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L’amicizia è un videogioco

luglio 25, 2002 12:00 pm

Dalla Disney una avventura che insegna ai più piccoli a rispettare i princìpi di una società multirazziale Arriva dagli Stati Uniti il primo videogioco che insegna ai più piccoli ad accettare la diversità. Prodotto dalla Disney, si chiama “Lilo e Stitch”, è tratto dal film campione di incassi e fa entrare i bambini in una…

Dalla Disney una avventura che insegna ai più piccoli a rispettare i princìpi di una società multirazziale

Arriva dagli Stati Uniti il primo videogioco che insegna ai più piccoli ad accettare la diversità. Prodotto dalla Disney, si chiama “Lilo e Stitch”, è tratto dal film campione di incassi e fa entrare i bambini in una storia interattiva facendo loro comprendere le ingiustizie e i problemi di una società che esclude i diversi. Attraverso il videogioco i bambini vengono messi a conoscenza dei princìpi di una società multirazziale in cui il rapporto con gli altri non è definito in base al colore della pelle, all’aspetto fisico o alla differenza di idee. Sviluppato con l’apporto dei più autorevoli pedagogisti americani, “Lilo e Stitch”, uscito negli Usa alcune settimane fa, è subito stato indicato come modello di gioco formativo per bambini.

Al contrario della maggior parte dei videogame, infatti, in questo gioco i valori dell’amicizia e della comprensione reciproca vengono rappresentati continuamente e i bambini possono andare avanti soltanto facendo interagire i due personaggi principali, la piccola orfana Lilo e l’extraterrestre Stitch, considerato da tutti un pericolosissimo criminale e che trova nella bambina l’unica persona capace di volergli bene. L’interazione tra i personaggi porta poi il bambino all’apprendimento del concetto di famiglia, non però quella creata dai legami di sangue, ma quella che nasce dai sentimenti e dal senso di comunità. Volutamente i pedagogisti e i creatori del videogioco hanno voluto rappresentare dei personaggi frutto della disgregazione dei nuclei familiari, in cui la maggior parte dei bambini di oggi potesse riconoscersi. Secondo i più recenti studi sull’infanzia, infatti, il primo effetto della disgregazione delle famiglie sui bambini e’ proprio quello di aumentare il loro grado di asocialità, i loro complessi e una tendenza alla solitudine e all’autismo.

La storia è ambientata alle isole Hawaii, scenario magico e suggestivo che aiuta i più piccoli ad interagire con la complessità e l’impegno della vicenda, mentre la musica è ispirata alle canzoni di Elvis Presley, per gli esperti le più indicate per dare alla storia un tono positivo e per stimolare l’interazione. Obiettivo del gioco è l’esplorazione dell’isola, facendo attenzione a evitare e sfuggire i cattivi, rappresentati da due personaggi loschi che danno la caccia ai due piccoli ribelli. Andando avanti il bambino si imbatte nientemeno che in un assistente sociale e anche lui viene raffigurato come un ostacolo da superare in quanto il suo intento è di far rinchiudere la piccola protagonista in un collegio. Il bambino deve utilizzare le abilità e gli attributi specifici di ognuno dei due personaggi per abbattere gli ostacoli e sconfiggere i nemici, imparando a controllare le forze negative dei personaggi e fare sempre la scelta giusta.

 

Matteo De Matteis

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