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Toxoplasmosi e gravidanza: rischio aumentato di psicosi

febbraio 6, 2019 10:00 am

L’infezione da Toxoplasma è innocua se contratta nel corso della vita, è invece pericolosa se contratta in gravidanza. Recenti studi mostrano un rischio aumentato di psicosi nel bambino

La Toxoplasmosi se contratta nel corso dei nove mesi della gravidanza, la salute mentale del bambino può essere a rischio. Il batterio responsabile di questa infestazione, il Toxoplasma gondii, si trova nei cibi freschi e crudi, come la frutta e la verdura che possono essere state innaffiate con acque contaminate, oppure nei salumi. Cibi comuni in tutte le diete alimentari, ma in gravidanza, se non è possibile lavare accuratamente gli alimenti è preferibile e vitarli. Infatti, se l’infezione dalla mamma passa al feto, questo può succedere attraverso gli scambi nutrizionali con la placenta, il bambino rischia diversi problemi, l’ultima correlazione scoperta è l’aumentato rischio di sviluppare forme di psicosi tra cui la schizofrenia.

 

Toxoplasmosi e rischio di malattia mentale

È emerso da uno studio condotto in Danimarca, che possedere gli anticorpi specifici per il Toxoplasma gondii, espone del 50% in più il rischio di sviluppare la malattia mentale. Già in passato erano state riscontrate associazioni tra l’infestazione da Toxoplasma gondii, asintomatica per gli adulti ma pericolosa per il feto se contratta in gravidanza, può infatti dare origine oltre a problematiche neurologiche come ritardo mentale e convulsioni anche a retinocoroidite. I ricercatori hanno esaminato un database di oltre 80mila persone di cui erano disponibili le analisi del sangue, isolando tutte quelle positive per toxoplasmosi e per l’infezione da citomegalovirus. Si è scoperto che tra tutti coloro che avevano avuto la positività al protozoo, il 50% di quella popolazione aveva ricevuto una diagnosi di schizofrenia, la più grave tra tutte le malattie catalogato come psicosi. Si tratta di uno studio importante che per la prima volta esamina la sequenza temporale dell’esposizione all’agente patogeno e della diagnosi, fornendo una chiara evidenza tra Toxoplasma gondii e la schizofrenia e tra il citomegalovirus e i problemi psichiatrici.

 

Come evitare il Toxoplasma in gravidanza

È quindi essenziale che, durante la gestazione e nei primi mesi di vita del bambino, si prendano tutte le precauzioni necessarie per evitare di contrarre la malattia. La soluzione è semplice: gli ortaggi vanno lavati e consumati preferibilmente cotti a vapore o stufati. La frutta va anch’essa lavata con cura e poi sbucciata. Se si ha intenzione di mangiare verdure crude oppure frutti che non possono essere sbucciati, come le fragole o le ciliegie, è bene lasciarli immersi per dieci minuti in acqua potabile e bicarbonato di sodio. Vanno invece evitate le carni crude e soprattutto i salumi. Alcuni suggeriscono di congelare i saluti prima di consumarli, purtroppo non è vero: le basse temperature non uccidono il Toxoplasma gondii. Questi prodotti si possono usare solo in preparazioni che prevedono una lenta e lunga cottura. Queste stesse precauzioni vanno applicate anche quando il bambino è molto piccolo. Quindi in gravidanza deve essere seguita una dieta appropriata. I gatti invece,  accusati di essere il serbatoio più importante del Toxoplasma gondii,  sono del tutto innocui. È bene comunque, dopo aver pulito la loro lettiera e preparato la pappa, lavarsi accuratamente le mani e usare sempre guanti usa e getta quando si è in gravidanza. Questo perché il Toxoplasma si riproduce nell’intestino dei gatti  e viene immesso nel terreno con le feci  restando infettanti per parecchi mesi.  Altro serbatoio dei protozoo sono gli uccelli.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico www.guidagenitori.it

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