

Le zecche si nutrono di sangue e lo fanno attaccandosi alla pelle di un animale, in questo modo si nutrono anche dei batteri, loro non si ammalano ma trasmettono i batteri ad un altro ospite. Sia le zecche giovani sia quelle adulte possono trasmettere la malattia. Gli esiti delle punture di zecca appaiono come piccole protuberanze pruriginose sulla pelle, molto simile a una puntura di zanzara. Molte persone non si accorgono di essere state punte, è solo nel tempo e se compaiono alcuni sintomi, che si può ricostruire l’evento del morso di una zecca.
I sintomi in genere compaiono entro 3-30 giorni dopo un morso di zecca. L’eruzione cutanea è un segno comune della malattia anche se non sempre accade. A comparire solitamente è un singolo cerchio che si diffonde lentamente dal sito della puntura, l’area spesso è calda al tatto, e non è dolorosa. I sintoni a livello sistemico posso essere: febbre, mal di testa, estrema stanchezza, dolori muscolari, rigidità articolare e linfonodi ingrossati. In assenza di terapia, la malattia di Lyme può peggiorare con sintomi più gravi e diffusi, avremo quindi:
Alcune persone con la malattia di Lyme riferiscono sintomi persistenti anche dopo il trattamento antibiotico. I sintomi più refrattari alla terapia possono includere:
Queste condizioni possono complicarsi sia per il non riconoscimento immediato della malattia di Lyne sia per scarsa aderenza al trattamento farmacologico, senza dimenticare che le infezioni possono ripresentarsi con altri morsi. Il rischio di contrare la malattia di Lyme è maggiore se viviamo o camminiamo vicino alle aree boscose, arbustive o erbose. Il periodo dell’anno più a rischio è la primavera, estate e autunno.
Il modo migliore per prevenire la malattia di Lyme è evitare i morsi di zecca. La maggior parte dei morsi avvengono sulle gambe e ai piedi mentre si cammina o lavora in aree erbose o campi incolti. Al fine di proteggersi dai morsi è bene seguire alcune piccole regole:
Rossi Lina
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