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Così si cura un bimbo prematuro

Giugno 23, 2009 12:45 pm

Per essere definita a “termine” la gravidanza deve avere una durata di 40 settimane, ma sette neonati su 100 nascono in anticipo: vediamo i rischi e come interviene la medicina. Ogni bambino dovrebbe crescere nella pancia della mamma per circa 40 settimane, ma non sempre è così. Per cause molteplici, che dipendono sia dalla salute…

Così si cura un bimbo prematuro

Per essere definita a “termine” la gravidanza deve avere una durata di 40 settimane, ma sette neonati su 100 nascono in anticipo: vediamo i rischi e come interviene la medicina.

Ogni bambino dovrebbe crescere nella pancia della mamma per circa 40 settimane, ma non sempre è così. Per cause molteplici, che dipendono sia dalla salute della mamma sia da quella del piccolo, alcuni bambini nascono in anticipo rispetto a questa data, richiedendo, a seconda dell’epoca gestazionale in cui sono venuti al mondo, cure diverse. I progressi fatti dai reparti intensivi di neonatologia negli ultimi anni sono però notevoli, al punto da garantire non solo la sopravvivenza, ma anche una vita normale a bambini nati prematuramente o con pesi alla nascita molto bassi.

Tanti gradi di prematurità
In termini medici si definisce pretermine un bambino nato prima della 37° settimana di gestazione. Ed è un’eventualità non così rara, se si pensa che in Italia nascono ogni anno circa 5000 bambini pretermine, vale a dire 7 su 100. Esistono però diversi gradi di prematurità sia in base all’epoca gestazionale sia rispetto al peso del bambino, che viene definito di basso peso se alla nascita pesa meno di 2500 grammi, di peso molto basso tra 1000 e 1500 grammi e di peso estremamente basso se pesa meno di 1000 grammi. Questo non significa però che un bambino di basso peso alla nascita sia un prematuro: viene definito tale, infatti, solo se è nato prima della 37° settimana.

Le difficoltà più comuni
Il bambino nato pretermine presenta le maggiori problematiche nelle primissime epoche di vita e, come si è detto, l’età gestazionale (cioè la durata della gravidanza) e il peso alla nascita risultano fattori determinanti per le condizioni di salute generali del piccolo.
Uno dei problemi più evidenti alla nascita è la difficoltà respiratoria: molti prematuri, infatti, sono soggetti, nei primi istanti di vita, a una fase di insufficienza respiratoria, detta di stress respiratorio, che richiede spesso la ventilazione meccanica e l’ossigenoterapia.
I piccoli prematuri, subito dopo la nascita, vengono posti nella culla termica o in incubatrice per garantire il controllo della temperatura corporea: una delle difficoltà più comuni di questi neonati è proprio quella di mantenere costante la propria temperatura evitando così l’ipotermia.
Piuttosto frequenti sono anche le difficoltà cardiovascolari, che necessitano di uno specifico trattamento a seconda dell’importanza del problema. Altrettanto frequenti sono difficoltà gastrointestinali che spesso rendono necessaria per le prime epoche di vita, soprattutto per la difficoltà del piccolo di coordinare deglutizione e respirazione, la nutrizione per via endovenosa attraverso un sondino che dalla bocca arriva fino allo stomaco. Molto comuni sono anche i disturbi metabolici, tra cui l’ipoglicemia, che consiste in una ridotta concentrazione di glucosio nel sangue e si tratta con fleboclisi, o il suo contrario, cioè l’iperglicemia. Per le caratteristiche della circolazione cerebrale è più frequente, nel neonato pretermine, l’emorragia cerebrale, anche se spesso è di dimensioni contenute e non lascia conseguenze serie.
I neonati pretermine hanno difese immunitarie ridotte, il che li rende più facilmente soggetti a infezioni virali e batteriche. Sono più esposti, inoltre, a forme di anemia che richiedono cure a base di ferro o piccole trasfusioni di sangue.
Infine, i bambini di basso peso alla nascita possono andare incontro a retinopatia, una malattia dell’occhio, che si tratta con cure diverse a seconda del caso.

Tante cure ma una crescita normale
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Quando li si vede nei reparti di terapia intensiva, è naturale provare molta apprensione per queste piccole creature che lottano ogni giorno per la sopravvivenza. Ma i progressi fatti dalla medicina e dalla tecnologia sono tanti e se la prematurità non è grave non solo questi cuccioli ce la fanno, ma godranno di buona salute. La loro crescita potrà essere più scarsa rispetto ai coetanei nati a termine a seconda delle cause della prematurità, ma in genere intorno ai due anni di vita il 90 per cento dei prematuri ha raggiunto i coetanei a termine. Anche per quanto riguarda il calendario vaccinale e l’introduzione degli alimenti con lo svezzamento si segue lo stesso calendario dei neonati a termine. Naturalmente nelle prime epoche di vita questi piccoli, proprio per la loro immaturità, necessitano di un monitoraggio costante delle funzioni vitali, ma – in assenza di problemi particolari – possono in genere essere dimessi dall’ospedale al raggiungimento dei 2000 grammi di peso corporeo. Per tutto il primo anno sono richiesti di norma controlli mensili e nel secondo anno a cadenza trimestrale.

 

Nicoletta Modenesi

 

Ha collaborato:
Prof. Luigi Tarani

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