

Poliomielite, tetano, pertosse, difterite. Ma anche morbillo e pertosse. Malattie più che mai attuali, che sembrano però cadute nel dimenticatoio. Sono sempre meno, infatti, i bambini sottoposti all’immunizzazione attraverso la vaccinazione, questo perché alcuni genitori decidono di non scegliere la pratica vaccinale, l’unica metodica per rendere i loro figli immuni dal rischio di contrarre queste malattie. Purtroppo le malattie un tempo tanto temute sono tornate, grazie alla defezione dalle vaccinazioni, a far parlare di loro come è successo in Spagna, dove si è tornato a parlare di difterite o a Roma, dove qualche settimana fa una bambina ha perso la vita per una complicanza del morbillo.
Le gravi conseguenze delle malattie
Perché le famiglie, oggi, sempre più spesso decidono di non avvalersi di uno strumento indispensabile come il vaccino che, oltretutto, è gratuito? Se lo chiedono gli esperti delle società medico scientifiche, che hanno visto negli ultimi anni a questa parte un calo preoccupante delle percentuali dei bambini sottoposti a vaccinazione. Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia ogni anno circa 5000 bambini non vengono sottoposti alla vaccinazione contro tetano, pertosse, difterite e poliomielite. Un numero elevato, che corrisponde a migliaia di bambini a rischio di contrarre queste malattie e di trasmetterle, a loro volta, ad altri piccoli troppo piccoli per iniziare il ciclo vaccinale o non vaccinati per scelta dei genitori. Il rischio che ritornino le epidemie è dunque concreto, perché queste malattie non sono state eradicate come ad esempio il vaiolo e quindi possono colpire ancora. E, se non i genitori, almeno i nonni dei bambini di oggi dovrebbero ricordare le temibili conseguenze alle quali, negli anni Cinquanta, andavano incontro i bambini non vaccinati: decesso o paralisi invalidante per la polio o soffocamento per la difterite.
Il rischio arriva anche dalla rete
E anche per malattie da sempre, purtroppo erroneamente, considerate normali ci sono dei rischi: basti pensare al morbillo, che può causare polmonite o, peggio ancora, encefalite, una malattia che può avere come conseguenza la disabilità cognitiva permanente. Eppure, sempre in Italia oltre 10.000 bambini non ricevono, ogni anno, il vaccino che protegge dal morbillo. Un calo iniziato a farsi sentire dal 2007 in poi, dopo che, negli anni precedenti, gli esperti avevano registrato coperture vaccinali soddisfacenti, tali da far pensare, in un futuro, all’eradicazione di alcune malattie. Se, invece, la copertura vaccinale scende sotto al 95% limite prefissato dal Ministero della Salute, esiste la possibilità che i nuovi contagi tornino a diffondersi, in modo anche più aggressivo rispetto al passato. Gli esperti ravvisano un ampio margine di colpa, oltre ad alcuni operatori sanitari, anche al mezzo internet, il quale ha diffuso una comunicazione senza filtri, dando troppo spazio all’informazione totalmente sbagliata ma purtroppo più potente perché gestita in modo sotterraneo dal passa parola. Da qui la raccomandazione: prima di prendere per buone le informazioni verificare se i siti da cui vengono prese siano supportate dalle società scientifiche riconosciute ed abbiamo il bollino Blu dell’HON code. Dopo aver ricevuto informazioni certificate dai siti a questo preposti, è necessario rivolgersi anche al proprio pediatra, anche se fa già discutere la presenza di molti pediatri che sconsigliano i vaccini, questi dovrebbero però sapere che potrebbero rischiare la radiazione dall’albo professionale.
Rosalba Trabalzini