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Niente bimbi in allattamento

ottobre 20, 2008 12:00 pm

Ecco le condizioni per trasformare le poppate in un metodo anticoncezionale naturale e sicuro Per una donna che ha appena partorito e che allatta al seno il proprio bambino, esiste un metodo anticoncezionale che esclude del tutto l’utilizzo di farmaci nel caso non si desideri un’altra gravidanza nell’immediato. E’ il metodo Lam, metodo dell’amenorrea da…

Ecco le condizioni per trasformare le poppate in un metodo anticoncezionale naturale e sicuro

Per una donna che ha appena partorito e che allatta al seno il proprio bambino, esiste un metodo anticoncezionale che esclude del tutto l’utilizzo di farmaci nel caso non si desideri un’altra gravidanza nell’immediato. E’ il metodo Lam, metodo dell’amenorrea da lattazione, che ha un indice di affidabilità maggiore del 98%, detenendo quindi solo un punto percentuale in meno rispetto alla copertura che può assicurare l’utilizzo della pillola estroprogestinica.

Le condizioni per evitare una gravidanza
Sul sito della John Hopkins University, intitolato allo scienziato che ha scoperto e sviluppato il Lam, si apprende che “il metodo dell’amenorrea da lattazione consiste nell’uso dell’allattamento al seno materno come metodo contraccettivo, basandosi sull’effetto della suzione come inibitore degli ormoni che regolano e rendono possibile l’ovulazione nella donna”. A dare rigore scientifico alla teoria di John Hopkins è la dott.ssa Miriam Labbok, (Professore e Direttore del Center for Infant and Young Child Feeding and Care, Maternal & Child Health Department, School of Public Health, University of North Carolina), la quale ha identificato delle precise condizioni che devono sussistere contemporaneamente affinché il Lam garantisca una protezione contraccettiva superiore al 98%:

  • Il bambino deve avere meno di sei mesi;
  • L’alimentazione del bambino deve avvenire esclusivamente al seno materno (da entrambi i seni), senza l’assunzione di altri nutritivi liquidi o solidi. Sono ammessi solo vitamine, minerali, farmaci, un paio di sorsi di succo o acqua;
  • L’intervallo tra una poppata e un’altra deve essere inferiore a quattro ore durante il giorno e sei ore durante la notte (anche un ritardo di soli 5 minuti potrebbe compromettere l’efficacia del metodo);
  • Non si devono essere più verificate perdite di sangue nella mamma a partire dall’ottava settimana dopo il parto.

    I benefici di questo metodo naturale
    La mancanza di una sola condizione aumenta il rischio di gravidanza ed è raccomandato un metodo contraccettivo supplementare. I benefici del metodo LAM (due sole gravidanze su 100 mamme in allattamento nei primi sei mesi) consistono nel fatto di essere immediatamente attivo, di non interferire con la vita sessuale, non avere effetti collaterali sull’organismo, non richiedere farmaci o assistenza medica ed essere completamente gratuito.
    L’Organizzazione Mondiale della Sanità reputa il metodo LAM come metodo di pianificazione familiare al fine di evitare gravidanze ravvicinate, in linea con la tradizionale politica di questo organismo che è sempre stata quella di reputare l’allattamento al seno come l’ideale nutrimento del neonato per la crescita e la protezione dalle malattie. Il sito dell’organizzazione riporta cautele riguardo a casi in cui si tratti di persone HIV positive o di soggetti che necessariamente devono assumere alcuni tipi di farmaci, o nel caso di malformazioni congenite alla bocca, alla mascella o al palato dei neonati.

    Informazioni poco accessibili
    Nonostante i vantaggi riconosciuti a questo metodo c’è da dire che non è facile per una donna reperire informazioni sul LAM: la tendenza per alcuni medici ginecologi è piuttosto quella di prescrivere a una donna che ha appena partorito una pillola anticoncezionale da assumere a lattazione stabilizzata, quindi sei-otto settimane dopo il parto. Lo stesso vale, dall’altro lato, per alcune donne che optano per sistemi anticoncezionali di tipo farmaceutico senza documentarsi affatto su eventuali diverse soluzioni. Oramai alcuni siti internet sono piuttosto accreditati e quindi fonti valide di informazione, come anche i consultori di quartiere, almeno i più aggiornati.

     

    Maria Germana Imbrighi

     

    Ha collaborato:
    Dott.ssa M. Ersilia Armeni
    Pediatra, neonatologo, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC

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