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Iperattività: leggere e giocare con i figli può prevenirla

aprile 18, 2018 1:00 pm

Leggere un libro ai figli o giocare con loro nei primi tre anni di vita, secondo recenti indagini aiuterebbe a prevenire disturbi del comportamento, uno tra questi: l’iperattività

Leggere ad alta voce ai propri figli o e soprattutto giocare con loro potrebbe prevenire disturbi comportamentali quali iperattività e deficit di attenzione, aggressività e altri comportamenti che possono avere un impatto negativo a lungo termine anche sull’apprendimento scolastico. Lo rivela una sperimentazione coordinata da Benard Dreyer della New York University e Bellevue Hospital Center, New York e pubblicato sulla rivista Pediatrics.

 

Giocare con i bambini per prevenire difficoltà di apprendimento

I pediatri hanno coinvolto un gruppo di bambini dalla nascita, seguendoli fino all’età scolare. Parte di loro sono stati inseriti per i primi tre anni di vita in un programma chiamato Video Interaction Project. Settimanalmente i genitori venivano filmati mentre leggevano ad alta voce ai propri bimbi o giocavano con loro a – fare finta di -per esempio, giocavano con le pentoline a far finta di cucinare e poi rivedevano i filmati con esperti che davano loro delle spiegazioni sul ruolo rilevante che hanno i genitori nello sviluppo dei propri figli. Analizzati a un anno e mezzo dalla conclusione del progetto, i piccoli che hanno partecipato al programma evidenziavano una probabilità molto più bassa di manifestare deficit di attenzione, iperattività, comportamenti aggressivi o scarso autocontrollo rispetto ai coetanei non inclusi nel progetto. I risultati positivi delle letture ad alta voce e del gioco con i genitori, inoltre, risultano ancora maggiori se la famiglia continua a svolgere queste attività dopo il terzo anno di vita del bambino. È insomma importante che il pediatra stimoli i genitori a leggere e giocare con i propri figli.

 

Stimolare i bambini a ruoli attivo nel gioco

Gli esperti stanno ancora cercando di capire quali siano le dinamiche per le quali un bambino che gioca con i genitori o ascolta le loro letture, da piccolissimo, ha minori problemi di iperattività. Saranno necessari ulteriori studi a tal proposito, ma forse i bambini traggono beneficio dalla naturale autorevolezza di mamma e papà:  i genitori nei primi anni di vita sono infatti i punti di riferimento, quindi interagire con essi, ricevere semplici regole e rassicurazioni, suggerimenti e indicazioni al gioco e alla lettura aumenta la sicurezza del bambino, rafforzando anche l’autostima. Se, al contrario, un bambino viene lasciato un po’ troppo solo, sicuramente può dare sfogo alla fantasia, ma non ha regole e soprattutto o nessuno che lo stimoli, lo incoraggi o lo corregga. Lo stesso vale per i libri, anche nella versione giocattolo: si tratta di strumenti ancora sconosciuti, a contatto dei quali un bambino può provare dubbi e timori. Nei primi anni la presenza dell’adulto è dunque rassicurante. L’importante è che la mamma e il papà, pur restando vicino al bambino, gli lascino spazio per dare sfogo alla sua curiosità, domande e creatività. Quindi sia nel gioco sia nella lettura è giusto seguire il bambino, rispondere ai suoi dubbi, ma senza sostituirsi a lui. Pensiamo per esempio alle costruzioni: la mamma può mostrare al piccolo una volta come si fa, lasciando poi a lui il compito di cimentarvisi, e pazienza se sbaglierà. L’importante è che misuri le sua capacità, tenendo a bada le frustrazioni e stimolando al sua creatività.

 

Giorgia Andretti

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