Un libro per capire i meccanismi dell’apprendimento ed il ruolo che in questo processo rivestono i genitori
“M’arà dorvàl el cò” in dialetto della Valle Camonica significa “bisognerà usarla la testa!”. Una esortazione che la zia Meneghina doveva ripetere proprio spesso alla nipote Lucia Pelamatti se, dopo anni, è stata l’ispirazione per il suo ultimo libro. Con Usa la testa (Edizioni San Paolo, € 10,00), Lucia Pelamatti – psicologa e psicoterapeuta, direttrice del consultorio “G. Tovini” di Breno in provincia di Brescia, già insegnante e dirigente scolastico – si avventura nelle dinamiche dello sviluppo dell’intelligenza, dell’apprendimento e dell’autonomia nei bambini da 0 a 12 anni.
Spesso nel linguaggio comune la testa è, nelle sue forme più varie, la metafora con cui si indica l’intelligenza e il suo utilizzo. Chi non si è sentito dire, anche più di una volta nella vita, “ma cos’hai in quella testa?”. Un po’ come se fosse un contenitore all’interno del quale vengono immagazzinate tutte le informazioni, tutte le memorie acquisite e “metabolizzate” attraverso i processi di apprendimento. Durante la lettura del libro però, fin dalle prime battute, la Pelamatti ci mette davanti all’evidenza di quanto questo luogo comune, che vuole la testa come “serbatoio dell’intelligenza e indicatore dell’autonomia”, sia spesso incompleto e a volte fuorviante. Ed ogni “testa” ha una sua unicità, quindi una sua autonomia rispetto alla massa. Per questo all’esortazione di usare la testa, la scrittrice invita ad affiancarne un’altra, che riguarda gli aspetti emotivi e la loro importanza nei processi di apprendimento e di crescita dell’autonomia nei bambini: “Usa la testa ma ascolta il cuore”.
Vivendo in una società in cui l’unica regola sembra quella di non avere regole, Lucia Pelamatti non minimizza come le ricadute evidenti di questa realtà, riguardino in primo luogo gli ambienti educativi, famiglia e scuola in modo particolare. Nel testo si parla di apprendimento, di competenze e nozioni, di memoria e linguaggio, di quoziente intellettivo, di autonomia dei bambini e dell’influenza che su di essi possono avere i condizionamenti ambientali, anche quelli che si verificano all’interno della famiglia.
Spetta a ogni genitore il compito di stimolare costantemente i figli all’apprendimento. Un lavoro certamente non facile, che non comincia con l’ingresso a scuola del bambino, sebbene questo sia uno dei momenti più importanti, ma è un impegno che ci coinvolge fin dal primo giorno in cui diventiamo genitori, qualcuno dice persino dal giorno del concepimento di un figlio. Nell’ambito dell’apprendimento, secondo la Pelamatti, la famiglia rimane la prima ed insostituibile risorsa: tutto può essere insegnamento e, a certe condizioni, diventare apprendimento. Usa la testa affronta in forma determinata concetti fondamentali alternandoli però ad aspetti più curiosi, che genitori ed educatori possono ben riconoscere nelle loro esperienze quotidiane. Il libro non fornisce solo risposte ed indicazioni, ma vuole essere soprattutto un aiuto a porsi le domande nel modo corretto.
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Marina Zenobio