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Ecografia morfologica, un appuntamento importante

6 Febbraio, 2020 10:00 am

Attorno alla 20-22ma settimana la donna in gravidanza deve sottoporsi all’ecografia morfologica, un esame a ultrasuoni per individuare eventuali malformazioni del feto

Un appuntamento irrinunciabile per tutte le donne in gravidanza è l’ecografia morfologica, un esame che permette di scoprire se il bambino è sano oppure portatore di qualche anomalia fisica. Eventuali problemi, al cuore per esempio, riescono così a essere individuati per tempo e possibilmente curati. È un appuntamento che genera tensioni, timori, aspettative e che nella stragrande maggioranza dei casi si conclude con un respiro di sollievo: il bambino è sano. Vediamo l’iter ecografico.

Tre sono le eco necessarie in gravidanza

L’ecografia è un mezzo diagnostico indispensabile per controllare l’andamento della gravidanza, la vitalità embrio-fetale, le gravidanze multiple, per valutare l’accrescimento del feto ed escludere la presenza di malattie o malformazioni. Normalmente in Italia vengono eseguite tre ecografie nel corso della gravidanza, ma se il ginecologo curante lo ritiene opportuno, è possibile sottoporsi a un numero maggiore. La prima, entro la 13a settimana, serve per accertare la gravidanza, verificare che l’embrione sia singolo o meno e che sia posizionato all’interno dell’utero. La seconda si effettua a 20-22 settimane e viene comunemente definita ecografia morfologica, è utile per valutare se il feto cresce bene, se è troppo piccolo o troppo grande, oltre che per controllare la morfologia e il corretto funzionamento degli organi. La terza ecografia, alla 30-36 settimana di gestazione, valuta la salute e l’accrescimento del feto, oltre che lo stato della placenta, il suo flusso sanguigno e l’eventuale presenza di distacchi o di posizioni anomale.

Ecografie e ultrasuoni

L’ecografia si avvale di onde sonore ad altissima frequenza, e non udibili dall’orecchio umano, che vengono indirizzate all’interno dell’utero della gestante da una sonda, intrisa di gel e passata più volte sul ventre materno. Gli ultrasuoni raggiungono il corpo del feto e vengono riflessi in modo diverso a seconda della densità dei tessuti che investono. Se l’onda incontra un corpo molto denso – come le ossa e il cranio – ribalza e manda un’eco che viene catturata dalla sonda e trasformata in un’immagine sul monitor di colore bianco o grigio chiaro. Al contrario, se l’ultrasuono incontra un corpo meno denso, come il sangue, viene assorbito completamente e sul monitor compare un’immagine nera o grigio scuro. Le ecografie più recenti dispongono di sonde dotate di cristalli interni a più sfaccettature che catturano le onde di ritorno in tutti i piani dello spazio – lunghezza, larghezza e profondità – e consentono una ricostruzione tridimensionale e in tempo reale dell’immagine del feto.

Organizzarsi per tempo

L’ecografia morfologica va effettuata alla 20-22a settimana. Andrebbe quindi prenotata non appena la donna scopre di essere incinta, perché visti i tempi di attesa della sanità pubblica si rischia di avere l’appuntamento dopo diverse settimane. In alternativa, si può decidere di farla privatamente: in questo caso la si può fissare nel giro di pochi giorni, ma il costo sale fino ai 100 euro o più a seconda dei centri. È sempre opportuno rivolgersi a un ginecologo esperto in ecografie oppure a un radiologo che abbia una vasta esperienza in eco morfologiche della gravidanza. Solo in questo modo è possibile essere certi che ogni eventuale anomalia, anche piccolissima, venga individuata o al contrario esclusa. Il nostro consiglio è vivere questo momento con il partner ovviamente, oppure con qualche persona cara: un genitore, la sorella, la migliore amica, non solo per essere rassicurata nell’attesa ma per condividere la gioia di un momento speciale.

Rossi Lina

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