

Un classico al rientro dalle vacanze chiedere ai nostri figli a che punto sono con i compiti estivi, per scoprire che…devono ancora essere iniziati! Sgridate e le recriminazioni, con papà e mamma che si accusano reciprocamente di non essersi assicurati che il piccolo abbia fatto il suo dovere. In effetti, a qualsiasi età è inevitabile che i genitori si accertino che il figlio si sia dedicato ai compiti estivi, perché il caldo, la voglia di divertirsi e la libertà fanno sembrare l’anno scolastico ancora molto lontano e il ragazzino sembra non pensarci proprio.
Non va però dimenticato che è il ragazzino che deve svolgere i compiti delle vacanze, non i genitori, i nonni o la tata che lo segue nei mesi estivi. Gli adulti devono sorvegliare che lavori ogni giorno un po’, dopo un periodo di ragionevole dolce far niente subito alla fine dell’anno. Se però, a tre settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico ci si accorge che il lavoro da svolgere è ancora molto, è inutile perdere tempo in rimproveri. È il bambino che non ha svolto il suo dovere a dover recuperare, subendone al limite le conseguenze. Solo così in futuro imparerà ad essere più responsabile. Certamente i genitori devono stare vicino al figlio per evitare che si perda d’animo e che si senta del tutto demotivato. Il prossimo 16 settembre si torna in classe, mancano solo tre settimane, il tempo giusto per rimediare.
In primo luogo si deve fare la somma dei compiti che ancora devono essere svolti nelle varie materie: italiano, matematica e così via, l’insieme va poi suddiviso per i giorni che ancora restano, lasciando magari la domenica libera per un relax totale. Il consiglio è dedicare la mattina dopo colazione, quando il cervello è più attivo, alle materie che si trovano più difficili, solitamente matematica o lingua straniera. Mamma e papà potranno dare una rapida controllata quando hanno qualche minuto di tempo, senza però lavorare al posto del figlio. Nel pomeriggio, scacciata la sonnolenza con un breve riposino, il bambino si dedicherà ad argomenti più corposi ma più semplici, come il riassunto di italiano, le schede di scienze, il ripasso di storia. La sera prima di andare a nanna, oppure sotto l’ombrellone o nel prato dopo la passeggiata, potrà essere il tempo migliore per leggere qualche pagina del libro suggerito per l’estate, è meglio aggiungerne uno di propria scelta. Vietato guardare i riassunti precompilati sul web: il libro deve essere letto integralmente e magari stendere una breve scheda spiegando che cosa si è apprezzato di più. Solo così i compiti estivi riescono a essere davvero utili per un efficace ripasso e tenere il cervello allenato
Dalla redazione di Guidagenitori.it
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