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 Succhietto o ciuccio è necessario ma con le dovute cautele

25 Aprile, 2018 1:00 pm

Amatissimo dai bambini da sempre, oggi è concesso anche dagli esperti dell’infanzia, a patto che sia utilizzato con intelligenza e accantonato con l’inizio dell’autonomia, verso i tre anni

 

Ciuccio, ciucciotto, succhiotto o succhietto, è chiaro a tutti che si sta parlando di quel piccolo oggetto caucciù o in plastica e silicone, a misura di bocca di bimbo, che quasi tutti i bambini amano perché risponde in pieno all’esigenza della suzione. Questo riflesso, presente già nella vita intrauterina, è necessario alla sopravvivenza stessa dell’essere umano perché il bambino che succhia dal seno si alimenta e, conseguentemente, vive e cresce. Non solo: il succhietto, la tettarella o il seno stesso della mamma effettuano una pressione sulle pareti interne del cavo orale del bimbo attivando così i centri legati all’appagamento e al benessere.

 

I benefici del succhietto

E’ più che giusto assecondare la tendenza innata del bambino del succhiare, anche attraverso l’utilizzo del succhietto che, oggi, non è più condannato dai pediatri. Se, quindi, il bambino dimostra di desiderare il ciuccio, in una certa misura glielo si può concedere. Non è detto che tutti i neonati lo apprezzino: alcuni, soprattutto quelli allattati al seno, non ne sentono la necessità e, in questi casi, non è ovviamente opportuno imporlo. Comunque, tutte le colpe delle quali è stato accusato il succhietto sembrano oggi essere cadute. Non provoca disturbi alla crescita dei denti o problemi di malocclusione che si possono creare quando il bebè, proprio per l’insopprimibile necessità della suzione, inizia a mettersi in bocca il pollice. Inoltre, secondo un recente studio pubblicato su Pediatrics, l’utilizzo del succhietto durante il sonno evita che il neonato entri in una fase di apnea del sonno, che può essere connessa con la sindrome della morte improvvisa. Insomma, potrebbe esercitare una forma di prevenzione, può concorrere a ridurre il rischio di SIDS, la sindrome della morte improvvisa del lattante, impedendo al neonato di entrare in una fase di apnea prolungata durante il sonno, che può causare il decesso.

 

Basta un po’ di buon senso

Il succhietto è anche un innocuo ma enorme conforto per il bambino che entra al nido o alla scuola per l’infanzia, soprattutto quando la nostalgia di casa diventa più intensa ed è necessario la consolazione immediata. Ovviamente è importante usarlo con intelligenza, mai offrire il ciuccio ricoperto di zucchero o peggio ancora nel miele per zittire il piccolo quando piange perché stanco o non sta bene: l’esigenza del bambino va prima di tutto compresa e soddisfatta. È anche importante scegliere bene il modello. La tettarella deve essere sottile alla base per assecondare l’incontro delle arcate dentarie e favorire la corretta chiusura della bocca, senza interferire con la posizione della lingua. Anche l’età del piccolo condiziona la scelta. Il silicone è più fragile al morso ma è più resistente alla sterilizzazione, quindi è sicuramente adatto nei primi mesi. Più avanti, quando il bambino mette i denti e quindi può mordere il ciucciotto, ma non occorre più sterilizzare l’oggetto o meglio è sufficiente un accurato lavaggio, si può scegliere il modello in lattice o caucciù.

 

Sahalima Giovannini

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