

Mamma, ho mal di pancia. Una frase che i genitori si sentono ripetere spesso fin dalla prima infanzia. Il dolore addominale è molto frequente nei bambini: può essere causato da stipsi non ben controllata, da eccessi alimentari, da forme di gastroenterite accompagnata da comparsa di vomito e febbre. Il mal di pancia può anche essere legato a un’infiammazione dell’appendice, è bene quindi, in caso di dubbio, rivolgersi al pediatra. Vediamo qualche indicazione su come regolarsi.
E’ l’infiammazione dell’appendice ciecale, piccolo prolungamento dell’intestino cieco. I primi sintomi dell’appendicite sono: dolore alla zona inferiore destra dell’addome che può propagarsi fin verso l’ombelico. Alcune volte il dolore compare attorno all’ombelico, per poi spostarsi nel giro di poche ore verso il basso a destra, nella regione dell’ipocondrio destro, zona dell’addome che si trova al di sotto del costato. Possono comparire anche nausea, vomito e febbre piuttosto alta e talvolta questo induce i genitori a credere che si tratti di una forma gastroenterica. Altre volte può capitare il contrario, ovvero: la gastroenterite spaventa perché la si scambia per appendicite. Ecco perché sarebbe sempre opportuno fare almeno un colpo di telefono al pediatra, per descrivere i sintomi del malessere. Sarebbe ovviamente opportuno che il medico potesse visitare il piccolo: se il medico palpa nella regione destra inferiore dell’addome, il bambino con appendicite avverte un vivo dolore e indolenzimento proprio nella zona dello stomaco.
Sono diversi i motivi che conducono alla comparsa dell’appendicite: presenza di germi nell’intestino, stitichezza cronica, la penetrazione di piccoli corpi estranei in questa parte terminale dell’intestino, come per esempio semi di uva o di pomodoro. Inoltre l’infiammazione dell’appendice può essere la conseguenza di una malattia infettiva, ad esempio un’influenza al massimo della virulenza o una gastroenterite. Attenzione nelle ragazzine adolescenti o nella fase della prima pubertà perché una leggera infiammazione alle ovaie può propagarsi all’intestino e infiammare l’appendice, con sintomi più sfumati che non sempre riescono a essere compresi. Ecco perché è bene parlarne con il medico, potrà suggerire importanti verifiche come gli esami del sangue per verificare la presenza di un elevato numero di leucociti, cellule del sangue responsabili della difesa dalle infezioni. Inoltre, viene effettuata misurazione della temperatura interna del corpo. Non devono essere offerti farmaci antidolorifici, potrebbero impedire una diagnosi corretta.
L’infiammazione all’appendice, se trascurata, può perforare il viscere e causare un’infezione molto seria: la peritonite. Questa è un’infiammazione del peritoneo, la membrana sierosa che riveste le pareti interne dell’addome e gli organi interni. L’appendicite allo stadio iniziale può essere fatta regredire con una cura antibiotica mirata e con una dieta leggera. Studi recenti hanno rivalutato il ruolo dell’appendice nella salute del microbiota intestinale. A uno stadio più avanzato dell’appendicite con rischio di peritonite, si rende necessario l’intervento chirurgico per asportare il piccolo tratto di viscere. L’intervento è chiamato appendicectomia ed è eseguito di routine anche su bambini piccoli, se necessario. Può spaventare, certo, ma si tratta di un intervento rapido, spesso eseguita in laparoscopia senza ampie incisioni ma solo con piccoli fori e l’utilizzo di strumenti precisi all’avanguardia. La ripresa è molto rapida e il bambino può tornare a casa nel giro di pochi giorni.
Lina Rossi