ADHD, muoversi al mattino aiuta ad affrontare la scuola

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18 Settembre 2026

ADHD, muoversi al mattino aiuta ad affrontare la scuola

adhd e movimento
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Una passeggiata a passo sostenuto, qualche esercizio o un breve tragitto in bicicletta prima di entrare in classe possono aiutare i bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività ad affrontare meglio la mattinata scolastica. L’attività fisica non cura l’ADHD e non sostituisce gli interventi indicati dagli specialisti, ma rappresenta una risorsa complementare per sostenere attenzione, controllo degli impulsi e benessere emotivo. L’ADHD è un disturbo del neurosviluppo caratteristiche dell’ADHD caratterizzato da livelli persistenti e non adeguati all’età di disattenzione, iperattività e impulsività. Non significa semplicemente essere molto vivaci. Le difficoltà devono comparire in più contesti, per esempio a casa e a scuola, interferendo con apprendimento, relazioni o organizzazione della vita quotidiana. La diagnosi richiede quindi una valutazione clinica completa.

Cosa dice lo studio sull’attività prima della scuola

Uno dei primi studi sull’argomento è stato condotto da ricercatori della Michigan State University e dell’Università del Vermont. La ricerca ha coinvolto circa 200 bambini frequentanti la scuola dell’infanzia, la prima e la seconda classe primaria, alcuni dei quali presentavano caratteristiche riconducibili all’ADHD. Per dodici settimane una parte dei bambini ha svolto prima delle lezioni circa trenta minuti di attività aerobica da moderata a intensa; gli altri hanno partecipato ad attività sedentarie in aula. Nel gruppo impegnato nel movimento mattutino sono stati osservati miglioramenti nell’attenzione, nell’umore e nel comportamento, particolarmente evidenti nei bambini con maggiori difficoltà iniziali. Questi risultati non dimostrano che ogni bambino con ADHD debba necessariamente fare ginnastica appena sveglio. Indicano però che arrivare a scuola dopo essersi mossi può facilitare la disponibilità all’apprendimento e la regolazione del comportamento. Le ricerche successive hanno rafforzato questa ipotesi. Una recente revisione di 21 studi controllati, comprendenti complessivamente 915 partecipanti, ha rilevato effetti favorevoli dell’attività fisica sulle funzioni esecutive dei bambini con ADHD. I benefici risultano particolarmente interessanti per il controllo inibitorio e la memoria di lavoro, cioè la capacità di trattenere e utilizzare le informazioni necessarie per portare a termine un compito.

Il movimento non deve togliere ore al sonno

Per inserire l’attività fisica nella routine del mattino non è opportuno svegliare il bambino molto prima, privandolo del sonno necessario. Dormire a sufficienza è fondamentale per l’attenzione e la regolazione emotiva; un bambino stanco può apparire ancora più irrequieto, impulsivo o distratto. Si possono utilizzare i tempi già disponibili: raggiungere la scuola a piedi o in bicicletta, parcheggiare più lontano, fare le scale oppure dedicare dieci minuti a piccoli esercizi in casa. Saltelli, marcia sul posto, ballo, mobilità delle braccia o semplici percorsi possono diventare un gioco condiviso. L’intensità deve essere adeguata all’età e alle condizioni di salute. Il bambino dovrebbe muoversi abbastanza da aumentare moderatamente il respiro, ma senza arrivare a scuola stremato. In presenza di patologie cardiache, respiratorie, ortopediche o di altri problemi medici, l’attività va concordata con il pediatra.

Scegliere un’attività piacevole e sostenibile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda ai bambini e agli adolescenti tra i cinque e i diciassette anni almeno sessanta minuti quotidiani di attività fisica moderata o intensa. Non devono necessariamente essere svolti tutti insieme né interamente prima della scuola: possono essere distribuiti durante la giornata. Perché il movimento diventi un’abitudine è importante rispettare le preferenze del bambino. Corsa, nuoto, bicicletta, danza, arti marziali e giochi di squadra possono essere ugualmente utili benefici dello sport di squadra se vengono vissuti con piacere e senza eccessiva pressione competitiva. Il movimento deve inserirsi in un progetto individualizzato comprendente collaborazione tra famiglia e scuola, strategie educative, eventuali interventi psicologici e, quando prescritta, terapia farmacologica. L’obiettivo non è scaricare un bambino considerato troppo vivace, ma offrirgli strumenti diversi per conoscere il proprio corpo, regolare l’energia e sentirsi più competente.

Sahalima Giovannini

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