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Genitori e figli: sonno disturbato dalla nascita fino ai sei anni

marzo 6, 2019 1:00 pm

Uno studio dell’Università inglese di Warwick spiega perché il sonno dei genitori è disturbato, soprattutto per le mamme: è interrotto frequentemente almeno fino al sesto anno dei figli

Si sa che nei primi mesi di vita di un bebè è davvero difficile, se non impossibile, dormire per almeno qualche ora di seguito. Il problema è che a quanto pare i problemi continueranno fino a quando il bimbo non avrà sei anni. È il risultato di una ricerca condotta dall’Università di Warwick e pubblicata sulla rivista Sleep. Gli studiosi inglesi, in collaborazione con l’Istituto tedesco per la ricerca economica e la West Virginia University hanno tre mesi dopo la nascita le madri dormivano in media un’ora in meno rispetto a prima della gravidanza, mentre la durata del sonno dei padri diminuiva di circa quindici minuti. Tuttavia, quando i bambini avevano tra i quattro e i sei anni, la durata del sonno era ancora di circa venti minuti più breve nelle madri e quindici minuti più breve nei padri rispetto alla durata del sonno prima della gravidanza.

 

Quali rimedi per facilitare il sonno

Non c’è che aspettare, il bambino deve crescere. Nel frattempo, però, è importante capire cosa impedisce al bambino di rilassarsi davvero: così lo si potrà aiutare con comportamenti rassicuranti. E’ necessario facilitare al piccolo l’approccio con il mondo: mostrare concretamente la vicinanza e coccolarlo, così che possa percepire l’odore, il calore e la voce della mamma, con la quale è stato una cosa sola fino a poco tempo prima. Un buon metodo per aiutarlo a rilassarsi è prendere il piccolo tra le braccia e appoggiarlo sul petto perché possa sentire il battito del cuore della madre. Questo sistema, tuttavia, non deve diventare un’abitudine, altrimenti il bambino non riuscirà a farne a meno e non si addormenterà più da solo. E’ anche opportuno adagiare il bebè nella culla al termine della poppata, senza aspettare che si addormenti in 03braccio: diversamente, si sveglierà non appena verrà sistemato nella culla. Un trucco valido per aiutarlo a prendere sonno è mettere nel suo lettino un indumento usato dalla mamma: l’odore noto darà conforto e sicurezza al piccolo, al quale sembrerà di essere ancora nel comodo mondo di prima della nascita.

 

E’ ancora abituato alla poppata notturna

L’insonnia del bebè  può anche essere provocata dai cambiamenti nei suoi orari alimentari: infatti, per i primi mesi la vita del piccolo è scandita notte e giorno dagli orari della pappa. E’ normale che, quando gli viene tolto il pasto notturno, il piccolo si svegli in quelle ore, piangendo. Questo non significa che abbia davvero fame: è più una questione di abitudine, legata al piacere di succhiare, quella che lo fa svegliare nel cuore della notte. La cosa migliore è aspettare che il bimbo perda questa abitudine, purtroppo non c’è altro rimedio che aspettare un po’ di tempo. Infatti, quasi tutti i bambini si svegliano a metà della notte per abitudine: fino a pochi giorni prima, a quell’ora c’era la poppata, un’occasione per sentire il calore, l’affetto e le coccole della mamma. Nel frattempo, possono essere utili dei piccoli accorgimenti. Molti bambini, per riaddormentarsi, hanno semplicemente bisogno di succhiare: in questi casi il ciuccio rappresenta un’ottima soluzione perché sostituisce il meccanismo della poppata.

 

Comincia ad accorgersi che arriva l’ora della nanna

Purtroppo, verso i tre mesi di vita iniziano i cosiddetti pianti serali: avvicinandosi il momento di andare a dormire, il piccolo è soggetto a vere e proprie crisi durante le quali scoppia in lacrime, si agita e fa capricci. E’ una scena che spesso si ripete tutte le sere e va avanti anche per ore. Queste crisi sono il segno che il bambino sta crescendo, ed è un piccolo individuo già consapevole delle sue esigenze Inizia a cogliere la differenza tra il giorno e la notte e questa novità lo innervosisce. In questi casi, l’unico modo per consolare il neonato è cercare di farlo riaddormentare: bisogna tenerlo tra le braccia, in un luogo tranquillo e silenzioso, cullandolo dolcemente. I bambini hanno bisogno di dormire.  E’ bene evitare di farlo giocare e di parlargli, perché questo lo aiuterebbe a restare sveglio. Oppure, lo si può adagiare nella culla o nella carrozzina e cullarlo con dolcezza; molto utile, e tranquillizzante per il bambino, è tenergli una mano sulla schiena o sul pancino perché avverta la presenza della mamma. Se non smette di piangere, l’unica cosa da fare è lasciare che si sfoghi: alla fine si addormenterà.

 

Giorgia Andretti

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