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Coccole, alla base dell’affettività

maggio 26, 2010 12:37 pm

Gli abbracci, i baci e perfino la voce della mamma hanno un vero effetto calmante per i bimbi piccoli. Aiutano a crescere meglio ed a gestire lo stress nell’adolescenza. Il pianto disperato di un neonato, nella maggior parte delle volte, si placa subito se è la mamma a prenderlo in braccio. Un fanciullo può affrontare…

Coccole, alla base dell’affettività

Gli abbracci, i baci e perfino la voce della mamma hanno un vero effetto calmante per i bimbi piccoli. Aiutano a crescere meglio ed a gestire lo stress nell’adolescenza.

Il pianto disperato di un neonato, nella maggior parte delle volte, si placa subito se è la mamma a prenderlo in braccio. Un fanciullo può affrontare meglio una prova difficile se la voce della madre lo rassicura. Non è semplicemente una questione di affetto o di sintonia: tra mamma e figlio passa un vero e proprio messaggio chimico-ormonale che favorisce, nel piccolo, la produzione di sostanze che calmano e aiutano la concentrazione. Per questo è bene avviare con il proprio neonato un intenso scambio affettivo fin dai primissimi giorni di vita. Una conferma in più sull’importanza di questo rapporto viene da uno studio svolto presso la University of Wisconsin-Madison da Leslie Seltzer e pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society. L’indagine ha esaminato la reazione a uno stress intenso da parte di un gruppo di bambine, per valutare appunto l’influsso del contatto materno. Naturalmente, non è stato possibile esaminare bimbi piccolissimi, perché solo i ragazzini più grandicelli possono essere sottoposti a uno stress di una certa intensità per poterne valutare oggettivamente la reazione.

Meno stress e più benessere
Lo studio metteva alla prova un gruppo di bimbe di età compresa tra i 7 e i 12 anni facendo loro sostenere una sorta di esame di matematica, oltretutto di fronte ad un pubblico di sconosciuti. I loro livelli di stress sono stati monitorati attraverso il battito cardiaco e la concentrazione del cortisolo, l’ormone dello stress. A un terzo delle bambine, come effetto calmante è stato permesso ricevere l’abbraccio della mamma, un terzo ha potuto parlare con lei al telefono, mentre le altre potevano solo guardare un video alla Tv. L’abbraccio e la telefonata di mamma sono risultati entrambi una prova schiacciante della forza dell’amore materno: le piccole che avevano avuto questo tipo di contatto, avevano livelli di cortisolo inferiori mentre era più alta l’ossitocina, l’ormone del benessere e dell’affetto. In accordo con questo lavoro arriva la conclusione del lavoro effettuato dalla Eunice Kennedy National Institute of Child Health and Human Development dello scorso maggio, dove si è assunto il livello di cortisolo come parametro di valutazione. Si è osservato che i bambini meno coccolati e, quindi, con uno scarso impegno emotivo da parte dei genitori, avevano al mattino un livello di cortisolo molto basso che aumentava durante il giorno. Al contrario, nei bambini a cui era stato offerto il conforto delle coccole e quindi della sana emotività, il livello del cortisolo era elevatissimo il mattino e decresceva durante la giornata. La conclusione è che i bambini con basso livello di cortisolo mattutino nell’adolescenza vanno incontro ad un forte stress emotivo, in caso di prove da affrontare.

Anche i più piccoli provano dolore
Dormono quasi tutto il giorno e si svegliano solo per poppare. Sembrerebbe proprio che i piccolissimi non siano sottoposti a fonti di stress. Non è così: i bimbi appena nati vivono molte sensazioni di difficoltà oggettiva. Un esempio è lo stimolo del dolore: basta una colica al pancino a far sentire al bimbo la sensazione spiacevole, che viene ancora più avvertita quando il piccolo è in una situazione di allerta, è affamato o affaticato. È il sistema degli oppiacei endogeni, le endorfine prodotte dal cervello, ben sviluppato sin dalla nascita, a regolare il riconoscimento del dolore. Il piccolo è in grado di riconoscere altre circostanze sgradevoli, come il freddo, per esempio, o il troppo caldo. Tutte le situazioni esterne, di dolore o temperature eccessive, comportano per lui una situazione di stress. Lo stesso avviene quando il piccolo è lontano dalla mamma. E’ in questi momenti che il bimbo ha bisogno di essere rassicurato dalla presenza ma soprattutto dal contatto fisico con la madre. Quindi, non ci si deve trattenere dal fare le coccole, perché non è di certo la rassicurazione tattile che fa crescere i bambini pieni di vizi. Un rapporto affettivo fatto di messaggi sensoriali, vocali e di coccole aiutano un bimbo a crescere più forte, ad affrontare con minore difficoltà e quindi con maggior benessere situazioni stressanti come il nostro ritorno al lavoro, l’ingresso al nido e le tappe della crescita. Al contrario, è lo scarso contatto fisico tra mamma e bambino a far nascere le paure e le insicurezze ben visibili nell’adolescenza.

Coccole, baci e abbracci
Il contatto fisico, il calore e l’odore della mamma, sono un conforto che il neonato cerca istintivamente e che è indispensabile, più del nutrimento stesso. Lo ha dimostrato il celebre psicologo Harry Harlow dell’Università del Wisconsin, con un esperimento sui piccoli di scimmia Rhesus. I cuccioli messi di fronte alla scelta se succhiare del latte da un biberon agganciato ad un robot di metallo o se rannicchiarsi contro un feticcio morbido e caldo, pur affamati sceglievano di accoccolarsi tra le pezze del feticcio. Questo esperimento non ha bisogno di ulteriori commenti: via libera ad abbracci e coccole al piccolo, accompagnati dal canto di una nenia rassicurante. Quanto più si tocca il bambino, tanto più lui sarà in grado di riconoscere le stimolazioni sensoriali che incontrerà e sarà capace di lasciarsi andare al contatto fisico. Proprio da questa manipolazione dipende lo sviluppo del comportamento che gli esperti definiscono “di attaccamento” e che è essenziale per lo sviluppo psico-fisico. Sarà l’istinto di mamme poi, giorno dopo giorno, ci insegnerà come gratificare il nostro piccolo con coccole, baci e abbracci a lui più gradite.

 

Giorgia Andretti

 

Ha collaborato:
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica

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