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Diabete in gravidanza e rischio di iperglicemia nel bambino

maggio 10, 2019 10:00 am

Il diabete in gravidanza deve essere monitorato con attenzione, la sua presenza raddoppia il rischio, per il bambino, di aver problemi di iperglicemia già nei sui primi anni di vita

Le donne in gravidanza possono prendersi cura della salute del proprio figlio fin da prima dell’inizio della gestazione, proteggendolo dal rischio di diabete e quindi dai disturbi cardiovascolari: è sufficiente che si prendano cura di se stesse, proprio contrastando la possibilità di incorrere nel diabete gestazionale. Secondo uno studio osservazionale pubblicato sulla rivista Canadian Medical Association Journal, i bambini nati da donne che hanno sofferto di diabete in gravidanza hanno un rischio quasi doppio di ammalarsi a loro volta di diabete entro i ventidue anni di vita.

 

Diabetici già da giovanissimi

Si era già al corrente del fatto che il diabete sia un fattore di rischio per i figli, ma si era sempre pensato che questa malattia metabolica si sviluppasse più avanti negli anni, in età adulta e avanzata. Gli esperti hanno invece scoperto che il diabete in gravidanza potrebbe causare un esordio in età molto precoce, prima dei ventidue anni. Lo studio ha coinvolto 73.180 donne, parte delle quali hanno avuto il diabete in gravidanza. È emerso che 4,5 bambini ogni 10.000 nati da madri con diabete gestazionale hanno sviluppato a loro volta il diabete entro i ventidue anni di vita, contro 2,4 bambini per 10.000 nati da madri senza diabete in gravidanza. Significa che questa complicanza della gestante si associa a un rischio quasi doppio per il nascituro di sviluppare la malattia. La forma diabetica  gestazionale è di tipo 2, di solito tipico dell’età adulta o meglio anziana: ammalarsi a ventidue anni significa essere soggetti in età giovanile a scarsa funzionalità del pancreas, livelli di zuccheri eccessivi nel sangue e maggior rischio di ipertensione arteriosa. Per questa ragione, già dopo una ventina di anni, quindi a quaranta-quarantacinque anni quando si è ancora piuttosto giovani e attivi, si rischiano tutte le complicanze tipiche del diabete: malattie ai reni, disturbi della vista a causa delle retinopatie, problemi cardiaci e della circolazione come infarto e ictus.

 

Rischi aumentati anche per il diabete del tipo  1

Lo studio è importante, oltre che per l’elevata incidenza di diabete registrata nel periodo di osservazione, anche perché pone luce sul fatto che il diabete che i figli sviluppano potrebbe essere anche il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune caratterizzata da deficit di produzione dell’ormone insulina, è la forma che necessita della terapia insulinica. Infatti, è detto anche insulino-dipendente. L’associazione tra diabete gestazionale e rischio di sviluppare diabete di tipo 2, la forma più comune della malattia nel nascituro era nota anche se non ben quantificata. Questo studio, per la prima volta associa fortemente il diabete gestazionale al diabete di tipo 1, di tipo autoimmune. Saranno necessari studi ulteriori per confermare l’esistenza dell’associazione clinica con il diabete di tipo 1. In ogni caso è essenziale che la donna in attesa eviti, per quello che le è possibile, di incorrere nel diabete gestazionale già prima di dare inizio alla gravidanza. Solitamente il diabete nelle donne in attesa compare quando si è sovrappeso oppure obese: di conseguenza è opportuno cercare di dimagrire un po’ facendosi seguire dal medico, in modo da perdere solo tessuto adiposo in eccesso e non muscoli e senza privarsi di sostanze come proteine, vitamine e minerali. Infatti l’organismo deve essere in forma per accogliere il feto. Si dimagrisce con la dieta ma anche con l’esercizio fisico: per questa ragione la donna deve effettuare, in modo costante e regolare, attività fisica tutti i giorni. Importane è monitorare anche il quadro ematico con le analisi programmate, prima e durante la gravidanza, anche nella donna in piena salute potrebbe scatenarsi una forma di insulino-resistenza che, in gravidanza avviata può sfociare in diabete gestazionale.

 

Lina Rossi

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