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Ragadi al seno: prevenzione e cura

ragadi al seno

Ferite simili a dei taglietti spesso non più lunghi di due centimetri, ma così dolorosi, a volte, da essere veramente insopportabili. Le ragadi, in genere, sono manifestazioni secondarie di altri disturbi, da semplici traumi a malattie più serie. Le più note e probabilmente anche le più fastidiose sono quelle che interessano i capezzoli, che interessano molte donne nei primi mesi dell’allattamento.

Ragadi: perché si formano

Le ragadi al seno solitamente sono la conseguenza dell’azione di suzione del bambino durante l’allattamento: il neonato può succhiare male, provocando piccoli traumi al capezzolo, questo accade perché il bambino afferra solo la punta del capezzolo, la suzione per essere efficace sia per il bambino sia per la madre, la bocca deve essere ben attaccata all’areola. Queste lesioni sono favorire anche da un’eccessiva umidità della zona: la saliva del bebè e le frequenti secrezioni di latte non asciugate possono provocare la macerazione della pelle e favorire la formazione dei tagli. In rari casi anche l’aumento di volume del seno, con la conseguente tensione della pelle, può favorire la rottura della cute.

Si curano così

Le ragadi possono guarire da sole nel giro di pochi giorni. Per accelerarne la guarigione, il ginecologo o il dermatologo possono prescrivere creme che favoriscono la cicatrizzazione, da applicare dopo ogni poppata.  Utilissimo è massaggiare i capezzoli con il proprio latte: è dotato di proprietà emollienti, ricostruttive e disinfettanti. Assolutamente vietata, invece, l’applicazione di antisettici chimici. La zona interessata deve essere accuratamente pulita una volta al giorno con detergenti neutri o acqua corrente tiepida. La cura va portata avanti per tre – quattro giorni. Le ragadi non vanno trascurate perché si infettano facilmente: i germi che vivono sulla pelle attorno al capezzolo e nella bocca del bimbo penetrano nelle lesioni e possono infettare i dotti galattofori, cioè i canali dove scorre il latte e possono causare infezioni del seno: le mastiti da curare con antibiotici. Se l’infezione non è così estesa possono bastare specifici preparati disinfettanti.

Si possono prevenire

Contro l’evenienza delle ragadi è possibile preparare il seno a cominciare dal quarto-quinto mese di gestazione. Bisogna pulire i capezzoli e le areole con acqua e sapone o con appositi dischetti detergenti per evitare i ristagni di sebo che possono favorire le infezioni. E’, poi, importante idratare quotidianamente la zona con sostanze emollienti: l’olio di mandorle dolci o con le apposite creme preparatorie all’allattamento. È utile anche frizionare delicatamente i capezzoli e le areole con un guanto di crine per irrobustire la zona. Durante l’allattamento è fondamentale detergere capezzoli e areole prima e dopo ogni poppata con batuffoli di cotone imbevuti d’acqua distillata e i dischetti detergenti specifici. È bene alternare i due seni al momento della poppata, per stimolare in ugual modo i due capezzoli. Il seno va sempre tenuto asciutto cercando di lasciarlo scoperto di tanto in tanto e tamponando ogni secrezione con garza sterile e indossando le coppette assorbi latte.

Sahalima Giovannini

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