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Come sterilizzare il biberon

febbraio 12, 2009 12:21 pm

Con l’acqua, con il vapore, con il microonde, a freddo: tutti i sistemi per difendere il neonato da virus e batteri. Attenzione, però, a non esagerare. La casa non deve diventare un ambiente sanitario. Prima delle informazioni utili una premessa indispensabile. Sterilizzare biberon e tettarelle è importante, ma attenzione a non esagerare. Un neonato non…

Come sterilizzare il biberon

Con l’acqua, con il vapore, con il microonde, a freddo: tutti i sistemi per difendere il neonato da virus e batteri. Attenzione, però, a non esagerare. La casa non deve diventare un ambiente sanitario.

Prima delle informazioni utili una premessa indispensabile. Sterilizzare biberon e tettarelle è importante, ma attenzione a non esagerare. Un neonato non ha bisogno di vivere in un ambiente sterilizzato. La salute non si basa, infatti, sulla totale assenza di questi ospiti terrestri (sterilità), ma su un “normale” rapporto con loro, basato su ottime abitudini di vita igieniche (ma non fobiche), e soprattutto su buone difese immunitarie personali, da conquistarsi con una corretta alimentazione, un sano stile di vita generale, una crescita graduata nel tempo degli strumenti di difesa di cui siamo geneticamente dotati fin dalla nascita. È importante che si crei un clima più casalingo e meno sanitario intorno al momento alimentare del bambino: nutrirlo non significa dare una medicina, e il biberon non è una “siringa” con cui somministrare un “liquido curativo”, ma è semplicemente un bicchiere dalla forma un po’ particolare con cui nutrire il bambino. La carica batterica normalmente presente nel mondo circostante il bambino (sui giocattoli, il lenzuolo, le mani dell’adulto, il vestiario, ecc.) è parte integrante dell’ambiente, che deve essere “conosciuto” dal piccolo e contro il quale svilupperà idonee difese. Una limitata, normale, presenza di germi nel biberon non è dannosa: essenziale però è che questi germi non abbiano l’opportunità di moltiplicarsi a dismisura.

Latte artificiale e… biberon
Per questo il biberon va lavato accuratamente e il latte preparato, possibilmente, al momento o, se non è possibile, conservato in frigorifero, intiepidendolo subito prima del pasto. Il latte, soprattutto se a temperatura ambiente, è il terreno ideale per lo sviluppo dei batteri, che una volta insediati nell’intestino del piccolo possono provocare una gastroenterite. Molto meglio se il biberon potesse attendere qualche mese, e il bambino fosse attaccato al seno, garanzia perfetta di salute e tenerezza. Anche in questo caso comunque la sterilità è importante: la mamma infatti dovrà pulire con acqua e sapone o con apposite soluzioni disinfettanti il capezzolo sia prima di offrirlo al bambino, sia dopo la poppata per eliminare i residui di latte e saliva che favoriscono l’insorgenza delle ragadi del capezzolo e la proliferazione di germi. Se si allatta artificialmente, la sterilizzazione è necessaria almeno per i primi 6 mesi di vita; dopo tale periodo, considerando che il bambino comincia a portarsi alla bocca le manine e qualsiasi oggetto riesca a raggiungere, la sterilizzazione diventa una scelta individuale, potendo essere sufficiente un adeguato lavaggio. Biberon, tettarelle e tutto l’occorrente usato per preparare i pasti va accuratamente lavato con acqua calda, detersivo e spazzola dopo ogni poppata. Se i fori delle tettarelle sembrano ostruiti, è pulirli aiutandosi con una spilla da balia. Sciacquare tutto, ripetutamente sotto l’acqua calda corrente, quindi procedere alla sterilizzazione che può essere effettuata utilizzando il metodo a caldo o il metodo a freddo.

Il metodo a caldo
La sterilizzazione a caldo si fonda sull’azione disinfettante e battericida dell’acqua bollente. Questa tecnica può impiegare direttamente l’acqua ad alte temperature o sfruttare il vapore che si sprigiona quando questa inizia a bollire.

Con l’acqua 
-E’ il sistema più classico, quello delle nostre nonne. In una pentola a coperchio chiuso o in un apposito contenitore si fanno bollire su un fornello per almeno 20 minuti gli oggetti da disinfettare, controllando che siano completamente ricoperti d’acqua. Una volta conclusa l’operazione si getta l’acqua e si lasciano sgocciolare gli oggetti sterilizzati, senza toccarli con le mani. I biberon poi vanno rimontati con le mani pulite e con la tettarella girata verso l’interno. Il vantaggio di questo metodo è che è molto economico e pratico, poiché non richiede particolari attrezzature in quanto per la sterilizzazione è sufficiente un fornello e una comune pentola da cucina.

Con il vapore
– Questo metodo richiede l’uso di specifici apparecchi che producono e sfruttano il vapore acqueo che va a distruggere i microrganismi nocivi. Ne esistono di due tipi: elettrici o per forni a microonde. I primi sono formati da un bollitore a corrente elettrica, un cestello in cui porre i biberon, un termostato per tenere la temperatura costante e una valvola di sicurezza. All’interno dell’apparecchio viene fatta bollire una piccola quantità d’acqua che sprigiona il vapore che in una decina di minuti disinfetta gli oggetti. Gli sterilizzatori per forni a microonde invece sono composti da un contenitore a chiusura ermetica e un cestello portabiberon. I vantaggi degli sterilizzatori a vapore è la velocità in cui si esegue l’operazione: 10-15 minuti con gli apparecchi elettrici, 4-8 minuti con il microonde.

Il metodo a freddo
E’ un metodo chimico che prevede l’uso di appositi disinfettanti liquidi o in compresse effervescenti, assolutamente non tossici per il bambino, da sciogliere nell’acqua fredda in cui sono immersi gli oggetti da sterilizzare. Questa sostanza chimica antibatterica agisce in 30-90 minuti (a seconda del prodotto) e non essendo necessario il risciacquo gli oggetti possono essere lasciati immersi fino al momento dell’uso (la soluzione va rinnovata ogni 24 ore). Anche se rispetto agli altri il metodo a freddo presenta una spesa maggiore, per l’acquisto periodico del disinfettante, punto di forza di questo metodo è la praticità, visto che a differenza del metodo a caldo, che necessita sempre di un fornello, di una presa di corrente o di un forno a microonde questo metodo può essere usato facilmente anche fuori casa.

 

Angela Salini

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