

bambino piange pianto notte
Ad essere sconcertati siamo noi dopo aver ascoltato le dichiarazioni della Tata Lucia in cui a sua discolpa così ha dichiarato ad una intervista dopo essere stata bacchettata dal Garante:
Sono rimasta sconcertata, si sono fermati all’apparenza. Aggiungendo inoltre: I bambini debbono allenarsi a restare soli ed anche se piangono un po’ in fondo si tratta di tre o quattro minuti. Peccato che stiamo parlando di un bimbo di soli 12 mesi lasciato nel suo lettino con la porta chiusa mentre la Tata intratteneva la mamma in cucina.
Stralcio della lettera inviata al Garante dott. Vincenzo Spadafora
Gentile dottor Spadafora,
omissis….La contattiamo dopo essere rimasti letteralmente sconcertati da alcune scene mandate in onda sabato 14 settembre, su La 7, durante la trasmissione SOS TATA che andiamo a descrivere. In questa trasmissione, un bimbo di appena 12 mesi veniva lasciato piangere solo nel suo lettino, chiuso in camera, perché si addormentasse. Il bimbo aggrappato alle sbarre del letto gridava, sudato, disperato, terrorizzato, con la telecamera puntata su di
lui per vari minuti. Nel frattempo, la mamma veniva intrattenuta in cucina dalla Tata rassicurante, mentre il fratellino maggiore si tappava le orecchie. Finalmente alla mamma è stato permesso di andare dal bimbo, mettergli il ciuccio e adagiarlo sotto le coperte. Il bimbo a questo punto rallentava il pianto, guardava la mamma, tenendole le braccia in cerca di conforto… ma la madre, secondo le indicazioni della tata, se ne andava via, rilasciandolo solo. Il bimbo, deluso, ripiombava in un pianto ancora più straziante. Dopo altri interminabili minuti, il bimbo sfinito non piangeva più e si addormentava. Esprimiamo ancora una volta il nostro dissenso per i metodi per “educare i bambini piccoli a dormire” che si basano sull’estinzione graduale del pianto. Sappiamo ormai dalla ricerca scientifica, se non bastasse il buon senso, che la fisiologia dell’essere umano prevede che riceva delle cure di tipo prossimale da parte della madre e degli adulti che se ne prendono cura, e che la pretesa che un bambino piccolo si addormenti da solo e dorma per tutta la notte senza richiedere la presenza e il contatto dell’adulto, oltre ad essere anti-fisiologica ed irrealistica, può provocare confusione nei genitori e grande stress nei bambini. Questi metodi possono minare fin dalla primissima infanzia la
fiducia negli adulti e quindi in se stessi e interferire con lo stabilirsi di una sana relazione
genitori-figli, oltre ad interferire (se il bambino è piccolo) con l’allattamento al seno.
Esistono altre modalità di accudimento, più rispettose della fisiologia del sonno e dei bisogni irrinunciabili dei bambini molto piccoli…..
Guida per Genitori e Federgenitori sono con l’ACP
Anche le nostre associazioni sono contrarie ai metodi poco rispettosi della salute psichica di un bambino piccolo. Lasciar piangere un bimbo di soli 12 mesi con la pretesa di allenarlo ad addormentarsi da solo è una violenza, forse la prima ed indimenticabile violenza subita da un bambino e guarda caso…imposta proprio dalla mamma, la figura che dovrebbe proteggerlo dalle violenze gratuite. E come se non bastasse, addirittura il dott. Estivill, ideatore del far piangere i bambini affinché si abituino a dormire in una intervista ha dichiarato qualche anno fa: Nel cervello dei bambini c’è un gruppo di cellule che è il nostro orologio biologico. Questo orologio ci dice che dobbiamo dormire la notte ed essere svegli durante il giorno. Come altre strutture cerebrali dei bambini, questo orologio biologico è immaturo alla nascita. Per questo i bambini dormono a tratti e non possono dormire tutta una notte di seguito fino a sei mesi di età. Le regole illustrate nel libro – Fate la nanna – erano per i bambini dai tre anni in su che soffrivano della cosiddetta ‘insonnia infantile per abitudini scorrette’. Queste norme non possono essere applicate nei bambini più piccoli a causa dell’immaturità del loro orologio biologico.
Tata Lucia dovrebbe avere maggior rispetto per i bambini
Oltre a far piangere un bambino di soli 12 mesi affinché arrivi ad addormentarsi senza la mamma vicino, Tata Lucia dovrebbe evitare di esporre gli stessi bambini all’obiettivo delle telecamere. Nella Carta di Treviso, firmata nel 1990 dall’Ordine dei Giornalisti, dalla Federazione della Stampa Italiana e da Telefono Azzurro veniva appunto approvata la norma per cui il bambino non dovrebbe essere intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori.
Le associazioni Guida per Genitori e Federgenitori