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Prematuri: un esercito di 32mila nascite all’anno

Novembre 21, 2019 10:00 am

In Italia oltre il 90% dei bambini nati prematuri è seguito bene, ma i successivi tre anni d vita possono mostrare carenze sanitarie. La Società di Neonatologia fa il punto della situazione

In Italia 32mila bambini ogni anno nascono prima del tempo e sono quindi predisposti a una serie di rischi: fortunatamente oltre 9 su 10 dei centri attrezzati di Terapia Intensiva Neonatali del nostro paese garantisce cure efficaci, ma ancora pochissime riescono a seguire il bambino fino ai tre anni. Dall’indagine compilata online da centosei Terapie Intensiva Neonatale – TIN – su un campione di centoventiquattro emerge che in oltre 93% dei reparti TIN italiani si esegue la valutazione del rischio nei neonati prima della 37ma settimana di gravidanza, fino ai due – tre anni di vita, in particolare per quanto riguarda i problemi neuromotori, respiratori, di nutrizione, di vista e udito. Purtroppo solo il 22% delle unità riesce a prolungare l’assistenza fino all’ingresso del bambino a scuola, mentre risulta fondamentale assicurare ai bambini nati prematuri continuità assistenziale ed accertamenti ripetuti nel tempo fino all’età scolare.

Nascita prematura: perché?

I motivi che causano un parto prima del tempo possono essere molti e sono legati allo stato di salute della mamma: infatti, se quest’ultima non è in perfette condizioni fisiche, il bimbo può risentirne. Può essere per un’infezione, come l’appendicite o la polmonite, che rischia di trasmettersi al piccolo; per un regime alimentare scarso o non sano; per l’età avanzata della mamma; per problemi della placenta: la placenta è una membrana attraverso la quale il feto attinge nel sangue materno gli alimenti e l’ossigeno di cui ha bisogno per vivere e in cui riversa i prodotti di rifiuto. La placenta assolve alle funzioni del sistema digerente, dei polmoni e dei reni: di conseguenza, se la placenta ha dei problemi, il feto ne risente. A volte, tuttavia, non c’è un vero e proprio motivo per cui i bambini nascono prematuri: semplicemente sono pronti per venire al mondo.

Nascere alla 34ma settimana

I piccoli nati in questo tempo sono soltanto un po’ più piccoli rispetto a quelli che vengono al mondo dopo la 37ma: infatti, dopo questo periodo gli organi sono già giunti a maturazione, quindi la differenza è limitata al peso. Un bambino nato di 34 settimane e che pesi almeno 2,200/2,500 kg non ha bisogno di particolari cure: naturalmente, deve essere tenuto sotto controllo per controllare le funzioni vitali. Se il bambino si nutre con regolarità, è in grado di procurarsi le sostanze nutritizie di cui il suo organismo ha bisogno. L’alimentazione consente al bambino un buon metabolismo. In ogni caso, il bimbo è sufficientemente forte: deve essere soltanto tenuto al caldo e sottoposto ogni tanto a normali visite mediche. Un bambino nato prima delle 34 settimane deve essere seguito con particolare attenzione: gli organi interni non sono ancora formati perfettamente: i polmoni, il cuore e l’intestino non sono ancora giunti a completa maturazione. Anche il cervello e la pelle sono molto delicati e devono essere protetti. È quindi necessario lasciarlo per qualche tempo nella culla termica.

Nascere alla 32ma settimana

L’apparato respiratorio è molto immaturo: l’incubatrice è indispensabile per sostituirsi alle funzioni che i polmoni non sono ancora in grado di compiere. La ventilazione meccanica è una sorta di respirazione artificiale che la macchina esegue per non affaticare i polmoni del bambino. Attraverso l’incubatrice al neonato viene somministrato l’ossigeno di cui il suo organismo ha bisogno per uno sviluppo completo, oltre al surfattante, una proteina che è indispensabile per lo sviluppo dei polmoni. In incubatrice, al bimbo vengono somministrate tutti i nutrienti di cui ha bisogno: ferro e vitamine fino a quando raggiunge un peso e una maturazione tali da poter vivere al di fuori dell’incubatrice mantenendo costanti le proprie condizioni fisiche. Una volta che il bimbo ha raggiunto un peso di 2,200/2,500 kg solitamente viene dimesso: a questo punto, è uguale a tutti gli altri bambini. La società Italiana di Neonatologia auspica che, nei prossimi anni, le cure per questi bambini si prolunghino fino ai tre anni di vita, un periodo considerato ancora molto delicato.

Giorgia Andretti

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