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Svezzamento in estate: se il bebè non mangia

luglio 1, 2019 10:00 am

Il caldo, le abitudini differenti, magari anche in una casa diversa quella delle vacanze e il piccolo dice no alla pappa. Con un po’ di pazienza e qualche accorgimento si può rimediare

Lo svezzamento, cinque mesi se alimentato con latte di formula e sei mesi se allattato dalla mamma, è il periodo in cui il bimbo inizia a nutrirsi con cibi solidi come carne, pesce, frutta, verdura e cereali in sostituzione dei pasti di solo latte. Quando questo periodo coincide con i mesi estivi, può essere difficile per mamma e papà portare avanti questo passaggio, che è, comunque, delicato e impegnativo. A causa del caldo e dei ritmi estivi, diversi rispetto a quelli del resto dell’anno, il bambino può essere più capriccioso e rifiutarsi di aprire la bocca per accogliere i nuovi gusti e le nuove consistenze.

 

Il caldo e la tensione

Non dimentichiamo che lo svezzamento è un passaggio complesso per il piccolo: abituato al sapore dolce e alla consistenza liquida del latte, ora il lattante deve confrontarsi con gusti sapidi, aciduli, amarognoli e con consistenze cremose e granulari. Il caldo riduce l’appetito e può quindi spegnere la curiosità dei piccoli. A volte si è in vacanza, magari a casa dei nonni oppure in albergo e il piccolo avverte di trovarsi in un ambiente diverso da quello rassicurante di casa e avverte la tensione e il carico di aspettative della nonna o della zia, mamme da tempo, che dispensano consigli spesso non richiesti e nemmeno graditi. La tentazione di rimandare è forte, ma sarebbe un peccato non approfittare di questa finestra, appunto tra i cinque e sei mesi, in cui il piccolo è molto ricettivo e, secondo alcune indagini, il sistema immunitario è attivo e si riducono i rischi di reazioni allergiche. Va detto che la figura di riferimento è sempre il pediatra: è lui o lei che possono fornire i consigli più aggiornati e più validi in fatto di svezzamento.

 

Rendere la pappa un tempo piacevole

Il momento della pappa va affrontato dalla mamma da sola con il bambino: i consigli esperti delle altre persone spesso non sortiscono altro effetto che innervosire, con il risultato che il piccolo se ne accorge e diventa ancora più capriccioso. Se il bambino non vuole saperne di assaggiare il nuovo cibo che gli viene offerto, grida e respinge il cucchiaio, è inutile insistere: meglio rimandare e offrirgli ancora per qualche giorno il latte. È preferibile evitare di aggiungere alla pappa un cucchiaino di zucchero o di miele, i sapori dei cibi devono essere naturali e non camuffati dal sapore dolce.  Abituare i bambini ai sapori dolci è come inviare direttamente il bambino verso l’anticamera del sovrappeso. Gli si può invece permettere di giocare un po’ con la pappa: gli si dà un cucchiaino tutto per lui e si lascia che pasticci nel piatto. E’ un modo per prendere confidenza con il cibo nuovo: giocando e distraendosi, infatti, il piccolo diventerà più collaborativo e disposto ad assaggiare il cibo nuovo.

 

Il momento più tranquillo per la pappa

Un altro trucco è mettere la pappa nel biberon e somministrargliela in questo modo: il rifiuto infatti a volte dipende proprio dalla scarsa confidenza con il piatto e il cucchiaio. In questo caso, naturalmente, è necessario allargare un po’ il foro della tettarella, poiché la pappa è molto più densa del latte. Una volta che il piccolo si sarà abituato al nuovo sapore avrà un atteggiamento migliore anche nei confronti del cucchiaio. Il momento migliore per la nuova pappa è quando si è più tranquilli: la sera, per esempio, fa più fresco e si può contare sulla presenza del papà che distrae altri eventuali fratellini, magari un po’ gelosi. D’altra parte la sera il piccolo può essere stanco e nervoso: un bagnetto tiepido lo rilassa e lo dispone bene, ma in questo caso il consiglio è regolarsi sui ritmi del proprio bimbo per capire quando è più ricettivo. Gli si può raccontare una favoletta per distrarlo, ma non cedere alla tentazione del monitor per distrarre il bambino, quindi: niente televisione, telefono, IPad e soprattutto niente smartphone. L’obiettivo principale dello svezzamento è rendere il bambino partecipe della nuova esperienza sul cibo.

 

Lina Rossi

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