Dallo psicologo Giuseppe Maiolo i consigli per imparare a comprendere la sofferenza di questi “adulti in prova”
L’adolescenza │ un’et¢ spinosa, una fase di trasformazione durante la quale i ragazzi e le loro famiglie scoprono spesso di aver bisogno di un aiuto per affrontare le novit¢ che sovvertono l’ordine costituito nell’infanzia. Nel libro Adolescenze spinose. Come comunicare senza fare (e farsi) del male (Edizioni Erickson, € 15,00), Giuseppe Maiolo, psicologo e psicoterapeuta consulente nelle scuole, prova a svelare ai genitori e a chi lavora con gli adolescenti in quale modo siano percepite le trasformazioni in atto, quali meccanismi si celano dietro alcune modalit¢ espressive e comportamentali dei giovani e quale dovrebbe essere il ruolo egli adulti.
Non si tratta di un manuale per imparare ad essere genitori, ma di un utile strumento di supporto che consente ai genitori alle prese con figli adolescenti di avvicinarsi al loro mondo con gli occhi di chi, per mestiere, ha saputo porsi dal loro punto di vista. I genitori potranno cos↓ per un po’ abbandonare la scomoda posizione di tutori della crescita e trasformarsi in occhi ed orecchi attenti a percepire e a comprendere intimamente quello che sta accadendo. Perch← questo accada │ necessario in primo luogo recuperare empaticamente la propria “sofferenza adolescenziale”. Tale atteggiamento di flessibilit¢ consentir¢ al genitore di avvicinarsi realmente al modo dell’adolescente.
Capacit¢ di disporsi all’ascolto, dunque, e di comprendere come questa “seconda nascita” che il bambino sta vivendo spesso │ vissuta in modo traumatico. Porsi nei panni del giovane, allora, significher¢ comprendere e rispettare i tempi particolarmente lunghi caratteristici di queste trasformazioni, l’ansia che genera l’inevitabile distacco dagli adulti di riferimento e la difficolt¢ a costruire una identit¢ originale ed indipendente.
Tutto ci, per, comporta crisi per l’adolescente e per i suoi genitori che, sconvolti dalle metamorfosi fisiche e comportamentali, arrivano a considerarlo sconosciuto, o si rifiutano di accettare tali cambiamenti come evento imprescindibile affinch← il complesso processo di crescita si possa completare. E’ necessario quindi imparare a conoscere questi “adulti in prova”, osservare come si muovono nel teatro della vita, a scuola e nelle relazioni sociali, oltre che in famiglia. Soprattutto, │ importante sapere che vi sono atteggiamenti quali la ribellione, la trasgressione, la contestazione nei confronti degli adulti in generale, che sono fisiologicamente necessari affinch← il bambino cessi di considerare l’adulto come propria unica fonte di vita e di sicurezza e sperimenti se stesso e le proprie capacit¢ di sopravvivenza. Nasce da tale necessit¢ il desiderio di distruggere l’adulto, metterlo alla prova costantemente nella sua affidabilit¢, coerenza e solidit¢. In questo particolare momento │ per necessario che l’adulto non si arrenda, che sappia compiere le necessarie autocritiche e modificare, se necessario, il proprio stile educativo, imparando dagli errori e dal confronto con gli altri, ma, al tempo stesso, che non rinunci ad essere presente, ad esserci, come figura di riferimento affettivo, importante per la formazione dell’identit¢ personale e sessuale dell’adolescente.
Una figura discreta, ma attenta, che deve essere pronta a tendere una mano nel momento in cui le difficolt¢ diventano cos↓ insormontabili da costituire un arresto della crescita. Dovr¢ sapere accettare l’individualit¢ che si │ formata ed evitare distrattamente di ritenere che tutti i giovani sono uguali, saper gestire critiche e reclami di maggior autonomia e diritti, comprendendo che ” la sfida │ utile e necessaria perch← │ un modo per mettersi alla prova”. Sar¢ suo compito, infine, promuovere ed incoraggiare i risultati positivi e non svalutare quelli negativi. Soprattutto, avere per primo fiducia nel proprio figlio dal momento che │ una condizione assolutamente necessaria affinch← non manchi mai all’adolescente l’energia necessaria ad affrontare un turbinio di eventi fisici e mentali sconvolgenti. Solo con un atteggiamento teso ad andare al di l¢ dell’apparente “disastro” che si prospetta ai suoi occhi l’ignaro genitore allora, scoprir¢ che, uso di droghe leggere o di alcool tra amici, piccoli furti, tatuaggi, piercing, bugie, possono essere sintomi di disagio da non sottovalutare, ma, che il pi delle volte, costituiscono dei riti di iniziazione al mondo adulto. Cos↓ mamma e pap¢, disperati ed orripilati dal fatto che il proprio figlio vada in giro conciato come un barbone e con abiti di tre misure pi ampi, potranno rassicurarsi e sorridere pensando al fatto che, proprio come per i bambini “nel cappotto di pap¢” il desiderio di diventare grandi │ cos↓ forte che spiazza e neutralizza il comune senso estetico degli adulti .
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Elena Paloscia