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Il succhietto oltre a rassicurare contro lo stress è anche un salvavita

giugno 6, 2014 5:56 pm

Un tempo il succhietto era realizzato con un fazzoletto attorcigliato il cui interno era riempito con sostanze dolciastre per placare il pianto dei neonati. Oggi la ricerca scientifica ci ha regalato il succhietto fisiologico.

Redazionale realizzato con il contributo di Artsana

La suzione è il primo dei comportamenti che il bimbo riesce a compiere autonomamente e lo fa già dalla vita intrauterina. Spesso, nel corso dei controlli ecografici è possibile vedere il piccolo intento a succhiarsi il pollice. In questa fase intrauterina il piccolo allena il suo apparato buccale alla suzione e con molta probabilità ne sperimenta anche il piacere.

L’importanza della suzione
Succhiare è rilassante, rassicurante e gratificante, il piccolo quando chiede il seno della mamma lo fa per nutrirsi ma anche perché succhiando, riceve conforto e sollievo. Ed ecco che il succhietto viene a coprire uno dei bisogni primari dei neonati e dei bambini più  grandicelli: quello del conforto. Il succhietto regala al piccolo il benessere rilasciato dalle endorfine, i neuro mediatori chimici del piacere attivati proprio dalla suzione. Non per nulla, il desiderio del succhiare si fa più insistente quando il piccolo è in condizioni di stress, durante la notte o quando interviene un distacco momentaneo dalla mamma.  Insomma, il succhietto è un vero e proprio rimedio per ritrovare la serenità. E non solo, oggi la ricerca raccomanda l’uso del succhietto come salvavita notturno: è stato accertato che far addormentare il piccolo con il succhietto in bocca, previene la SIDS. La morte in culla è ancora oggi la prima causa di perdita della vita nei bambini entro l’anno di vita.

Quale succhietto scegliere
E quindi importante, quando si pensa all’acquisto del succhietto, scegliere il tipo e la conformazione più adeguata alla fisiologia della bocca. La tettarella, la parte morbida che può essere in caucciù o in morbido silicone, deve potersi ben adattare tra la lingua ed il palato, in altre parole non dovrebbe provocare spinte anomale ma deve poterne favorirne il naturale posizionamento fisiologico. In questo  modo viene anche rispettata la corretta evoluzione dell’arcata dentale. La base del succhietto, inoltre,  deve essere sottile quel tanto quanto basta per non ostacolare la chiusura della bocca e non far defluire la saliva all’esterno provocando fastidiose irritazioni.

Anche l’occhio vuole la sua parte
Fino a qualche anno fa il succhietto era composto solo dalla tettarella ed una ghiera rigida fermata da un anello, oggi il design moderno ha reso il succhietto un device gradevole alla vista e rispettoso della funzionalità fisiologica. Il piccolo è così doppiamente stimolato: dal colore e dalle forme, a tutto vantaggio dello sviluppo cognitivo.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

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