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Fumare produce molti più rischi alle donne

Ottobre 24, 2019 10:00 am

Fumo di sigaretta e tumore del polmone, anche i bambini ormai lo sanno. Un tempo questa abitudine era nettamente più diffusa tra gli uomini, oggi, purtroppo, è in crescita tra le donne

Patologie polmonari, è vero, l’inquinamento fa la sua parte, ma la responsabilità è in larga parte del fumo. Le ultime generazioni di donne, purtroppo, hanno assunto un’abitudine che fino a trenta anni fa era soprattutto maschile e i risultati negativi per la salute si vedono. L’allarme arriva dal congresso nazionale dell’Associazione Italiana Donne Medico – Aidm in corso a Salerno. Gli esperti sottolineano a gran voce che il fumo fa male a tutti, ma in maniera particolare diventa più invadente verso le donne. Gli effetti sono molteplici, dalla salute dei polmoni a quella riproduttiva, le sigarette possono danneggiare il feto durante una gravidanza. Purtroppo le donne, nonostante il messaggio sia chiaro, continuano a fumare.

 

Tutti i danni del fumo da sigaretta

Fumare in gravidanza è un’abitudine doppiamente dannosa. La sigaretta, infatti, ha effetti nocivi sulla salute della donna e del bambino e non solo in gravidanza ma anche dopo la nascita del bambino. Tra le donne fumatrici si riscontra un più alto numero di gravidanze extrauterine e di parti prematuri e i bambini, alla nascita, spesso sono di peso inferiore alla norma, circa i 10% in meno rispetto ai coetanei figli di non fumatrici. Questo si verifica perché, fumando, la donna assume monossido di carbonio, una sostanza che riesce ad attraversare la placenta e ad entrare nel sistema circolatorio del feto. In questo ambiente il monossido si lega all’emoglobina contenuta nel sangue, impedendole di trasportare ossigeno alle cellule ricevendo una quantità inferiore di ossigeno. Il motivo delle nascite premature non è del tutto chiaro, ma è probabile che nell’utero si crei un ambiente inquinato da nicotina e monossido di azoto: il feto cerca quindi una via d’uscita spontanea per trovare un ambiente più salubre. Nascere prima del termine può comportare dei rischi anche seri, soprattutto perché i polmoni del piccolo non sono ancora perfettamente in grado di funzionare.

 

I danni al bambino dopo la nascita

Anche il sistema immunitario risente del fumo materno, il piccolo si ammala più facilmente nei primissimi mesi di vita, quando dovrebbe essere protetto dagli anticorpi della mamma. Se la donna fuma durante l’allattamento, poi attraverso il latte al piccolo giunge una quantità di nicotina sufficiente a scatenare crisi di nausea, vomito e diarrea. Il latte stesso acquisisce un sapore amaro, sgradito al bambino, che tende a succhiare meno e a crescere più lentamente. Inoltre, la nicotina agisce sugli elementi contenuti nel latte, alterandone le capacità nutritive. I bimbi di mamme fumatrici in allattamento sono anche più nervosi e soggetti a disturbi del sonno. Notevoli sono anche gli effetti del fumo passivo. I gas che si sprigionano dalla combustione della sigaretta sono infatti responsabili dell’insorgere di allergie e disturbi all’apparato respiratorio come otiti, bronchiti, asma bronchiale. Infine, fumare in gravidanza e in allattamento espone maggiormente il bambino alla SIDS,  la sindrome da morte improvvisa del neonato. I bambini nati da mamme fumatrici corrono un rischio tre volte maggiore di incorrere nella sindrome rispetto ai bambini nati da donne che non hanno il vizio del fumo.

 

Come si può smettere di fumare

Alcune donne, non appena si rendono conto di essere in attesa in stato interessante e vengono a conoscenza dei rischi che il fumo comporta, riescono a dire basta con facilità, spinte dal desiderio di proteggere il piccolo. Non per tutte, però, è così semplice. La maggior parte deve fare i conti, oltre che con la mancanza del gesto e del piacere del fumo, con l’astinenza dalla nicotina, che causa una vera e proprio dipendenza. Durante i nove mesi non è possibile ricorrere ai cerotti o chewing gum alla nicotina. Quindi è necessario fare leva soprattutto sulla forza di volontà, pensando ai danni che il fumo provocherebbe alla salute del bimbo. Eventualmente la donna può ricorrere alla psicoterapia, per maturare più consapevolezza sull’opportunità di questa scelta. È anche possibile aiutarsi con le cosiddette cure naturali tra cui: l’ipnosi, l’agopuntura o l’omeopatia.

 

Sahalima Giovannini

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