che quindi tende ad aumentare di volume. L’unico segnale della steatosi è che il fegato si ingrossa, il più delle volte è totalmente asintomatica e solo occasionalmente può essere doloroso alla palpazione. Se vengono riferiti sintomi quali la stanchezza, malessere o fastidio al quadrante superiore destro dell’addome in modo ricorrente è bene indagare per evitare il rischio di una evoluzione più seria della malattia. Sarà il pediatra a prendere in considerazione le eventuali indagini per andare a fondo del problema, facendo effettuare una eventuale ecografia, esame del tutto innocuo e indolore e può essere eseguito anche ai bambini.

Come affrontare il problema del fegato grasso
Comunque, se il bambino presenta un problema di sovrappeso, è opportuno sottoporlo a una visita pediatrica: lo specialista tasterà il fegato e, nel caso lo avvertisse come troppo voluminoso, potrà prescrivere gli eventuali approfondimenti. Il fegato grasso non causa al ragazzino problemi per il momento ma è necessari avviare un piano di prevenzione per evitare problemi nel futuro. È allora opportuno ricorrere a due sistemi molto semplici che, oltretutto, apporteranno benefici nel caso in cui il bambino sia in sovrappeso. È necessario modificare lo stile di vita, cercando di proporre un’alimentazione sana, ricca di frutta, verdura, pesce, latticini e carne bianca. È invece opportuno eliminare le bevande dolci, dal tè freddo ai soft drinks, perché le molecole di zucchero semplice vengono immagazzinate nel fegato sotto forma di grassi. Inoltre è bene aumentare il dispendio energetico quotidiano facendo fare ai ragazzi più attività fisica, dallo sport vero e proprio al gioco libero all’aperto e, soprattutto, aumentando le camminate a piedi. Piccole modifiche che permetteranno nel tempo di guadagnare in salute.

Lina Rossi

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