
La scuola è il luogo sovrano per ospitare i bambini, quindi deve essere sicura. A parere dei geologi, però, il 46% degli edifici non è a norma. Vediamo cosa rischiano i nostri figli.
Una scuola italiana su due presenta importanti danni strutturali o una mancata assistenza che mettono a rischio quotidianamente la vita di insegnanti ed alunni. A denunciarlo è stato il Consiglio Nazionale dei Geologi – CNG che, in corrispondenza del primo giorno di scuola per tutti gli alunni italiani, ha divulgato notizie allarmanti sull’edilizia scolastica: la metà delle scuole, circa il 46%, presenterebbe carenze edilizie tali da comportare un pericolo quotidiano di incolumità nove milioni di persone, tra alunni, docenti, personale amministrativo.
Mancanza di criteri anti-sismici
Secondo il presidente del CNG, Gian Vito Graziano, su oltre 50.000 scuole presenti in Italia il 46% è stato realizzato tra il 1965 e il 1990. Questo significa che le scuole sono del tutto prive di criteri di sicurezza in merito agli attuali standard normativi sul rischio sismico, primi tra tutti i dettami delle nuove norme tecniche sulle costruzioni del 2008 e delle varie circolari ministeriali successive. Il presidente ha poi menzionato la mancanza di certificazione di moltissimi istituti scolastici per quanto concerne l’agibilità statica e la loro collocazione in aree a forte rischio sismico: il 57% delle scuole non possiede il certificato di idoneità statica, quel documento che certifica la ‘buona salute’ dei pilastri, delle travi e di tutte le parti strutturali di un edificio. Infine, ben il 34% delle stesse è ubicato in aree sismiche. Una delle regioni più esposta a rischio crolli è la Sicilia: secondo Emanuele Doria, presidente dei geologi di Sicilia, l’11% degli edifici scolastici nazionali sono rappresentati da manufatti nati originariamente con altre destinazioni d’uso: nella regione, in particolare, il 90% degli edifici pubblici verificati non hanno superato i test antisismici. Gli esperti auspicano che il governo si attivi per garantire maggiore sicurezza alle nostre scuole e a quanti le vivono nel quotidiano.
Necessità di fondi specifici per le scuole
Per il geologo siciliano è indispensabile, quindi, che come già previsto nell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri 3907/2010, passata in sordina per la maggior parte dei comuni, si istituisca un fondo aggiuntivo al contributo nazionale per l’effettuazione di studi di microzonazione sismica, a favore della sicurezza degli edifici nelle zone a rischio sismico, come già fatto da molte regioni. Le stime fornite dal Consiglio nazionale dei geologi non sono molto diverse da quelle rese pubbliche qualche settimana fa dalla Conferenza delle regioni, secondo cui, ad oggi, sarebbero 20 mila gli edifici scolastici non ancora a norma. Anche dall’ultimo rapporto annuale di Legambiente sull’edilizia scolastica, ‘Ecosistema Scuola 2011’, risulta che il 36% degli istituti è in situazione di emergenza: per Legambiente dei 42.000 edifici esistenti la metà è situata ancora in aree a rischio sismico. L’ultimo piano statale straordinario di 358 milioni, varato nel 2010, sotto il controllo dei ministeri dell’Istruzione e delle Infrastrutture, ha puntato a sanare essenzialmente lo stato di alta pericolosità di alcune centinaia di istituti. E della annunciata, da anni, anagrafe degli edifici si sono perse le tracce: il tavolo ministeriale incaricato di completare il censimento entro il 5 agosto 2009, nell’ottobre del 2010 era giunto, a quanto risulta, al 60% dei rilevamenti.
Scarsa igiene e pulizia nelle scuole
Anche le condizioni igieniche delle scuole italiane lasciano a desiderare. Da una recente indagine sull’igiene e pulizia dei plessi scolastici promossa da AFED-Afidamp, Associazione nazionale di riferimento per il comparto del cleaning professionale, su un campione di circa 1.000 strutture emerge un quadro poco confortante, con presenza di rifiuti, polvere, imbrattamenti e un generalizzato uso di sostanze chimiche spesso dannose per chi le usa e per gli studenti. Viene denunciata la presenza di polvere in grande quantità e ovunque, spesso generatrice di un costo importante per la collettività in termini di allergie e forme asmatiche, in forte aumento soprattutto tra i bambini. La sporcizia presente in abbondanza in tutti gli ambienti della struttura scolastica come aule, servizi igienici, corridoi, palestre, mense e cortili denotano bassi standard di pulizia. I rischi per la salute degli alunni e del personale derivano anche dall’utilizzo di strumenti non idonei e prodotti chimici pericolosi sia per la salute delle persone, sia per i materiali su cui vengono utilizzati. Oltre la metà delle scuole sfrutta quasi esclusivamente la forza manuale per la pulizia degli ambienti, con strumenti per lo più di tipo “casalingo” e impiego di prodotti, come acido muriatico, candeggina, ammoniaca, alcol, la cui pericolosità è comprovata, mentre l’efficacia pulente non è garantita. È carente, se non del tutto mancante, la formazione professionale del personale addetto alla pulizie, che sopperisce con il proprio buon senso alla mancanza di cognizioni in tema di metodi, tempistiche, attrezzature. L’attenzione a questi aspetti consentirebbe invece di coniugare sicurezza, efficienza e contenimento dei costi.
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