Il sangue dal naso
2 Febbraio 2009
Le posizioni per allattarlo
2 Febbraio 2009

La sessualità in gravidanza

Difficoltà reali, ma più spesso presunte, possono incidere sul rapporto: ecco come vivere il cambiamento

Non c’è niente di più

sbagliato che pensare ai nove mesi di gravidanza come inevitabile periodo di astinenza dall’attività sessuale. Salvo rari casi, indicati dal ginecologo,

in cui essa è davvero sconsigliata, per il resto mantenere viva la dimensione erotica fa addirittura bene alla coppia. Attraverso l’intimità, infatti, è

possibile continuare a sentirsi coppia, prima ancora che futuri genitori.

Cosa si nasconde dietro il calo del desiderio
Fare

l’amore, dunque, fa bene anche in gravidanza. E allora perché, soprattutto nei primi mesi della gravidanza, spesso il sesso subisce una naturale battuta

d’arresto?
Le spiegazioni possono essere molteplici. Sicuramente sul calo del desiderio influiscono motivazioni fisiche: le fastidiose nausee dei

primi tempi, che colpiscono molte donne, e il senso di stanchezza e sonnolenza dei primi mesi non aiutano certo a vedere la sessualità come qualcosa di

prioritario. Ma a ciò si aggiungono anche altre motivazioni, di ordine psicologico, spesso più sottili e difficili da riconoscere su se stessi. La

felicità per la nuova gravidanza, magari desiderata da tempo, può far sentire la donna già appagata e proiettata in una dimensione nuova, non più di

donna ma di madre, nella quale la sessualità fa fatica a trovare posto perché tutto è già concentrato sul bambino che arriverà. Con il passare dei mesi,

anche vedere il proprio corpo che cambia, il seno ingrossato, a volte anche dolente, la pancia che inizia a gonfiarsi, le gambe appesantite, sono tutti

elementi che possono far sentire la donna meno attraente e meno interessata al sesso per la paura, anche inconscia, di non piacere più al proprio

compagno. In realtà, questi timori femminili spesso non hanno fondamento: anzi, l’uomo può trovare addirittura più desiderabile la compagna proprio in

questo periodo.

Nessun rischio per il bambino
A frenare i rapporti sessuali possono essere anche paure più nascoste, prima fra

tutte quella di far male al bambino durante la penetrazione. Soprattutto nelle coppie che hanno avuto maggiori difficoltà a concepire o che hanno

vissuto il dolore di uno o più aborti spontanei, può scattare un istintivo desiderio di protezione nei confronti del bimbo in arrivo: astenersi dal

sesso diventa un modo per “tutelare” qualsiasi rischio connesso al buon proseguimento della gravidanza. Per quanto queste paure siano del tutto

comprensibili, è importante sapere che l’attività sessuale non è di per sé nociva alla gravidanza. Sono davvero pochi i casi in cui il ginecologo

consiglierà di astenersi temporaneamente da rapporti penetrativi: per esempio, in caso di minaccia d’aborto, di minaccia di parto prematuro; o, ancora

in caso di altre situazioni quali placenta previa, infezioni, cerchiaggio cervicale o gemellarità.
L’importante è che la gravidanza non finisca

però per trasformarsi in un comodo alibi per uno o per entrambi i partner. Ossia che non si prendano a pretesto disturbi e paure per nascondere in

realtà una diminuita voglia di intimità. Naturalmente questo è un discorso che prescinde anche dalla gravidanza stessa: se c’era una buona intesa

sessuale prima, è più facile che, una volta superate le prime difficoltà, si ritrovi presto la complicità e il desiderio di intimità; al contrario, se

già prima di concepire i partner avevano delle difficoltà nella sfera sessuale o vivevano questo aspetto come qualcosa di marginale, nel quale la

fantasia e la giocosità erano già state schiacciate dalla routine, è più elevato il rischio di congelare del tutto in questo periodo l’intera dimensione

erotica.

Intimità non è solo “fare l’amore”
Per molte coppie sesso è sinonimo di penetrazione e qualsiasi rapporto che non si

concluda con essa non è da considerarsi veramente “completo”. È naturale che, se si vive la dimensione erotica solo in quest’ottica, in gravidanza si

corre davvero il rischio che, per diversi motivi, si rinunci del tutto all’intimità. In questo periodo, in particolare, bisognerebbe lasciare spazio ad

altre forme di “dialogo” corporeo: si può trovare appagamento anche attraverso altri linguaggi, come quello dei baci, delle carezze o della stimolazione

genitale reciproca. Basterà lasciare spazio alla fantasia e uscire dalla mentalità che il sesso si risolva necessariamente nella penetrazione. Anche le

coppie che riescono ad avere rapporti completi in gravidanza devono prestare comunque molta attenzione ai preliminari, perché in questo periodo, a causa

del turgore dei genitali femminili, la penetrazione potrebbe risultare più difficile. Quanto alle posizioni più indicate, ciascuna coppia potrà

sperimentare, in base all’epoca della gravidanza e alle dimensioni della pancia, quella più adatta, in modo che l’uomo non gravi con il suo peso

sull’addome della compagna.

 

Nicoletta Modenesi

 

Ha collaborato:
Dott.

Massimiliano Monti

Registrati o Accedi

Lascia un commento