I piccoli neonati prematuri hanno bisogno anche dell’abbraccio

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I piccoli neonati prematuri hanno bisogno anche dell’abbraccio

neonati prematuri e contatto fisico

Secondo gli esperti, ogni anno nel nostro Paese nascono circa 30.000 neonati prematuri. Bambini fragili, che richiedono cure particolari non solo nelle terapie intensive ma anche tra le braccia dei genitori, con coccole e attenzioni. Di recente si è compresa la fondamentale importanza del contatto fisico. In occasione della Giornata Mondiale dedicata ai neonati prematuri, le luci di molti monumenti sono state spente, aderendo così anche alla campagna etica M’Illumino di meno 2023 e adottare un simbolo viola alternativo per i neonati prematuri.

Neonati prematuri, la cura in un abbraccio

I bambini che ogni anno nascono prima della 37esima settimana di gestazione sono definiti neonati fragili e come tali richiedono cure dedicate nelle terapie intensive neonatali, con personale medico ed infermieristico altamente specializzato. I prematuri hanno però anche bisogno della vicinanza e dell’abbraccio dei loro genitori. Lo ha ricordato anche la Società Italiana di Neonatologia – Sin, proprio in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, che si è celebrata il 17 novembre scorso. I genitori devono poter stare con il loro bambino 24 ore su 24, per il benessere fisico e psicologico di tutta la famiglia. È necessario favorire il contatto pelle a pelle, anche allo scopo di facilitare l’avvio dell’allattamento materno e coinvolgere la famiglia in ogni fase del ricovero, fino alle dimissioni ed anche oltre.

La potente cura del contatto fisico

Come è possibile far sentire la vicinanza ai neonati prematuri, in modo che possa svilupparsi il rapporto simbiotico con i genitori, così necessario per il loro sviluppo cognitivo completo e per il benessere stesso? Ecco i nostri suggerimenti.

  • Cercare di tenere, appena possibile, il neonato nudo a contatto con la propria pelle, avvolgendo il corpo di entrambi con un tessuto morbido e caldo se le temperature sono rigide. Questo trattamento viene definito cura del canguro – o Kangaroo care –  perché presuppone la vicinanza tra mamma e figlio, esattamente come il marsupiale che porta il figlio con sé fino a quando non si è abbastanza sviluppato.
  • Interagire con il piccolo il più possibile, anche quando lui o lei si trova ancora nella culla termica, toccandolo, accarezzandolo e anche parlandogli, facendogli ascoltare le canzoncine che sentiva quando era nel pancione. Sono stimoli rassicuranti, oltre che importanti per la sua crescita.
  • Nel rientro a casa, è utile continuare la marsupio-terapia portando il piccolo con sé, all’interno di uno speciale marsupio che fa assumere al bambino una posizione naturale, leggermente raccolta. Così è possibile muoversi in casa cullando dolcemente il piccolo.

Lina Rossi

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