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Gravidanza: la placenta filtra il coronavirus

18 Marzo, 2020 10:00 am

Il virus non si trasmette attraverso la placenta e nemmeno con il latte della mamma. Inoltre nei neonati sembra che il Covid-19 si esprima in una forma leggerissima

In gravidanza ansie e timori sono amplificati: qualsiasi fattore esterno che possa danneggiare il bambino viene accuratamente tenuto a distanza. Ecco perché questo periodo in cui si sta vivendo un momento storico-sanitario del tutto eccezionale può ingenerare tanti dubbi nella gestante: e se mi ammalo? Il bambino potrà risentirne? Come farò a cavarmela da sola senza poter essere aiutata dalla mia famiglia e dalle amiche. Guidagenitori.it cerca di rispondere ai dubbi più comuni e di rassicurare.

Il Coronavirus e la gravidanza: cosa rischio?

Una donna in attesa teme di contrarre l’infezione e in effetti secondo l’Istituto Superiore di Sanità – ISS  la gestante, se si ammala, può sviluppare una infezione più severa alle vie respiratorie. Questo discorso però vale per le altre malattie infettive, come l’influenza per esempio. Per quanto riguarda il Convid-19 i dati sono ancora troppo pochi per potersi sbilanciare. Tuttavia le donne che, in questo periodo, sono entrate in contatto con il virus non hanno sviluppato complicanze serie. Di conseguenza è bene osservare con attenzione le disposizioni ministeriali sulle misure igieniche, che si aggiungono a quelle da adottare in gravidanza. Per quanto riguarda poi l’altra grande paura, ossia di trasmettere il virus al feto, i casi sono pochi ma rassicuranti. I dati riportati non registrano trasmissione dell’infezione da mamma a bambino. Per esempio, la moglie del manager lombardo, definito – paziente uno – positiva al test ha portato avanti senza problemi la gravidanza. Altre donne positive al COVID-19 hanno dato alla luce bambini senza sintomi. Il SARS- CoV- 2 non è stato rintracciato nel liquido amniotico. I test effettuati su alcuni neonati di mamme positive non hanno mostrato la presenza del virus. In generale i neonati e i bambini piccoli sembrano i più resistenti all’infezione, non mostrando mai sintomi gravi. E al momento non ci sono nemmeno indicazioni a sottoporsi al parto cesareo.

Dopo la nascita del bambino, potrò allattarlo?

In caso di positività al virus l’allattamento è possibile perché il virus non si trasmette con il latte. Se però la donna è positiva mamma e neonato devono essere isolati e la puerpera deve indossare la mascherina quando allatta il bebè. Le goccioline di saliva infatti sono una modalità di trasmissione certa. Inoltre, la mamma dovrebbe lavarsi bene le mani prima di cambiarlo. Le stesse precauzioni vanno adottate anche dagli altri membri della famiglia, per ragioni di sicurezza in questo periodo di pandemia. La mamma, la suocera, la zia possono sicuramente dare una mano alla puerpera, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza e delle precauzioni igieniche. Possono fornire un aiuto anche in altri modi, per esempio facendo la spesa e occupandosi della pulizia di casa. Le cure necessarie a mamma e bambino, anche e soprattutto in caso di necessità, vengono garantire dagli enti sanitari.

È possibile fare il tampone per sicurezza?

No, il tampone viene effettuato solo dal personale sanitario nel caso di sintomi dubbi. Non esiste la possibilità di test privati, nemmeno a pagamento. Se si avvertono sintomi sospetti: tosse, difficoltà di respiro, mal di testa, raffreddoresi deve contattare il proprio medico oppure uno dei numeri verdi regionali. Il tampone si effettua in ambiente ospedaliero. Non ci si deve recare in alcun modo al pronto soccorso o in ambulatorio, perché si rischia di trasmettere il virus se si è malati oppure di essere contagiate a propria volta.

Lina Rossi

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